Luigi de Magistris presidente demA
Fonte: NapoliToday

Non solo demA, ma lo stesso Luigi de Magistris si trova a dover fare i conti con le prossime scadenze amministrative, che richiedono necessariamente nuovi assetti politici e cambiamenti interni ed esterni all’amministrazione comunale.

Due sono le scadenze che potrebbero minare il percorso del sindaco di Napoli: le regionali previste nel 2020 e le avvincenti comunali previste a maggio 2021 a cui sicuramente demA parteciperà: ancora ignoto il candidato, tanti i nomi e le concorrenze. Un percorso politico, quello di de Magistris, che inizia a mostrare i primi sintomi del politically “incorrect”, nodi interni al partito, persone che abbandonano il carro e rivendicazioni personali che avanzano. I prodromi si ebbero già con l’intrigo di alcuni consiglieri di maggioranza a danno di de Magistris, fatto trapelare con una registrazione pubblicata da La Repubblica, per motivi strettamente correlati a un mancato rimpasto in giunta.

Rimpasto poi avvenuto poco tempo fa, con il cambio di alcuni assessori e la nomina del nuovo presidente di ASIA, Maria de Marco, supportata dal relativo CdA. Nuove nomine e nuovi problemi per demA e per il sindaco di Napoli: divergenze sulle stesse nomine, sostituzioni non condivise, ripicche politiche. Scelte, quelle di de Magistris, che hanno allontanato o forse ampliato spaccature interne già presenti. Difficile comprenderne le reali motivazioni, la politica raramente è trasparente, ma trasparenti sono sempre le reazioni plateali, eppure è nei poteri di un sindaco prevedere o meno un rimpasto di giunta; condivisibile o meno c’è qualcosa che il politico, l’amministratore non dovrebbe mai perdere di vista: il bene comune e la correttezza politica, espressione di lealtà ma non di fedeltà.

Di questi tempi il bene comune è solo una piacevole espressione, sia tra la gente che nella realtà politica; a Napoli, poi, molti sono i comportamenti di alcuni esponenti demA che fanno quantomeno sospettare interessi secondari, nuovi agganci politici, nonché azioni volte all’ottenimento di consenso politico. Tante le rimostranze a causa di una città troppo sporca e di una raccolta rifiuti precaria, motivi che fanno inasprire i toni, dal Presidente di Municipalità Paolo De Luca a Ivo Poggiani.

Tutto vero. Eppure, l’anno scorso la città versava nelle stesse condizioni, soprattutto in questo periodo. Il problema è dunque la sostituzione dell’ex presidente di ASIA Francesco Iacotucci o la sostituzione dello stesso con un nome espressione di libertà politica?

Una nomina, quella di de Marco, che ha fatto storcere il naso in seno a demA; anche sui profili social dei più incalliti sostenitori del sindaco sembra evidenziarsi un comune malcotento: la città è sporca. Permangono, tuttavia, le complicazioni per un Comune impossibilitato a compiere assunzioni, a causa anche degli scarsi fondi distribuiti nel Mezzogiorno. Ad ogni modo, ciò che sembra trapelare da questi post su Facebook, è che da quando è subentrata de Marco, Napoli, improvvisamente, non è più virtuosa e la tolleranza scarseggia al punto che c’è chi minaccia il sindaco di trasferire i rifiuti sotto la sede del Comune.

Ciò che traspare è quanto la politica non sia più capace di dialogare, di essere propositiva e di sedersi a un tavolo di lavoro per la realizzazione di obiettivi comuni. Il dissenso politico non andrebbe manifestato su un social network, giacché esistono le apposite sedi a base democratica che permettono confronti, anche serrati, e una reale partecipazione popolare alla res publica. Invece, la politica di oggi non si serve più delle sedi democratiche, sorte a garanzia di tutti, ma utilizza come strumento dominante di comunicazione i social per disintermediare il confronto e raggiungere interessi taciuti, consenso e visibilità. La politica, insomma, non riesce più a essere corretta, e i soggetti che la compongono sono disposti ad abbandonare un leader per inseguirne un altro e cioè il possibile vincitore, al di là delle ideologie che ormai contano a tempo determinato. Oggi de Magistris, domani Cantalamessa: è uguale.

Sarà dura per de Magistris e per demA riuscire a ricucire e a proteggere gli equilibri interni, le nuove elezioni si avvicinano e l’attuale primo cittadino non fa più gola, almeno per adesso. Sembrano, invece, attecchire particolarmente le vicine elezioni amministrative, con spostamenti di casacca più o meno velati e nuovi riposizionamenti. Il sindaco si trova a fare i conti con fenomeni che sono sì espressione della politica attuale, ma anche di scelte antecedenti che hanno permesso l’ingresso di soggetti politici completamente lontani dall’originario progetto politico del sindaco de Magistris, i quali oggi ne minano la maggioranza in Consiglio oltre a evidenti instabilità nelle varie Municipalità.

Clamoroso, ad esempio, il caso della IV Municipalità, azzerata dal presidente Perrella eletto con la lista “La Città” vicino al consigliere comunale David Lebro (successivamente uscito dalla maggioranza di de Magistris). Perrella ha dichiarato che tra qualche mese nominerà la nuova giunta e si prospettano accordi con il centrodestra. Cambio di casacca alquanto prevedibile, invece, per Carmine Sgambati, ex uomo di punta del sindaco de Magistris, il quale traghetta il neo partito di Matteo Renzi nel Consiglio comunale di Napoli, altro passaggio anche per la consigliera Laura Bismuto, la quale ha comunicato il suo passaggio nel Gruppo misto. Altri due abbandoni sono corrispettivamente quello di Paolo De Luca presidente della Municipalità Vomero-Arenella che ha lasciato il coordinamento demA, a seguire, quello più recente è il saluto di Alessandro Nardi, altro ex fedelissimo del sindaco de Magistris. Ma le sorprese per Luigi de Magistris potrebbero non finire qui; ad ogni modo, alla luce di quanto sta accadendo, in una recente intervista il primo cittadino nonché Presidente del partito demA ha dichiarato: “La maggioranza è solida, demA non è mai stata così forte come in questo momento”.

Bruna Di Dio

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