Un milione e 400 mila manifestanti, in 2083 città di 125 nazioni diverse. Più di 180 piazze solo in Italia, uno dei paesi più coinvolti nella protesta. Questi sono solo alcuni dei numeri del Global Strike for Climate, giornata di sciopero degli studenti contro i cambiamenti del clima che porta su scala mondiale i Fridays for Future lanciati dalla 16enne svedese Greta Thunberg.

Piazze affollatissime insomma, in Italia come nel resto del mondo, piene di giovani studenti preoccupati per le sorti del pianeta e del clima.

Con “There is no Planet B” e “Ci siamo rotti i polmoni” tra gli slogan più diffusi, il messaggio dei manifestanti è arrivato forte e chiaro: chi doveva agire per salvaguardare il pianeta negli scorsi decenni ha ignorato il problema, guardando unicamente ai propri profitti; quindi, è tempo che le generazioni che su questo pianeta vivranno ancora a lungo prendano in mano la situazione e intervengano laddove gli adulti hanno, finora, fallito.

Seguendo quelle parole pronunciate proprio dalla piccola ma agguerrita “leader” del movimento Fridays for Future, Greta Thunberg, in un discorso destinato a passare alla storia: «Non voglio la vostra speranza. Voglio che entriate nel panico. E che, poi, passiate all’azione». Numerosi cartelloni nelle piazze d’Italia riportavano pezzi dei discorsi che hanno reso la ragazza svedese un’eroina dei nostri giorni, tanto da proporla come candidata al Nobel per la pace: “Agite come se la vostra casa fosse in fiamme, perché lo è!”, o “Se in questo sistema non ci sono soluzioni, bisogna cambiare sistema”. Viene evidenziata anche la dicotomia tra Greta e Donald Trump, uno dei più agguerriti ‘negazionisti’ dei cambiamenti del clima, sottolineata dallo slogan “Make the world GRETA again!”.

Quel che è certo è che i Fridays for Future, e ancora di più il Global Strike di ieri, sono riusciti nel loro intento: riportare l’ambiente al centro del dibattito pubblico.

E lo dimostrano anche, purtroppo, le critiche che subito si sono abbattute contro Greta e i manifestanti: dai sospetti che la ragazzina che ha lanciato i Fridays for Future sia manipolata da chissà quali poteri oscuri (e persino che sia una rettiliana!); alle accuse di strumentalizzazione politica verso i manifestanti, per un coro intonato sulle note – ma con testo modificato – di Bella Ciao. Per non parlare dei soliti video che vogliono attribuire l’ignoranza di alcuni dei partecipanti al movimento nel suo complesso, all’insegna di un paternalismo che critica qualsiasi cosa che venga dalla bocca dei giovani.

Ma la risposta a tutte queste accuse ce la fornisce, puntuale, questa meravigliosa bambina svedese: “Non siamo venuti qui per pregare i leader di interessarsene. (…) Siamo qui per dirvi che il cambiamento arriverà, che vi piaccia oppure no“.

Foto a cura di Marta Barbera, Sabrina Mautone e Vincenzo Nicoletti
Commento di Simone Martuscelli