Diete Plant-based: cosa sono e gli effetti sulla salute
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Etica antispecista, sostenibilità ambientale, salute: sono queste le tre motivazioni principali che accompagnano sempre più persone verso quelle che vengono definite diete Plant-based o, più comunemente, un’alimentazione a base vegetale. Ma in cosa consiste esattamente tale scelta nutrizionale? Quali sono gli impatti a lungo termine sulla salute umana delle alimentazioni che non prevedono, se non in piccola percentuale, la presenza di carne e di derivati animali come latte, uova, formaggio?

Diete Plant-based: effetti sulla salute

Plant-based diets and their impact on health, sustainability and the environment: a review of the evidence” è un nuovo rapporto dell’OMS che analizza l’efficacia in termine di salute e di sostenibilità ambientale delle diete a base vegetale, evidenziando le lacune conoscitive riguardanti questo settore e provando a rispondere al quesito che la maggior parte degli onnivori pone a chi sceglie di diventare vegano o vegetariano: eliminare la carne dalla nostra alimentazione fa male?

Prima di rispondere a questo quesito, è necessario sottolineare che con il termine Plant-based ci si riferisce a un approccio alimentare più che a una vera e propria dieta. Un dieta a base vegetale non prevede infatti l’uso esclusivo di prodotti vegetali, ma anche l’utilizzo minimo di prodotti animali. Oltre a quella vegana e a quella vegetariana, rientrano nell’approccio Plant-based le diete pesco-vegetariana (diete che includono pesce, latticini e uova, ma non carne) e semi-vegetariana (diete principalmente vegetariane ma includono carne, latticini, uova, pollame e pesce occasionalmente o in piccole quantità).

È ormai accertato che un eccessivo consumo di carne rossa e carne lavorata è associato a un maggior rischio di contrarre malattie non trasmissibili (NCD) come diabete, infarto, problemi cardiovascolari, obesità e cancro. Non a caso, lo IARC, l’International Agency for Research on Cancer, ha deciso di inserire questi alimenti nella tabella degli alimenti “probabilmente cancerogeni” (carne rossa) e “sicuramente cancerogeni” (carne rossa lavorata). Una dieta a base vegetale povera di grassi, sale e zuccheri aggiunti è quindi fortemente raccomandata per uno stile di vita più sano. Sono molti gli studi che confermano che una maggiore assunzione di frutta e verdura è associata a minori rischi di malattie cardiache e ictus. Secondo l’OMS bisognerebbe consumare almeno 400 g di frutta e verdura al giorno (escluse patate e altri tuberi amidacei).

Nonostante tali evidenze, per l’Organizzazione Mondiale della Sanità le diete Plant-based, tra cui la dieta vegana, «sollevano preoccupazioni anche sulle carenze di micronutrienti». Lo studio “Intake and adequacy of the vegan diet. A systematic review of the evidence” pubblicato su PubMed afferma infatti che «Seguire una dieta vegana può comportare carenze di micronutrienti (vitamina B 12 , zinco, calcio e selenio) che non dovrebbero essere trascurate. Tuttavia, le basse assunzioni di micro e macronutrienti non sono sempre associate a danni alla salute. Gli individui che consumano una dieta vegana dovrebbero essere consapevoli del rischio di potenziali carenze alimentari». Rischi che possono essere ridotti grazie a una giusta pianificazione alimentare. Attraverso un corretto approccio le diete Plant-based possono essere nutrizionalmente adeguate, salutari e capaci di prevenire e trattare alcune patologie.

Non è però tutt’oro quel che luccica. I cibi ultra-processati contenuti in alcune delle diete Plant-based (imitazioni di carni lavorate, bevande, formaggi e yogurt a base vegetale) vengono realizzati tramite l’utilizzo di sostanze derivate da alimenti integrali (amidi, zuccheri, grassi e isolati proteici) e contengono aromi, coloranti, emulsionanti e altri additivi cosmetici utili al miglioramento estetico dei prodotti in questione e non solo. Su questo tipo di alimenti l’OMS avverte «Vi sono significative lacune di conoscenza nella composizione nutrizionale di tali carni e sostituti lattiero-caseari, mentre l’entità del loro contributo alle diete contemporanee in molti paesi della regione europea non è chiara. Inoltre, sono necessarie ulteriori ricerche per studiare gli impatti sulla salute ancora sconosciuti degli additivi alimentari e dei sottoprodotti formati durante la lavorazione industriale di tali “carni” a base vegetale».

Nonostante le lacune inerenti i cibi ultra-processati nelle diete Plant-based, l’Organizzazione Mondiale della Sanità sostiene che esistono prove considerevoli a favore delle diete a base vegetale, considerate capaci di massimizzare gli impatti favorevoli dell’approccio “One Health” sulla salute umana, ma anche sul benessere animale e sulla tutela ambientale.

Marco Pisano

Sono Marco, un quasi trentenne appassionato di musica, lettura e agricoltura. Da tre e più anni mi occupo di difesa ambientale e, grazie a Libero Pensiero, torno a parlarne nello spazio concessomi. Anch'io come Andy Warhol "Credo che avere la terra e non rovinarla sia la più bella forma d’arte che si possa desiderare". Pace interiore!

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