Superstizioni per difendere la casa
Fonte: leggo.it

Le suggestive superstizioni partenopee toccano tempi molto lontani: parliamo, per esempio, del 1982 quando molteplici furono le sventure che la città di Napoli dovette affrontare. Di tempo n’è passato, eppure Napoli e i suoi concittadini conservano una cultura di riti scaramantici capaci di resistere allo scorrere del tempo e ogni tanto, al momento giusto, non c’è napoletano che non ne faccia utilizzo. Nella cultura partenopea e non solo, le superstizioni sono una sorta di poteri magici dall’esito positivo, proteggono e allontanano dalla casa e dalla vita gli avvenimenti negativi, sono rituali preventivi che pur illudendo strappano sorrisi facendo credere di poter controllare la vita, i suoi avvenimenti.

Come dice il detto? “Non è vero mai ci credo”. Ma se si rompe uno specchio o si vede un gatto nero tagliare la strada, chi è che non hai mai avuto il timore che qualche sventura potesse capitare? Così, questi fatidici riti magici secondo l’antica cultura popolare proteggono dal male, come se le persone si affidassero a un mondo parallelo di misteri ed esoterismo. Tante sono le superstizioni e tanti sono i rituali, dopotutto la stessa Matilde Serao riteneva che “tutte le superstizioni del mondo sono raccolte a Napoli”, ed è così. Certo, nel tempo alcune delle superstizioni partenopee si sono stinte, raramente si sente parlare della cosiddetta ‘mbriana e cioè la protettrice della casa, oppure del famoso munaciello, lo spiritello giocoso dai dispetti facili. Eppure, nonostante di tempo ne sia trascorso la città di Napoli resta particolarmente scaramantica, anche se ad oggi tante di queste credenze vengono considerate essenzialmente e fortunatamente sul piano ludico.

Tra le superstizioni più famose ancora presenti a Napoli possiamo ricordarne almeno cinque:

  1. L’ombrello aperto in casa
  2. Lo specchio rotto
  3. L’olio a terra
  4. Spazzare sui piedi
  5. La spilla in regalo

Ma se c’è un qualcosa che i napoletani vogliono sicuramente proteggere, quella è la casa. Per la protezione della casa ci sono diversi riti scaramantici che secondo la città di Napoli allontanano la cattiva sorte, sono delle credenze che col tempo si sono diffuse e che talvolta mettiamo in pratica come dei veri e propri automatismi. Vediamone alcuni:

  1. Non dormire davanti allo specchio. La rottura di uno specchio non solo porterebbe a sette anni di sfortuna, ma si ritiene che lo specchio rappresenti un passaggio verso l’aldilà e, nel momento del sogno l’anima potrebbe lasciare il corpo e attraversare lo specchio. Per sicurezza spostatelo…
  2. Ombrello aperto in casa. Chiudetelo! In casa non serve, potrebbe piovere sfortuna.
  3. Il piede sinistro. Si ritiene che entrare in casa con il piede sinistro porti sfortuna: dopotutto anche Diego Armando Maradona entrava in campo prima con il piede sinistro.
  4. Attenzione al sale a tavola. Se dovesse cadere sul tavolo porta male! Ma c’è un rimedio: buttatelo alle spalle!
  5. In casa non deve mai mancare un ferro di cavallo. Ma attenzione al verso, deve formare una “U”. Altrimenti? Meglio non rischiare.
  6. Il pane poi, attenzione a non girarlo, lo dicevano anche i nonni: porta sfortuna.
  7. Il letto e quindi le lenzuola non vanno mai sistemato in tre: la credenza vuole che in questo caso il più giovane muoia.
  8. La campana tibetana: meno partenopea ma comunque utilizzata, nel particolare secondo una tradizione tibetana suonare una campanella in tutte le stanze di una casa nuova allontana la mala sorte per lasciare spazio naturalmente a quella buona. Provvedete!
  9. Le forbici portano bene se messe al muro, ma se dovessero cadere ricordate di porre un piede sopra prima di raccoglierle, la credenza ritiene che sia cattivo presagio e schiacciando con il piede si annulli la mala sorte.
  10. Casa nuova scopa nuova e attenzione a non spazzare i piedi: si condanna la persona a non contrarre mai matrimonio!

Bruna Di Dio

Greenpeace

Bruna Di Dio
Intraprendente, ostinata, curiosa professionale e fin troppo sensibile e attenta ad ogni particolare, motivo per cui cade spesso in paranoia. Raramente il suo terzo occhio commette errori. In continua crescita e trasformazione attraverso gli altri, ma con pochi ed essenziali punti fermi.

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