La meraviglia della FA Cup, un modello da esportare

Will Grigg’s on fire” recitava il coro più famoso di Euro 2016, con l’attaccante nord-irlandese a farla da protagonista. Lo stesso coro che nel pomeriggio di ieri veniva intonato al DW Stadium, quando proprio Grigg al 79′ ha battuto Claudio Bravo sul palo più lontano, condannando il Manchester City all’eliminazione dal quinto turno della FA Cup e spedendo il suo Wigan ai quarti di finale. Un miracolo sportivo per la squadra della League One, che ha concesso l’83% del possesso e 24 tiri ai Citizens, schierati in campo con la formazione tipo e con il solo De Bruyne da subentrato e che quindi non hanno affatto sottovalutato l’impegno, come ad esempio accade talvolta nella nostra Coppa Italia.

Il tiro di Will Grigg che ha condannato il City

La squadra di Guardiola ha perso la partita con soltanto due tiri subiti, in una partita tipicamente inglese e tipicamente da FA Cup, competizione che anche quest’anno ci sta regalando non poche sorprese. I Citizens sono infatti soltanto l’ultima squadra della lista delle Big che ha sofferto l’impegno di Coppa in questa stagione. Già al terzo turno, quello in cui le squadre di Premier entrano in gioco, c’è stata la prima vittima illustre: l’Arsenal, detentrice del trofeo ed eliminata con un perentorio 4-2 dal Nottingham Forest, militante in Championship. Nello stesso turno, il Chelsea ha avuto ragione del Norwich City solo al Replay e soltanto ai calci di rigore. Nel turno successivo è stato invece il Tottenham a dover ricorrere al replay per superare il modesto Newport County, militante in League Two, e che sarà costretto all’ennesimo replay, dopo il pareggio di domenica per 2-2 contro il Rochdale, squadra di League One. Perché però la FA Cup è così affascinante in paragone alla nostra Coppa Italia?

Lo stadio di Wembley, prima del replay Tottenham – Newport

La competizione più antica del mondo prevede esclusivamente l’utilizzo della partita secca ed il “replay” in caso di pareggio (fino al quinto turno, dai quarti di finale sono previsti solo supplementari e rigori), ed un sorteggio che spesso e volentieri vede le squadre più “deboli” giocarsi la partita in casa, davanti al proprio pubblico. Altro tratto importante della FA Cup è che si gioca nel weekend, con la Premier League che si ferma per lasciare il posto alla Coppa, anziché incastrarla durante la settimana e ciò comporta squadre fisicamente più fresche, stadi sempre pieni e quindi partite più spettacolari. Tutte le squadre coinvolte, big comprese, schierano quindi i migliori uomini sin dai primi turni per provare ad arrivare fino in fondo alla competizione, in un torneo che, in Inghilterra, è visto praticamente alla pari della Premier League.

La nostra Coppa Italia sembra invece essere una noia per le squadre di testa piuttosto che un trofeo da poter guadagnare, e non è raro vedere ampi turnover sin dalle prime battute del torneo, che si gioca durante la settimana calcistica e con stadi semivuoti, proprio per lo scarso appeal e la scarsa considerazione che tifosi e big rivolgono alla coppa nazionale, che viene sostanzialmente snobbata, con i migliori a riposo fino alle semifinali. Così, mentre il caso Alessandria è parso un vero e proprio miracolo nell’edizione di due anni fa, in Inghilterra non è raro vedere società come il Lincoln City giocarsi le semifinali contro l’Arsenal.

Lo Stadio S. Paolo, pochi minuti prima di Napoli – Atalanta, valida per gli ottavi di Coppa Italia

Il modello inglese sarebbe però facilmente applicabile al calcio italiano, considerando soprattutto che il numero delle squadre partecipanti alla Coppa Italia è infinitamente minore a quelle della FA Cup (78, rispetto alle 737 in Inghilterra). Il clou della competizione in Inghilterra comincia poi nei primi giorni di gennaio, un mese dopo l’ingresso delle prime 8 del nostro campionato (che peraltro partono già dagli ottavi di finale). Esportare la FA Cup non è solo possibile, ma si sta rendendo anche necessario per poter restituire appeal ad un torneo che, tra telecronache discutibili e squadre decimate, finisce per risultare un fastidio per chi invece dovrebbe regalare spettacolo.

Andrea Esposito

fonte immagine in evidenza: bleacherreport.com

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