L’accordo tra il Comune, l’Eni e l’Avm segna un cambio epocale nei trasporti pubblici del capoluogo veneto: i nuovi vaporetti viaggeranno alimentati dall’Eni Diesel+ che contiene il 15% di componente rinnovabile.

Dopo meno di un anno dalla chiusura del maxi processo Mose e lo scandalo che vedeva coinvolte circa quaranta persone tra politici, imprenditori e avvocati ci sarà una piccola rivoluzione del trasporto lagunare della città di Venezia: al centro dell’accordo firmato tra il Comune, l’Eni e l’Avm riguarda i vaporetti del servizio pubblico del capoluogo veneto che saranno alimentati con Eni Diesel+, il carburante contenente un 15% di componente rinnovabile prodotta nella raffineria di Porto Marghera sfruttando olio saturo proveniente dall’uso in cucina. L’accordo, che entrerà in vigore il prossimo primo aprile e avrà una durata di sette mesi, si stima di circa 610mila euro per una fornitura di 5 milioni di kg di gasolio ecologico: la base di un possibile rinnovo passa attraverso il monitoraggio delle emissioni così come accaduto a Torino per il trasporto pubblico su gomma che sfruttava l’olio opportunamente raffinato

Il sistema circolare proposto coinvolge anche la multiutility Veritas che si occupa della raccolta, della valorizzazione e del trattamento dei rifiuti nel territorio veneziano e che conferirà l’olio di frittura di origine domestica. Una scelta che oltre a rispettare l’ambiente e abbattere le emissioni fornisce linfa vitale al tessuto economico del capoluogo instaurando un circolo virtuoso che permetterà di incrementare la visibilità della bioraffineria del Porto Marghera. La raffineria è una tra le prime al mondo capace di affiancare alla sostenibilità ambientale anche quella economica: il contributo di Eni è sicuramente un passo importante verso un cambio di rotta che si auspica possa avere dimensioni nazionali. I periodi di prova, come questo di Venezia, sono un mondo per confermare la bontà della strada intrapresa e dare il tempo ai Comuni e alle municipalizzate di rinnovare il parco dei mezzi pubblici aggiornandoli per poter essere pronti alle nuove tecnologie di carburanti sostenibili.

Il trasporto su acqua della città di Venezia si inserisce nel piano d’investimenti del gruppo Avm che prevede per le nuove imbarcazioni l’obbligo di motori ibridi, elettrico più gasolio, proprio come accade per le autovetture: un passo in avanti finalizzato alla sostenibilità. Negli ultimi anni, infatti, un finanziamento del ministero dell’Ambiente ha permesso di realizzare una campagna di rimotorizzazione della flotta navale con l’installazione di 54 motori a ciclo diesel di ultima generazione. Un investimento complessivo che ammonta a oltre 1,5 milioni di euro.

Francesco Spiedo

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui