Il più grande orgoglio e vanto del mondo occidentale e liberale nei confronti del resto del pianeta è la libertà di parola e di espressione. La possibilità di poter dare voce a ogni propria emozione o idea senza alcun rischio di censura o repressione, e su qualunque argomento o avvenimento della nostra epoca. Ed è proprio quello che pensava Gary Lineker mentre esprimeva tutto il suo rammarico nei confronti delle nuove politiche d’immigrazione del governo britannico, presentata dalla ministra dell’interno Suella Braverman (che tra l’altro era stata ampiamente criticata in un altro tweet dello stesso ex calciatore), che prevederebbe lo stato di fermo e l’espulsione per chiunque tenti di entrare sul suo britannico illegalmente, con annessa “restituzione” al paese da cui si ha origine.

Lineker, opinionista da ormai 20 anni per la BBC, aveva paragonato la nuova manovra politica al periodo della Germania nazista. Un paragone che è stato ovviamente poco gradito dall’ala conservatrice del governo , da cui è partita la proposta, che ha immediatamente preteso dai vertici dell’azienda la sospensione dell’ex attaccante del Barcellona da uno dei programmi sportivi più amati dai fan della Premier League. Una sospensione che il direttore Tim Davie ha immediatamente messo in atto, con l’accusa di aver violato le linee guida sull’imparzialità della più famosa emittente del Regno Unito. Il caso si è poi ulteriormente gonfiato, quando la BBC ha aperto il suo principale telegiornale non con la notizia della nuova manovra sull’immigrazione, ma proprio sul tweet di Lineker. Una scelta che ha dimostrato due nette prese di posizioni: la prima della BBC, ormai ampiamente influenzata dal governo conservatore britannico; la seconda invece del governo stesso, che pur di distogliere l’attenzione della Gran Bretagna dalla nuova riforma, ha scelto di mettere la museruola all’emittente televisiva, e di conseguenza a Gary Lineker.

Una decisione che però è costata molto cara alla BBC, perché i colleghi opinionisti, tra cui Alan Shearer e Micah Richards, si sono rifiutati di sostituire o addirittura partecipare al programma senza la presenza di Lineker. E così lo storico spazio degli highlights “Match of the Day“, che di solito dura più di un’ora e che vede proprio Lineker come opinionista principale, è andato in onda senza commento e con una durata di 20 minuti. A loro hanno poi fatto eco tutti i giornalisti e opinionisti sportivi dell’emittente, che per protesta hanno garantito il servizio minimo indispensabile per ogni programma sportivo della settimana, con quindi enorme disagio per tutti gli spettatori. Il dietrofront della BBC è arrivato nella giornata di lunedì, senza ovviamente alcun tipo di scusa ufficiale e fornendo come unica spiegazione la non appartenenza di Lineker all’albo dei giornalisti, e quindi il non essere costretto a rispettare l’imparzialità che devono invece rispettare gli altri redattori dell’emittente. Una via d’uscita semplice e indolore che però dimostra come la BBC non goda più della sua indipendenza dal governo britannico, e che anzi ha dimostrato una chiara e netta vicinanza al partito conservatore, trasformando un caso mediatico in un caso politico, e tirando in mezzo uno degli opinionisti più amati della televisione inglese.

Gary Lineker ha così segnato un altro gol importantissimo per la sua prestigiosa carriera dentro e fuori dal campo, mantenendo integra la sua morale e tenendo fede a ciò che aveva espresso pubblicamente, e soprattutto ritornando alla guida del più amato programma sportivo del paese. Ma la BBC dovrà invece fare i conti con l’ennesimo attacco alla sua immagine già in forte declino negli ultimi anni, e messa ora in enorme difficoltà dalla dura presa di posizione del mondo dello sport, che ha scelto di non sottomettersi e di non privarsi della propria libertà di parola nemmeno di fronte al proprio governo, incapace di accettare le critiche e di fare mea culpa quando necessario. Perché il modo di pensare liberale sembra essere ormai alla fine.

Andrea Esposito

Laureato all'Università di Napoli, L'Orientale. Attualmente studente all'Università Suor Orsola Benincasa. Nato il 30/08/1995 Aspirante giornalista.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui