5 cose che (forse) non sai sulla cannabis

Di seguito vi proponiamo 5 cose che molto probabilmente non conoscete sulla cannabis, in occasione della Giornata Mondiale della Cannabis.

cannabis legge italia1) La leggenda delle 4.20

Ogni fumatore con una certa esperienza sa che 420 non è un numero come un altro, ma ha un significato ben preciso, quasi rituale, tanto da essere stato utilizzato per anni come messaggio in codice tra fumatori in mille modi diversi. 4.20 è l’ora preferita dai fumatori, 420 è stato utilizzato come titolo di moltissimi brani a sfondo cannabinoide e il 20 aprile (4/20 scritto all’americana) è la Giornata Mondiale della Cannabis.

Ci sono un mucchio di  leggende in merito ma una delle più accreditate pare provenire dalla California. Si dice che, nel settembre 1971, fosse giunta all’orecchio di 5 studenti della St. Rafael School una voce riguardo una fantomatica piantagione d’erba nei pressi della loro scuola. Così, i 5 amici decisero di intraprendere la ricerca del campo delle meraviglie, dandosi appuntamento alle 4.20 PM. La prima caccia, come anche le successive, non andò a buon fine, ma pare che i 5 studenti avessero ormai preso come abitudine quella di incontrarsi nel pomeriggio, per cercare la loro personalissima isola che non c’è, in compagnia di qualche buona cima.
Se la storia della St. Rafael School è probabilmente più falsa che vera, sappiamo per certo chi ha aiutato la diffusione del numero magico negli Stati Uniti e nel mondo: i Grateful Dead, un gruppo hippie che, a partire dalla storia dei 5 amici, ha preso il numero magico per farne un’icona da portare in tournée, diffondendo così il verbo.

P.s. Avete mai notato che molte sveglie e orologi hanno l’orario di allarme preimpostato sulle 4.20? Messaggio in codice o coincidenza?

2) La più potenteCannabis terapeutica, passo avanti della Camera

La cannabis in natura è una pianta molto adattabile al clima, qualità che ne ha favorito la diversificazione in diverse famiglie e ceppi, ma da quando l’uso ricreativo ha iniziato ad assumere un serio valore commerciale, con l’avvento della legalizzazione prima in Olanda e poi in alcuni stati degli Stati Uniti, la ricerca ha prodotto una quantità indefinita di strain e sottogeneri spingendosi sempre oltre per trovare la pianta più stupefacente di sempre.
Dopo molte cannabis cup e moltissime altre gare, pare che si sia giunti a una conclusione, almeno provvisoria. La varietà più forte di sempre è la GodFather OG, della già potentissima OG Kush, in grado di raggiungere picchi di THC pari al 34%. Una percentuale che secondo alcuni studi potrebbe far rientrare questa varietà nell’elenco delle droghe pesanti.

Per gli amanti dell’estremo però esistono anche gli estratti di THC, in grado di arrivare fino a un livello del 99%. Insomma, ce n’è davvero per tutti i gusti.

3) L’erba in Korea del Nord

Ebbene si, per quanto paradossale possa sembrare, sotto il regime del sanguinario Kim Jong Un l’erba è (quasi) libera. Inutile però cercare di reperire qualche coffee shop nei pressi di Pyonyang ed altrettanto infruttuosa potrebbe rivelarsi la ricerca di cartine lunghe, grinder o gadjet di sorta.
Secondo le autorità svedesi (uno dei pochi paesi ad avere un’ambasciata in Nord Korea) la cannabis pare essere inserita nella lista delle sostanze controllate, ma sembra essere anche ampiamente tollerata perché estremamente diffusa nel paese, che ne fa principalmente un uso industriale; tuttavia, la pianta viene consumata per uso ricreativo nelle campagne e nell’esercito, come surrogato economico del tabacco.

Un avvertimento è d’obbligo: se state pensando di fare un salto in Korea del Nord sperando di assaggiare delle cime “atomiche” rimarrete delusi, le poche fonti disponibili descrivono l’erba koreana come una delle più aspre e meno stupefacenti.

4) Maschi vs femmine

Uomini e donne non provano gli stessi effetti dal fumo di marijuana.
Questo è quanto riportato da una ricerca della Washington State University, che afferma che mentre gli uomini sono meno sensibili all’effetto del THC, le donne hanno bisogno di assumere una minore quantità di principio attivo per raggiungere gli stessi effetti dell’altro sesso, diventando però più inclini alla dipendenza.

La differenza è molto probabilmente dovuta agli estrogeni, i principali ormoni sessuali femminili che, agendo in reazione al THC, determinano una reazione diversa alla sostanza.

5) Fa davvero male?

Nonostante internet pulluli di informazioni spesso contrastanti in merito e la comunità scientifica continui a trovare ogni anno nuovi danni a lungo termine e, al contempo, nuove evidenze della validità medica della sostanza, alcune verità sembrano essere ormai considerate universali.

Un uso costante di marijuana è dannoso su più livelli, danneggia i polmoni, indebolisce alcune connessioni neurali, aiuta l’insorgenza di malattie mentali come la schizofrenia in soggetti predisposti e sembra essere collegata anche al tumore ai testicoli.

Se da un lato gli effetti negativi sono ben noti, dall’altro iniziano ad essere anche accettate le proprietà mediche, che vanno dalla cura di ansia cronica fino all’uso analgesico contro i dolori della chemioterapia e della sclerosi multipla, passando per l’utilizzo contro l’inappetenza causata da Aids, fino ad arrivare alle sperimentazioni contro Alzheimer e Parkinson e contro il diabete.

Insomma, come ogni medicinale, anche la marijuana gode di grandi potenzialità come di effetti collaterali, ma quando si parla di erba si assumono posizioni estreme contro o a favore e ciò si fa, spesso, soprattutto in politica e per partito preso.

Il dibattito pubblico viene così continuamente drogato da dichiarazioni ideologizzate e spesso sconnesse dalla realtà (si vedano le affermazioni dell’On.  Gasparri sui morti di overdose da cannabis), ma a questo punto una domanda sorge spontanea: sarebbe così stupefacente liberarci per un attimo delle nostre posizioni precostituite (sia pro che contro) e parlare di erba come se si parlasse di qualunque altra cosa, considerando per una volta la realtà dei fatti?

Alessandro Cuntreri

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In direzione ostinata e contraria da ancora prima di comprendere il vero significato di quest’espressione. Ho trovato il migliore degli amici in un punto interrogativo, la più calorosa delle amanti in un paio di cuffie e il più stimolante degli avversari in me stesso. Credo fervidamente nel potere delle parole e per nulla nelle parole di potere. I miei aggettivi e insulti preferiti sono, rispettivamente: kafkiano e terrone, probabilmente se fossi stato al posto di Samsa, non mi sarei risvegliato scarafaggio ma zecca. Per il resto seguo il calcio senza capirne nulla, come buona parte degli italiani fa con la politica e viceversa.