Jane Fonda ambiente

Due Oscar, sei Golden Globe e una miriade di altri premi non bastano a coronare la brillante filmografia dell’attrice americana Jane Fonda. Ma da capolavoro, oltre alla carriera, è stato anche l’attivismo politico di cui, in diverse occasioni, si è fatta portavoce: ieri prendeva il nome di “protesta anti-Vietnam”, oggi di lotta per l’ambiente e alla crisi climatica.

A 82 anni appena compiuti, l’attrice americana è riuscita a conquistare le luci della ribalta con il suo elegante e scenico cappotto rosso, al fine di salvare il mondo dall’ignavia di una politica miope in tema di ambiente, con la consapevolezza di poter tramandare con il suo esempio un lascito prezioso da custodire. 

Jane Fonda per l’ambiente: i Fire Drill Fridays

Di fronte a un senso di malessere fisico e depressione costante, causati dalle notizie sempre più negative sulla crisi climatica e il futuro del pianeta, l’attrice americana Jane Fonda intuisce che, sfruttando la sua visibilità, un piano di protesta potrebbe portare un riscontro mediatico non indifferente.

Da un senso di perdizione nasce così una vera iniziativa, grazie anche all’aiuto di Annie Leonard, direttore esecutivo di Greenpeace, e dell’attivista ambientale Bill McKibben, i ‘Fire Drill Fridays’. Il piano è molto semplice: riunirsi in piazza ogni venerdì per far sentire la propria voce di dissenso.

Nessuno ferma Jane Fonda, nemmeno gli impegni lavorativi, i premi da ritirare e un compleanno da festeggiare. È il 25 ottobre quando Jane decide di non mancare al suo consueto appuntamento con le forze dell’ordine, perdendo la cerimonia di premiazione dei Bafta di Los Angeles, dove avrebbe dovuto ricevere un importante premio alla carriera. Così anche come il 21 dicembre 2019, giorno del suo ottantaduesimo compleanno, non esita a rischiare di trascorrerlo prima in manette e poi in cella. La stessa Jane l’aveva in parte predetto (e allo stesso tempo, forse, un po’ sperato).

Insieme a Greta e ai post- millennials

Nel giro di pochi mesi i suoi arresti e i successivi rilasci su cauzione diventano dei veri e propri rituali, caratterizzati da due presenze costanti: da un lato l’elegante ed iconico cappotto rosso, indossato dall’attrice durante ogni venerdì di protesta, e dall’altro l’immancabile presenza e coinvolgimento di colleghi e personaggi famosi come Sam Waterson e Ted Danson.

Dai media tradizionali ai social, le lotte per l’ambiente di Jane Fonda riscuotono un successo e un consenso strepitoso. Coloro che riusciranno ad apprezzarla maggiormente saranno proprio parte di quella Generazione Z, detti anche post-millennials, che rivedono nell’attrice americana Jane Fonda l’attivista svedese Greta Thunberg, una ragazza che con parole di indignazione e grande consapevolezza è riuscita a mobilitare masse enormi di più giovani e meno nel grande fenomeno di protesta dei Fridays For Future.

Il potente esempio di Greta Thunberg ha ispirato sicuramente le mosse dell’attrice americana Jane Fonda, facendola diventare in poco tempo uno dei volti più dirompenti della protesta per l’ambiente. Quando Jane aveva cominciato a inizio ottobre aveva infatti dichiarato il raggiungimento di uno scopo ben preciso: voler dare solidarietà a Greta e a tutti i giovani che manifestano.

Con Jane Fonda anche il joker Joaquin Phoenix

Anche l’attore americano Joaquin Phoenix, di recente premiato con un Golden Globe per il suo iconico ruolo di ‘Joker’, si è schierato dalla parte dell’attivista e attrice Jane Fonda, durante l’ultima manifestazione sul clima tenutasi a Washington. È l’11 gennaio quando Phoenix insieme ad altri manifestanti appartenenti ai Fire Drill Fridays vengono arrestati per reato di affollamento, ostruzione e disturbo della quiete pubblica. L’intero gruppo di protesta stava ostruendo volontariamente l’accesso ad un edificio pubblico, seppur sollecitato a disperdersi.

Prima dell’arresto Phoenix, su invito dell’attivista per l’ambiente Jane Fonda, affronta la questione della produzione della carne e dei latticini a livello industriale e propone un nuovo atteggiamento di consumo nei confronti di essi. L’attore identifica subito tale produzione come la “terza causa principale di danni per il clima” e invita a scegliere cosa consumare in modo più consapevole, al fine di attuare una “politica personale” contro il cambiamento climatico.

Ed è proprio con queste parole che termina l’intervento personale prima dell’arresto, offrendo alla folla un punto di partenza possibile per ‘cambiare le cose’, attraverso piccole scelte: “A volte mi sforzo di pensare cosa posso fare, e ci sono cose che non si possono evitare. Non posso evitare di prendere un aereo, ma posso cambiare il mio modo di mangiare, e spero che voi vogliate unirvi a questa causa“.

Ben più di una star di Hollywood

Quello di Jane Fonda è quindi un gesto forte e in parte inaspettato da parte di un’icona del cinema internazionale, nato forse oltre che da un sentimento di solidarietà anche da un senso di malessere e perdizione interiore. Non è più la scena televisiva di una crisi climatica incombente ciò che fa più paura alla gran parte della popolazione, ma l’inquietudine che queste immagini si trasfigurino nel proprio quotidiano, non come fittizie, ma sempre più concrete e tangibili. Rivendicare il diritto per un pianeta più sano è quindi un atto lecito e in questo presente sempre più necessario. Potremmo definirlo sia un atto di maturità che di responsabilità, partito dal basso con lo scopo di raggiungere una moltitudine di consensi.

Ciò che è stato mobilitato sia da Jane che da Greta sono piani di protesta attivi, azioni nate da personalità con carattere e grinta, ma sopratutto voglia di attuare e vedere un cambiamento. Nel caso dell’attrice americana Jane Fonda gridare a gran voce ciò che è giusto, senza paura delle conseguenze, non è un modus operandi così stravagante né una novità: ieri era la guerra in Vietnam, in occasione della quale non si tirava indietro nell’esprimere apertamente le proprie idee, oggi è la scelta di resistere, alzare l’attenzione mediatica sullo stato di salute dell’ambiente, fino a farsi arrestare per protesta illegale.

Contro l’ignavia e la noncuranza politica nei riguardi dei temi ambientali, Jane Fonda sfrutta così, con il suo consueto stile, la sua notorietà e la sua fama di attivista per salvaguardare un bene comune a tutti: il pianeta.

Fonte immagine di copertina: Upday

Marta Barbera

Marta Barbera
Classe 1997, nata e cresciuta a Monza, ma milanese per necessità. Laureata in Scienze Umanistiche per la Comunicazione, attualmente studentessa del corso magistrale in Editoria, Culture della Comunicazione e della Moda presso l'Università degli Studi di Milano. Amante delle lingue, dell'arte e della letteratura. Correre è la mia valvola di sfogo, scrivere il luogo dove trovo pace.

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