Hayao Miyazaki (fonte immagine altrianimali.it)

Approfittando del rilascio di Earwig e la strega, tracciamo un ritratto della figura del guru dell’animazione, della sua biografia, della sua carriera e di quanto abbia significato per il mondo del cinema in generale: chi è Hayao Miyazaki?

Hayao Miyazaki, il Maestro

Hayao Miyazaki è nato a Tokyo, nel 1941. Dopo essersi laureato nel 1963 all’Università di Gakushuin in Scienze Politiche ed Economiche, è entrato a far parte della Toei Animation Company. Come nel caso del suo mentore Isao Takahata, questa scelta è apparsa agli occhi di molti decisamente strana, vista la sua formazione universitaria. Come animatore ha lavorato a molte serie televisive e cortometraggi. Tra le serie tv più note, Miyazaki ha diretto The Future Boy Conan (Conan, il Ragazzo del Futuro) nel 1978 e, tra i lungometraggi, The Castle of Cagliostro (Lupin III: Il Castello di Cagliostro) nel 1979. Agli inizi degli anni ’80 Miyazaki ha vissuto a Los Angeles per studiare animazione. Uno dei suoi migliori studenti, nonché amico, di questo periodo è stato John Lasseter, la mente creativa della Pixar Animation, nonché regista di Toy Story, A Bug’s Life e Toy Story 2. In questo periodo Miyazaki ha scritto e illustrato la serie grafica di Nausicaa of the Valley of the Wind (Nausicaa della Valle del Vento). Nel 1985 assieme a Isao Takahata ha fondato lo Studio Ghibli.

Miyazaki è uno degli artisti viventi che ha inciso in maniera profonda nell’immaginario collettivo contemporaneo. Regista profondamente legato al contesto culturale giapponese, con i suoi film è riuscito a creare un universo fatto di colori, visioni, e personaggi tali da rendere le sue opere uniche e subito riconoscibili: la sua capacità immaginifica, il suo pensare il cinema come ancora artigianale andando a rifiutare – per lungo tempo – l’animazione digitale, la cura dei dettagli lo hanno reso colui che ha cambiato il mondo dell’animazione. Riferimento imprescindibile per la generazione degli anni ’80, Miyazaki ha contribuito non solo a formare un nuovo e diverso orizzonte artistico, ma anche una coscienza politica e ambientale: basti pensare a Nausicaä della valle del vento, che ha alla base l’ecologia e il rispetto degli esseri viventi e dell’ecosistema; o ancora Porco Rosso, un film assolutamente antifascista, ambientato in Italia e con il protagonista Marco che pronuncia una delle frasi più famose e usate nel quotidiano: “Piuttosto che diventare un fascista meglio essere un maiale.”.

Nelle storie di Miyazaki c’è il male ma non ci sono davvero i cattivi, non ci sono i villain così come siamo abituati a vederli; le sue storie sono piene di cattivi che lo diventano per educazione e morale: il realismo del Maestro guarda perciò con diffidenza alla violenza in ogni sua forma e a ogni tentativo che l’uomo fa per mettersi al di sopra della natura mancandole di rispetto.

Lo Studio Ghibli

fonte immagine: thequietus.com

Lo Studio Ghibli è il più celebre studio cinematografico di film di animazione giapponese, fondato il 15 giugno del 1985 da tre persone: il produttore Toshio Suzuki, il regista Isao Takahata (1935-2018) e l’ormai leggendario regista e animatore Hayao Miyazaki. Le sue origini però risalgono a due anni prima, il 1983, quando iniziò la lavorazione di Nausicaä della valle del vento (1984), precedentemente serializzato nel 1982 come manga dalla Tokuma Shoten, la compagnia da cui nacque lo Studio Ghibli. Il primo vero film dello Studio è Laputa- Castello nel cielo, che arriva in sala nel 1986 e vende 775.000 biglietti. Al tempo anime e manga non erano così popolari come lo sono oggi e difficilmente queste opere uscivano dal Giappone. L’anno in cui lo Studio Ghibli ha iniziato però ad aver il giusto riconoscimento probabilmente solo nel 1989, anno di uscita nella sale di Kiki – Consegne a domicilio. E da quel momento in poi lo studio ha creato un capolavoro dopo l’altro raggiungendo enormi traguardi – come l’Oscar al migliore film d’animazione, nel 2003, con La città incantata. Nel 2001, a sugellare la fama assoluta, nasce a Tokyo il Museo Ghibli, dove si possono ammirare riproduzioni fedeli delle sale dello studio di animazione e una serie di cortometraggi realizzati esclusivamente per i visitatori.

Il nome dello studio viene da “Ghibli”, il nome che i piloti italiani durante la Seconda Guerra Mondiale diedero a un vento caldo proveniente dal deserto del Sahara, ed è anche il nome che usavano per indicare i loro aerei da ricognizione. Hayao Miyazaki ne era a conoscenza essendo da sempre appassionato di velivoli, e ha per questo motivo deciso di usare questa parola come nome per lo studio che stava per nascere: “Facciamo soffiare un vento caldo nel mondo dell’animazione giapponese!”.

La città incantata

Nel luglio del 2001 esce quello che è considerato il capolavoro di Miyazaki: La città incantata. Dopo essere entrata in un villaggio abbandonato Chihiro, la protagonista, viene separata dai genitori – che sono stati colpiti da una terribile maledizione – e viene catapultata nel mondo degli spiriti. La ragazzina si fa strada in questo nuovo mondo, pronta a tutto pur di salvare la sua famiglia. E incontrerà stravaganti e vari personaggi, spesso dotati di poteri magici incredibili. Diretto proprio da Miyazaki, questo film ha vinto il premio Oscar per il miglior film d’animazione nel 2003, avendo la meglio su film come L’era glaciale, Lilo & Stitch, Spirit – Cavallo Selvaggio e Il pianeta del tesoro. Da alcuni è addirittura considerato (a ragione!) “il più grande film di animazione di sempre”, superando anche i film della Disney. Questo film, in Giappone, al botteghino è riuscito a superare Titanic.

L’ultimo film dello Studio Ghibli è Earwig e la strega, primo film realizzato completamente con animazione e grafica 3d. Debutterà il 30 dicembre 2020 sulla televisione pubblica giapponese con successive uscite internazionali previste per il 2021. Sarà un altro successo?

Valentina Cimino

Greenpeace

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