Laura Morante, attrice del cinema italiano

Il volto di Laura Morante è uno dei più noti del cinema d’autore, dallo sguardo impenetrabile e spesso indecifrabile, ma senz’altro indimenticabile per tutti gli appassionati cinefili ma non meno per gli amanti del teatro.

Laura Morante si muove con leggiadria tra cinema e teatro, avendo tuttavia iniziato la propria carriera cinematografica con i grandi registi del settore: prima con Giuseppe Bertolucci nel film “Oggetti smarriti” e in seguito con il fratello, Bernando Bertolucci, poi con Ugo Tognazzi in “La tragedia di un uomo ridicolo”. Ma Laura Morante entra nelle nostre case e si fa ricordare nell’immaginario collettivo quando interpreta il proprio ruolo nel capolavoro cinematografico di Nanni Moretti, “Bianca”; un legame tra l’attrice e il regista Moretti assai tumultuoso come ricorda la stessa ma pur sempre dai lineamenti teneri, affettuosi: «Dal punto di vista professionale è stato il regista che mi ha dato di più, da quello umano…bè, abbiamo avuto un rapporto altalenante, tra conflitto e affetto, è stato un fratello, ma l’ho anche detestato. Ha, appunto, un’ indole dominatrice, e io non mi faccio dominare volentieri. Da 40 anni ci facciamo gli auguri di compleanno, Nanni è parte della mia vita, lo stimo, ma non mi rivolgerei a lui se avessi un problema». Una donna che si è scoperta nel tempo, addirittura incline al sorriso nonostante le premesse fossero altre considerando che i ruoli a lei attribuiti fossero sempre così particolarmente drammatici, invece, Laura, ama sorridere e rischiare che gli altri possano ridere di lei, attribuendo ai ruoli drammatici una sfumatura di umorismo proprio come credeva il regista Mario Monicelli.

Il suo debutto cinematografico risale al 1980, ma prima Laura esordisce giovanissima al teatro e solo successivamente al cinema, lavorando soprattutto nei film di Nanni Moretti, prima in “Sogni d’oro”, poi in “Bianca” e solo anni più tardi recita nel film “La stanza del figlio”, lo stesso che le permette di aggiudicarsi il David di Donatello come migliore attrice protagonista. Laura Morante cresce tra i libri, in un contesto inevitabilmente intellettuale, figlia di un magistrato e poi avvocato antifascista nonché la nipote della scrittrice Elsa Morante, ovvero la zia, di cui non nasconde nulla, anzi rivela di averla temuta proprio come tutti, eppure dietro quel suo atteggiamento dominante secondo Laura si è sempre nascosta una richiesta affettiva accudente: «Era una donna molto temuta, e anche a me incuteva un certo terrore. Aveva, suo malgrado, la tendenza a dominare, quindi, quelli che volevano conservare la loro individualità, con lei finivano per rompere…Ripensando a mia zia, ho compreso che avrebbe voluto essere amata di un amore semplice e tenero. In un documentario di Francesca Comencini, alla domanda su quale fosse la frase d’amore più bella, lei rispondeva “hai mangiato?”. Pensava, insomma, ad affetti teneri e accudenti, che non ha mai avuto, per via di quella personalità dominante».

Con tre figli e tre mariti, Laura Morante attualmente è sposata con l’architetto Francesco Giammatteo con il quale hanno adottato un figlio, Stepan, nel 2006; è inoltre la madre di due attrici Eugenia Costantini e Agnese Claisse avute rispettivamente dal suo primo matrimonio col regista Daniele Costantini e dal suo secondo matrimonio con l’attore francese Georges Claisse. Laura Morante in più occasioni si è raccontata, delineando il rapporto con Nanni Moretti, con la zia Elsa che tra l’altro spesso discuteva con il padre su questioni “intellettuali” fino a rompere del tutto; ha spesso rivelato che la passione per il cinema è sorta dopo, inizialmente pensava di danzare e soprattutto era più interessata ai libri che al cinema. Attrice e poi regista, Laura Morante è una donna che ha sempre cercato di conoscersi fino in fondo, andando oltre le proiezioni e le attribuzioni altrui, dal forte interesse per la psicoanalisi che le ha permesso di trovare un equilibrio, alla riluttanza per il chirurgo estetico: «Ho lasciato scritto ai miei cari: “Se mi faccio ritoccare, sopprimetemi”. Una donna passa la vita ad accettarsi, a imparare ad amarsi, e un giorno si affida a un bisturi che le cambia i tratti. Mi pare un grave errore…».

Bruna Di Dio

Bruna Di Dio
Intraprendente, ostinata, curiosa professionale e fin troppo sensibile e attenta ad ogni particolare, motivo per cui cade spesso in paranoia. Raramente il suo terzo occhio commette errori. In continua crescita e trasformazione attraverso gli altri, ma con pochi ed essenziali punti fermi.

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