Nuovo Dizionario Treccani
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Il filosofo del ‘900 Wittgenstein, alla fine di una delle sue opere più celebri, il “Tractatus logico-philosophicus”, scriveva: «Ciò di cui non si può dire si deve tacere». Indubbiamente non si può trascurare che la realtà stia cambiando, e in essa sono inclusi le evoluzioni della parità di genere, le nuove frontiere culturali, tecnologiche e le novità comportamentali degli esseri umani. Per questo motivo, cambia anche la lingua, che da sempre si fa carico di rappresentare la realtà nelle sue diverse sfaccettature, al fine di agevolare la comunicazione, ma soprattutto aprire la mente. Non è un caso se la prima vera grande rivoluzione che ha determinato una cesura tra Storia e Preistoria parte dalla parola, nello specifico scritta: una prima grande medaglia dorata recante su di sé Eros e Thanatos; l’oro più prezioso con cui barattare idee, capaci di erigere o distruggere. È sulla scia di questa consapevolezza che nasce un nuovo dizionario della lingua italiana a cura di Treccani, diretto dai linguisti Valeria Della Valle e Giuseppe Patota, i quali si sono adoperati per infrangere le barriere del “tacere” a lungo calato sulla subordinazione femminile.

Da oggi, quel “Ciò” indefinito perde qualcosa di stampo maschilista e patriarcale per guadagnare uno spazio linguistico e vitale più ampio, in cui non esistono stigmi né per i maschi né per le femmine. È questa la sfida accolta dal nuovo Dizionario Treccani: «nella storia plurisecolare della lessicografia italiana, quello di Treccani sarà il primo vocabolario a non presentare le voci privilegiando il genere maschile, ma scegliendo di lemmatizzare anche aggettivi e nomi femminili. Una rivoluzione che riflette e fissa su carta la necessità e l’urgenza di un cambiamento che promuova l’inclusività e la parità di genere, a partire dalla lingua». Chi consulterà il dizionario, come sempre per sincerare i suoi pensieri e convalidare le proprie conoscenze, potrà trovare dunque aggettivi, per esempio, riportati parimenti al maschile e al femminile. Ma il dualismo investe anche i nomi di professioni come “medica, soldata, architetta”, che a lungo non hanno goduto di autonomia lessicale, corroborando una visione maschilista di alcuni ambiti lavorativi.

La novità linguistica introdotta dal Nuovo Dizionario Treccani tuttavia non si arresta alla mera declinazione delle parole: «Per eliminare anche gli stereotipi di genere – secondo i quali a cucinare o a stirare è immancabilmente la donna, mentre a dirigere un ufficio o a leggere un quotidiano è puntualmente l’uomo – Treccani propone nuovi esempi di utilizzo e contestualizzazione ed evidenzia il carattere offensivo di tutte le parole e di tutti i modi di dire che possono essere lesivi della dignità di ogni persona». Ciò vuol dire che parole come “bontà” non saranno più riportate come “Qualità dell’uomo”, ma “della persona”. La stessa parola “uomini”, in contesti con valore generale di “esseri umani”, sarà sostituita dalla parola “persona”.

L’ambito in oggetto ancora una volta chiama in causa il filosofo Wittgenstein, che a lungo aveva riflettuto sul linguaggio, e un suo noto aforisma: «i limiti del mio linguaggio sono i limiti del mio mondo». La brevità di tale affermazione è in proporzionalità indiretta col suo significato. Conoscere le parole, coglierne le sfumature e la portata, significa avere più occhi per guardare la realtà, una realtà che cambia continuamente e su cui occorre aggiornarsi per non restarne fuori. Per questo motivo, il Dizionario Treccani si è guardato intorno: «non solo si è scelto di dare spazio a numerosi termini ricorrenti nei testi scolastici e universitari, ma si è anche favorito l’inserimento di molti esempi presi direttamente dalla rete, dai blog o dalle reti sociali. Un’apertura nei confronti del digitale che dimostra la fiducia nutrita dall’Istituto verso i nuovi mezzi di comunicazione e le nuove generazioni. Attenta anche la selezione dei neologismi accolti, focalizzata su quei nuovi termini che descrivono il mondo attuale e che sono effettivamente diventati parte del linguaggio comune, come Covid-19, DAD, distanziamento sociale, lockdown, smart working, termoscanner e transfobia».

Col nuovo Vocabolario Treccani si fertilizza così il terreno di un linguaggio paritetico, che permette a uomini e donne di consolidare la propria identità, consentendo loro di dire “è scritto nel dizionario”. Insomma, un piccolo grande passo per crescere, come quello di un bambino che pronunciando per la prima volta le sue parole disegna sul volto degli adulti il più bel sorriso e annuncia al mondo la novità del suo arrivo.

Alessio Arvonio

5 x mille Survival
Classe 1993, laureato in lettere moderne e specializzato in filologia moderna alla Federico II di Napoli. Il mio corpo e la mia anima non vanno spesso d'accordo. A quest'ultima devo la necessità di scrivere, filosofare, guardare il cielo e sognare. In attesa di altre cose, vivo.

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