Sandro Ruotolo e Federica Angeli, l'Antimafia che va di moda al Parlamento
Fonte: adnkronos

Sandro Ruotolo e Federica Angeli sono due giornalisti da tempo impegnati nella lotta alle mafie, due figure di spicco del giornalismo italiano, due icone della legalità, due persone che della lotta alle mafie hanno fatto la propria personale battaglia, rinunciando alla libertà e vivendo una vita sotto scorta. I loro nomi, durante queste settimane, sono circolati spesso in occasione delle elezioni suppletive che si terranno a Napoli e a Roma.

Il 23 febbraio, infatti, si terranno le elezioni suppletive a Napoli per il seggio del Senato del professor Franco Ortolani, scomparso lo scorso novembre e a Roma il 1 marzo per il seggio della Camera lasciato vuoto da Paolo Gentiloni, ora a Bruxelles come commissario europeo per l’economia. Sandro Ruotolo e Federica Angeli sono stati i nomi proposti per il centrosinistra in occasione di questo appuntamento elettorale, e se Ruotolo è ufficialmente il candidato di una coalizione che vede l’accordo di PD e del partito del sindaco De Magistris, DeMa, Federica Angeli non è in corsa per il seggio alla Camera, visto il no del PD che ha preferito candidare l’attuale ministro dell’Economia Roberto Gualtieri.

Chi sono Federica Angeli e Sandro Ruotolo?

Federica Angeli, giornalista de La Repubblica, è sotto scorta dal 2013, da quando, in seguito a un’inchiesta giornalistica sui traffici illeciti dell’organizzazione criminale del clan Spada e della sua influenza sul territorio di Ostia, venne minacciata di morte dallo stesso clan. La vicenda si è conclusa con una sentenza della Corte d’Assise di Roma dello scorso settembre in cui si è finalmente riconosciuto il reato di associazione mafiosa oltre che quello di estorsione ed usura, con la condanna di quasi tutti gli imputati.

Federica Angeli ha cominciato le sue inchieste in un periodo in cui nessuno credeva si potesse parlare di mafia in un territorio come Ostia, ed è stata minacciata di morte più volte insieme alla sua famiglia per aver svelato i rapporti e l’influenza del clan Spada sugli affari che gestiscono le concessioni agli stabilimenti balneari del litorale romano. «Se scrivi, ti sparo in testa. Contro di noi non vincerai mai» le avevano detto, e alla fine ha vinto lei.

Sandro Ruotolo, giornalista di lunga data, ex inviato di Annozero, è sotto scorta dal 2015, da quando in un servizio per il programma di La7 – Servizio Pubblico – ha svelato l’influenza delle organizzazioni camorristiche sullo smaltimento illecito dei rifiuti in Campania. Vive sotto scorta per le minacce di morte ricevute dal boss dei Casalesi Michele Zagaria dopo il suo reportage sulla Terra dei Fuochi, e attualmente è presidente del Comitato di inchiesta sulla camorra del Comune di Napoli. Ruotolo gode di un ampio consenso, compreso quello delle Sardine, nonostante ci tenga a precisare che l’unica tessera di cui sia veramente in possesso è quella dell’Anpi, che a suo dire tutti dovrebbero avere. La sua è una candidatura sostenuta da un’ampia coalizione e lui è il candidato di tutti, dice, per rappresentare Napoli al Senato e lottare per la propria terra, nonostante per molti queste elezioni di febbraio possano in parte rappresentare un banco di prova per le Regionali di maggio. Queste elezioni suppletive chiamano al voto buona parte della città, molti quartieri popolari, oltre quello del Vomero e possono rappresentare una prova per la grande coalizione di centrosinistra in vista del voto di maggio, nonostante gli odi secolari di De Magistris per il governatore De Luca e le sue politiche.  

Sandro Ruotolo e Francesca Angeli fanno i conti personalmente con quello che vuol dire essere un giornalista che racconta di mafia in certi territori, non solo per le minacce che ricevono ma anche per quello che l’opinione pubblica a volte descrive più come un lavoro che ha come obiettivo la popolarità che come un atto di coraggio o di semplice passione per la verità.

È certo positivo il fatto che in Parlamento vengano candidati, o ricevano considerazione per la candidatura, persone che sanno bene di cosa parlano quando scrivono di mafia, corruzione, smaltimenti illeciti, faide, perché chi conosce, chi certe cose le vede, le comprende e le sa raccontare può senza dubbio aiutare la politica. Può aiutare la politica e può fare politica affrontando in maniera realistica e strutturale la lotta alle mafie, perché ne esistono diverse che si costituiscono in varia forma e che influenzano la società, la cultura, l’economia di interi territori.

La politica insomma fa bene a credere nella legalità, a fare sua questa battaglia che dovrebbe essere quella di tutti. L’antimafia, la cultura della legalità, però, non sono stendardi da portare sulle spalle durante le feste di paese, almeno non fino a quando durante le stesse feste “gli inchini” davanti a certe case continueranno. L’antimafia non è una passerella, non è un red carpet di valori, non è un vestito da sfoggiare per l’occasione più giusta, soprattutto in certi luoghi. L’antimafia è una cosa seria, serissima e Sandro Ruotolo e Federica Angeli lo sanno bene, proprio per questo la loro voce alle elezioni suppletive ma nelle istituzioni in generale può e potrebbe fare molto bene all’Italia e alla sua cifra politica.

Sabrina Carnemolla

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui