
Il 25 e 26 maggio si vota in quindici Comuni campani per la tornata delle amministrative, con l’eventuale turno di ballottaggio fissato per l’8 e 9 giugno, in concomitanza con il referendum. A Volla, in provincia di Napoli, la lista di Potere al Popolo propone la candidatura di Gennaro Burriello, che ci racconta il percorso di avvicinamento alle elezioni e il programma per la città fortemente incentrato sulla riqualificazione e riappropriazione degli spazi.
Cominciamo dall’inizio. Qual è la ragione sfidante che vi ha spinto a presentare questa candidatura e quali sono i punti cardine del vostro programma?
Durante la precedente amministrazione ci siamo candidati per la prima volta come “Potere al Popolo“. Ci è sembrato logico e giusto ripresentarci, forti dell’esperienza acquisita con la presenza di un nostro consigliere in consiglio comunale, un’esperienza che prima ci mancava non avendo mai fatto parte delle istituzioni. Ora abbiamo una marcia in più e ci è parso doveroso affrontare questa sfida.
Forse la domanda più pertinente sarebbe: perché da soli? È una scelta ponderata. Crediamo che, nel panorama politico attuale, presentarci da soli – con persone che condividono la nostra visione, i nostri pensieri e hanno a cuore i nostri stessi problemi – sia la decisione più giusta. La mia candidatura a sindaco è stata una scelta del gruppo, che ha ritenuto la mia esperienza di vita e professionale – ho lavorato per oltre 40 anni come funzionario economico finanziario del Comune di Napoli – un valore aggiunto, specialmente nella difficile situazione che sta attraversando il Comune in dissesto. Spero di poter dare un impulso che altri forse non hanno, per risollevarci dal dissesto nel più breve tempo possibile.
A proposito di esperienza, quella maturata in questi anni alla Casa del Popolo vi ha permesso di toccare con mano le esigenze della cittadinanza. Questo luogo è diventato un punto di aggregazione, un riferimento culturale, ma anche un presidio di prossimità e solidarietà mutualistica, grazie alle numerose attività che svolgete. Quali sono le vostre impressioni al riguardo e quanto si avverte la mancanza di spazi fisici a disposizione della collettività?
La carenza di spazi è evidente. A parte bar, ristoranti e pizzerie, sono rari i luoghi dove le persone possano riunirsi. Ci sono aree verdi, anche piccole, che potrebbero essere valorizzate con interventi minimi, dimostrando che si possono realizzare cose importanti anche senza ingenti investimenti.
Anche prima dell’attuale dissesto finanziario, non c’è mai stata la volontà da parte delle amministrazioni di sistemare queste aree, tranne un’eccezione che, pur con i suoi limiti, offre un servizio ai residenti della zona. Questo esempio, seppur con qualche criticità, potrebbe essere replicato per tutti gli altri spazi verdi esistenti. Data la carenza di personale comunale – situazione assurda a cui bisognerà porre rimedio assumendo nuovo personale, oltre ad affrontare il dissesto – si potrebbe pensare di affidare la cura di questi spazi ai condomini circostanti, tramite regolamenti che prevedano affidamenti e forme di co-gestione, sempre tutelando la fruizione pubblica e gratuita degli spazi, poiché le aree verdi e le villette sono di tutti e devono essere vissute da tutte le persone. Quindi loro potrebbero accollarsi l’onere della manutenzione, offrendo così aree fruibili per bambini, anziani e per attività come feste, incontri e presentazioni di libri. Oppure, potrebbero farsene carico le associazioni. Questo è uno dei nostri obiettivi e rientra nel programma dedicato all’urbanistica, alla rigenerazione urbana e alla cura del verde.
Come “Potere al Popolo”, siamo nati per strada. Solo da tre anni abbiamo questo spazio, ma abbiamo sempre svolto attività all’aperto o ospiti di qualcuno. Con l’apertura della Casa del Popolo, abbiamo compreso appieno le necessità delle persone. Ad esempio, il corso di cucito che si tiene qui va oltre l’insegnamento pratico: è un momento di aggregazione in cui una ventina di signore di età diverse si incontrano, scambiano esperienze, condividono problemi e dolori. Questo per noi ha un valore immenso.
Fin dalla sua nascita, la Casa del Popolo ha offerto supporto concreto. All’inizio della guerra in Ucraina, una ragazza di origine ucraina residente a Volla ci chiese aiuto per raccogliere medicinali e presidi sanitari. Abbiamo messo a disposizione i nostri spazi e partecipato attivamente. Successivamente, abbiamo raccolto abiti usati in buono stato, sempre destinati all’Ucraina.
Anche prima di avere questa sede, quando eravamo ospiti di un sindacato in una stanza più piccola, durante il periodo del Covid, abbiamo organizzato una raccolta di beni di prima necessità insieme ad altre associazioni, per aiutare le persone in difficoltà economica. Parliamo di pasta, riso, zucchero. Tocchiamo con mano quotidianamente queste esigenze e crediamo sia necessario farsene carico, dato che l’amministrazione comunale è spesso insufficiente o carente. Questo è il significato della Casa del Popolo oggi.
Al contempo, la Casa del Popolo svolge un’importante funzione culturale, come la presentazione di libri. Siamo aperti al dibattito e ospitiamo molte presentazioni, a volte di testi più vicini alla nostra sensibilità politica, ma spesso anche di giovani scrittori che cercano un luogo per far conoscere le loro opere. Lo facevamo anche prima, chiedendo ospitalità ai bar. Sono orgoglioso di questo e spero, come istituzione, di poter estendere questa pratica a un pubblico più ampio, utilizzando gli spazi pubblici, a partire dalla sala consiliare del Comune, che è abbastanza spaziosa e non dovrebbe essere usata solo per i consigli comunali. Ribadisco l’importanza di utilizzare le aree verdi.
Penso anche al circolo anziani qui vicino. Io sono in pensione da otto anni e non ho particolari abilità manuali, avendo sempre svolto un lavoro amministrativo. Ma ci sono molte persone con esperienze diverse – idraulici, fabbri, imbianchini – che potrebbero mettere a disposizione il loro tempo e le loro competenze, sia all’interno del circolo anziani che altrove, anche qui attraverso un meccanismo regolamentato e trasparente. Potrebbero trasmettere questi mestieri ai giovani, che oggi ne avrebbero grande bisogno visto che stanno scomparendo, oppure occuparsi di piccole manutenzioni per le scuole o per il Comune. Immaginate un rubinetto che perde in un ufficio comunale: invece di avviare lunghe trafile burocratiche, si potrebbe contare sull’aiuto di questi anziani, risolvendo rapidamente problemi che spesso si trascinano per tempi incomprensibili, anche per chi, come me, ha lavorato 43 anni nella pubblica amministrazione.
Passando ad altro, come valutate l’impatto ambientale e sociale della cementificazione incontrollata che ha interessato il territorio vollese negli ultimi anni? Quali soluzioni proponete per contrastare o arginare questo fenomeno?
La nostra posizione contro la cementificazione è chiara fin dal 2018, quando abbiamo organizzato un corteo proprio su questo tema. Per noi è un problema, per altri forse una fonte di crescita economica. A mio avviso, l’unica crescita generata dalle numerose costruzioni è stata quella del valore degli immobili. Abito a Volla da 45 anni. Quando comprai casa – di 96 metri quadri – la pagai l’equivalente di 22.000 euro attuali. Oggi una casa simile vale anche dieci volte di più, e non credo ci siano ragioni valide per un aumento così esponenziale del valore immobiliare in una città che, francamente, offre poco.
Riguardo alle nuove costruzioni, crediamo si debba arrivare a un consumo di suolo pari a zero. Questo passa attraverso l’approvazione di un Piano Urbanistico Comunale (PUC) che da anni giace dimenticato. Non basta approvare il PUC così com’è; stando alle informazioni in nostro possesso, l’ultima versione era già stata elaborata anni fa dalla facoltà di Architettura della Federico II. Bisogna capire perché questi studi non portino mai a risultati concreti. Quindi, prima verificheremo lo stato attuale del PUC, poi apporteremo le modifiche necessarie per renderlo a misura di persona.
In assenza del PUC, si è costruito molto, anche in zone F, destinate a servizi, dove invece sono sorti interi condomini. Il nuovo PUC non dovrà penalizzare i piccoli proprietari, quelli che qui vengono definiti come “il padre che costruisce la casa per il figlio”, pretesto che in passato ha portato alla realizzazione di grandi complessi. Bisogna assolutamente porre un limite, dare spazio al verde, ai servizi, ai luoghi di aggregazione. La mancanza di questi spazi contribuisce a generare situazioni tragiche, come i recenti episodi di violenza giovanile. Se ci fossero luoghi dove fare musica o arte, i giovani avrebbero alternative valide per impiegare il loro tempo, invece di arrivare a gesti estremi per futili motivi. Spero che, se governeremo questa città, tutto questo diventi possibile.
Un’ultima domanda, uscendo dal territorio locale. Dopo le elezioni amministrative, l’8 e 9 giugno ci sarà un altro appuntamento importante: il referendum. Qual è la vostra posizione sui cinque quesiti referendari?
La nostra posizione è favorevole a tutti e cinque i quesiti. Io, in particolare, proveniendo dall’esperienza dell’articolo 18, non ho mai apprezzato il Jobs Act, che a mio parere ha limitato i diritti contrattuali e favorito la precarietà, con contratti a termine che sulla carta prevedono un certo quantitativo di ore ma in realtà ne mascherano un numero diverso. Al di là dei primi quattro quesiti, che riguardano il mondo del lavoro, quello che mi sta più a cuore è la possibilità di concedere la cittadinanza agli stranieri in cinque anni anziché dieci.
E questo governo, a mio avviso, invitando all’astensione mette in discussione i principi democratici e i valori fondanti della nostra Costituzione e della Comunità Europea. Non so in quale mondo vivano o vogliano farci vivere. Ritornando alla nostra realtà locale, è ancora più grave che ci siano persone e schieramenti politici che si candidano portando avanti idee che contribuiscono al degrado del nostro Paese.
Grazie a Gennaro Burriello, candidato sindaco a Volla con la lista “Potere al Popolo” alle elezioni amministrative del 25 e 26 maggio.
Grazie a voi.
















































