Cambiamenti climatici, innalzamento del livello dei mari in forte incremento

Gli impatti climatici del global warming continuano a sorprendere gli studiosi: le stime, già preoccupanti, sull’innalzamento del livello dei mari hanno sottostimato il problema. Il fenomeno subirà delle accelerazioni.

L’innalzamento del livello dei mari è l’effetto più immediato del global warming e del conseguente disciogliersi dei ghiacci polari: le stime degli ultimi studi avevano tracciato uno scenario inquietante per la fine del secolo con circa il 7% della popolazione mondiale esposta al rischio di vedere le proprie case sommerse dal mare. Oggi queste previsioni, di per sé già inquietanti, rischiano di veder sottostimato il problema.

Un gruppo di ricercatori dell’Università di Colorado si è avvalso di rilevi satellitari e ha lanciato un nuovo allarme sullo scioglimento dei ghiacciai e l’innalzamento del livello dei mari. Questi studiosi hanno calcolato l’incremento del livello medio del mare negli ultimi anni segnalando  un aumento di 7 cm in 25 anni, mentre le precedenti previsioni, basandosi su risultati pressoché simili, avevano valutato un incremento di circa 30 cm entro la fine del secolo. Purtroppo il nuovo studio pubblicato sul  Proceedings of the National Academy of Sciences ha smentito le previsioni che consideravano il fenomeno costante nel tempo.

Analizzando i dati forniti dal 1993 ad oggi da alcuni satelliti gli scienziati hanno dimostrato che l’innalzamento del livello dei mari è un processo in continua accelerazione: la crescita dell’anno successivo è pari a quella del precedente più un incremento di circa 0,085 mm. Questi numeri che appaiono piccoli e trascurabili hanno in realtà un effetto a lungo termine da non sottovalutare. La precedente stima di 30cm d’innalzamento del livello dei mari dovrà essere portata a 60cm se non di più.

Il grafico ottenuto dagli studiosi mette in evidenza come la crescita non sia lineare, ma leggermente accelerata. Considerando di estrapolare queste osservazioni sui campioni degli ultimi 25 anni ed estrapolarli fino al 2100, l’innalzamento del livello dei mari raggiungerebbe circa 65cm. Il tutto, ovviamente, considerando che l’accelerazione resti costante e non vi siano ulteriori incrementi; in effetti il fenomeno pare altamente suscettibile a variazioni, come una pallina lanciata lungo uno scivolo: senza un intervento esterno sembra destinata soltanto ad accelerare la propria corsa.

Lo studio, oltre alle nuove stime sull’innalzamento del livello dei mari, è di grande importanza perché sfrutta i dati provenienti dai satelliti: negli ultimi anni la discussione sui cambiamenti climatici si è basata su supposizioni e stime ipotetiche avanzate a tavolini. Le osservazioni oggettive rendono il confronto potremmo dire scientifico, basandosi su dati difficilmente opinabili e che derivano da misurazioni estremamente precise. Un tentativo venne già effettuato tentando di misurare le maree, ma i risultati vennero scartati a causa di numerose possibilità d’errore: il fenomeno era soggetto a troppe variabili, mentre la misurazione del livello medio degli oceani aperti riesce ad essere più precisa e accurata. Tale approccio, poi, tiene anche in considerazione gli eventi climatici di maggiore intensità degli ultimi anni: ad esempio le eruzioni, chiaramente non collegate al global warming, hanno grande impatto sulla temperatura globale e, di conseguenza, sugli incrementi annuali del livello dei mari.

Francesco Spiedo

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