campionato serie A

L’acquisto di Cristiano Ronaldo è stato definito da molti come l’affare del secolo, come quel grande colpo in grado di ridare nuovo appeal e vigore al nostro campionato. Il potenziale «effetto calamita» ha fomentato i sostenitori di queste tesi che adesso vedono già in arrivo numerosi campioni di calibro internazionale nel bel Paese.

Sono tanti i nomi altisonanti accostati alle nostre squadre nell’ultimo periodo. Benzema, Di Maria e Cavani stanno immaginariamente cambiando casacca ogni giorno, accostati un giorno al Napoli, l’altro all’Inter e un altro ancora a qualche altro club italiano. Certo, sognare non costa nulla ed è innegabile che colpi clamorosi come quelli di Cristiano Ronaldo e Pastore possano alzare notevolmente il livello tecnico del nostro campionato. Ma siamo davvero dinanzi ad una rivoluzione del calcio italiano? È tornata veramente quella tanto rimpianta «Golden Age» degli anni duemila, quando la serie A era un punto d’arrivo dei grandi campioni, anziché illustre rampa di lancio?

He's here ? He's Bianconero ⚪⚫ He's @Cristiano ??? #CR7JUVE

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UN PAESE PER VECCHI – La sensazione, tuttavia, è che nell’aria non ci sia nulla di nuovo. Attenzione qui non si stanno discutendo le capacità tecniche delle stelle arrivate, la cui qualità è innegabile. Qui si sta ridiscutendo la tesi secondo cui il campionato italiano sia ritornato quel palcoscenico prestigioso in grado di attrarre giocatori nel pieno della propria maturità calcistica. L’«effetto calamita» più che attrarre campioni maturi come Griezman, Neymar, Hazard sembra attirare sempre più giocatori di livello internazionale, ma innegabilmente in fase calante, almeno sotto il punto di vista anagrafico.

Diciamoci la verità: quanti tra nuovi e possibili arrivi, almeno stando ai nomi che si stanno facendo, potranno mantenersi a questi livelli nei prossimi quattro anni e partecipare ai prossimi mondiali? La sensazione, dunque, è che colpi mediatici come Ronaldo non distino così tanto, se non dal punto di vista esclusivamente economico, da altri risonanti dal punto di vista mediatico come quelli di Ronaldinho, Beckham, Eto’o, giocatori, cioè, che sebbene indiscutibili sotto il punto di vista tecnico, scelsero nei fatti l’Italia come meta di congedo, come ultima e prestigiosa tappa di un’altrettanto gloriosa carriera. Questi arrivi, esattamente come quelli di Ronaldo, ci hanno fatto sognare e hanno portato pure qualche successo importante alle proprie squadre, ma la loro permanenza non è stata proprio lunghissima. Ovviamente stiamo parlando di CR7, forse addirittura un giocatore superiore ai nomi appena fatti, un fenomeno, un marziano, un campione dalla perfetta forma fisica, il pallone d’oro, ma pur sempre un giocatore over 30.

UN CAMPIONATO SUDAMERICANO – Sembra che la Serie A stia diventando sempre più un campionato a doppia faccia, un po’ come quelli sudamericani, in cui convivono vecchie glorie e giovani stelle, che sognano di giocare in importanti campionati europei come quello spagnolo o quello inglese. Si osservino le partenze di Jorginho e Alisson questa estate, di Alexis Sanchez, Thiago Silva, Cavani, Lavezzi, Pogba, Pastore, Vidal, Kovacic negli anni precedenti. Tutti hanno in comune il fatto di essere andati via nei propri momenti di “maturazione”. Pochi sono i giocatori come Hamsik, De Rossi, Nainggolann che, seppur attratti i dalle sirene estere, alla fine hanno sempre deciso di continuare la propria carriera in Italia. Questo aspetto deve far pensare l’intero movimento. Forse a sorprendere di più sono gli aspetti economici di alcune operazioni in entrata. Mai come in questo ultimo biennio stiamo assistendo, infatti, a cifre altissime spese dai nostri club, le cui operazioni, tuttavia, sono sempre lontanissime dalle spese folli del campionato inglese, ovviamente agevolate dai numerosi introiti sui diritti TV.

CREDERE NEI GIOVANI – Cambiano i nomi e di certo anche il valore dei giocatori, ma la musica in fondo sembra restare sempre la stessa. Più che chiedersi cosa bisogna fare per acquistare campioni affermati, ma anagraficamente in fase calante, bisognerebbe chiedersi cosa realmente possano fare i nostri club per trattenere i top player che nei prossimi anni si apprestano a diventare stelle del panorama calcistico europeo e come attrarre i grandi campioni che i campionati esteri stanno sfornando. Come si può arrivare ai Mbappè, ai Griezmann, ai Neymar?  In che modo trattenere campioni in fase di maturazione come i Dybala, i Chiesa, i Perisic, i Milinkovic- Savic, i Koulibaly? Senza dimenticare l’importante lavoro che deve essere svolto sui vivai, ecco quali sono alcuni quesiti e problemi che devono essere risolti in fretta dal calcio italiano.

Solo così il nostro campionato tornerà ad essere veramente competitivo. Solo così la serie A tornerà il campionato più bello del mondo!

Giovanni Ruppo

Fonte immagine in evidenza: Fox Sports

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