Lavoro e occupazione: così è se vi pare!

Secondo qualcuno, numeri sono incoraggianti. I dati dell’ISTAT relativi a lavoro, occupazione e disoccupazione hanno infatti soddisfatto Di Maio e Salvini: “Avanti così”, “Oggi è proprio una bella giornata!” hanno dichiarato entusiasti i Vicepremier. 23 milioni e 387 mila gli occupati nel mondo del lavoro secondo la relazione dell’istituto di ricerca di luglio riferita al mese di maggio, ma i giovani in quei numeri non ci sono.

Occupazione e disoccupazione (dati provvisori)

Occupazione e disoccupazione nel lavoro
ISTAT – Occupati e disoccupati (dati provvisori)

Da quando sono disponibili le serie storiche, questa volta è stato raggiunto il tasso di occupazione più alto, pari al 59%, anche se l’Italia rimane al penultimo posto in Europa dopo la Grecia. Nel solo mese di maggio gli occupati sono aumentati di 67 mila unità, dato giustificato dall’aumento dei lavoratori stagionali. L’occupazione cresce e il tasso di disoccupazione si attesta al 9,9%, in ribasso rispetto agli anni precedenti, dato che dal 2012 la percentuale di disoccupazione ha mantenuto una doppia cifra, oltre il 10%.

Dati positivi su occupazione e lavoro insomma, ma è realmente così?

A una più attenta osservazione emergono poi forti differenziazioni. La stima degli occupati è cresciuta al 59% ma in realtà sono gli over 50 a trainare la stessa. Anche se la disoccupazione giovanile è in calo e tocca a maggio una percentuale migliore delle precedenti, 30,5%, sono gli ultracinquantenni a mantenere alti i valori occupazionali: +88mila.

Occupazione: giovani e over 50
ISTAT – Occupati e disoccupati (dati provvisori)

Se la fascia dei 15-24enni, in quanto a occupazione nel mondo del lavoro, risulta pressoché stabile, è quella dei giovani che hanno un’età compresa tra i 35 e 49 anni a subire il maggiore calo, si tratta di meno 34 mila unità.

Le differenze interne alle cifre sono tra occupati e disoccupati, giovani e meno giovani, ma sono anche di genere: aumenta l’occupazione maschile, non subisce particolari variazioni quella femminile.

In un’Italia fatta di stage, di tirocini non retribuiti, di stipendi non adeguati, in cui il tasso di inattività è al 34.3% per il quarto mese consecutivo e in cui sono gli over 50 ad accrescere l’occupazione italiana, i Vicepremier esultano e risultano soddisfatti del trend positivo.

Non è un Paese per giovani

Giovani, lavoro e occupazione, un'incognita.
Picchio News

I 50enni che fanno alzare le statistiche dell’occupazione italiana sono quelli della riforma Fornero e di quota 100. I giovani che non hanno un lavoro sono quelli che un’età pensionistica non riescono nemmeno a immaginarla.

Esultare nonostante i risultati della classe giovanile significa valutare con superficialità gli scenari d’azione e le prospettive del nostro Paese: senza occupazione giovanile l’Italia è un Paese senza futuro.

Pensare a concrete politiche attive che incrementino l’occupazione giovanile nel lavoro è necessario ed è determinante se l’Italia vuole togliersi da dosso il fardello dell’immobilismo che spesso la contraddistingue.

Perché ciò che serve è un andare oltre i numeri e oltre la retorica dei giovani preferiscono non lavorare, serve una spinta sui giovani e un costante monitoraggio sulle condizioni lavorative che vengono loro offerte.

Lavoro, crescita, occupazione sono parole che i Vicepremier vedono oggi come positivi. Lavoro, crescita, occupazione sono parole scomode, oggi, per i giovani, per il 38% dei laureati che non riescono a trovare lavoro dopo il percorso universitario, per i dipendenti licenziati della Whirlpool, per i lavoratori di Papino, per i precari Anpal, per gli operai dell’ILVA.

Avanti così verso il domani, ma oggi non è proprio una bella giornata per l’occupazione giovanile.

Alba Dalù

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