Dieter è morto: bullismo e indifferenza nell'universo Timed

Dieter è morto è una graphic novel che fa parte dell’universo fittizio cross-mediale Timed, firmato Shockdom. Si tratta di un gioco in realtà virtuale e una collana di fumetti di artisti sia italiani che internazionali, tutti autoconclusivi.

«Un po’ come l’universo Marvel o DC, questo universo ha come protagonisti persone con abilità speciali. Superpoteri, ma rivisitati in una chiave nuova, i poteri di cui sono dotati i personaggi hanno un limite temporale ben preciso e quando lo speciale dono termina, si conclude anche la vita del portatore. Praticamente per i Timed i superpoteri sono anche una limitazione» spiega Lucio Staiano.
L’universo Timed è ambientato in un futuro non troppo lontano, in cui due cordate di aziende multinazionali hanno creato una nuova forma di Stato, lo Stato Diffuso. Le due principali capitali del mondo sono NewState e TheNation, caratterizzate da due modalità opposte di vedere il capitalismo.

Ogni volume è legato all’altro da fili sottilissimi e velati riferimenti, sfumature che contribuiscono alla lettura di tutti i volumi come tanti capitoli di un unico enorme volume.

Dieter è morto è il quarto libro di questa serie (dopo “Rio 2031”, “Vite di carta”, “Il canto delle onde”), una storia scritta da Federico Chemello e da Maurizio Furini e disegnata da Agnese Innocente.

La vicenda ha delle linee guida molto semplici: Dieter, studente modello e promettente giocatore di scacchi, viene trovato morto, probabilmente per un atto suicida.
Chemello e Furini intessono, a partire da questa base, una serie di tematiche che, seppur proprie a un contesto di intolleranza e di indifferenza del mondo Timed, trovano riscontro nel nostro attuale contesto sociale.

Già alle prime pagine, come uno schiaffo, si fa spazio una totale mancanza di empatia tra i giovani, più interessati a saltare la scuola che alla tragica notizia della morte di un loro coetaneo. Il dolore si tramuta in curiosità, la curiosità in pettegolezzo e i social mostrano il loro lato più crudele, trasformandosi in una sede di odio e di pregiudizi, dove l’insensibilità nei confronti della perdita di una vita umana diventa disarmante. Il giorno dopo ogni cosa è dimenticata e tutti tornano a parlare solo di scuola, sport e ragazze.
L’unico che sembra interessarsi delle vicende di Dieter è Niklas, uno studente riservato che odia l’ipocrisia, e la sua spalla Anneke, una ragazza sensibile che suona nello stesso gruppo di Niklas.

Il lettore può seguire le ricerche dei due protagonisti che, anche con le sole azioni quotidiane, svelano man mano un’atmosfera di puro odio contro i Timed che aleggia in città. Battute, graffiti sui muri, velati riferimenti costruiscono un’aria di intolleranza nei loro confronti. Lo stesso Dieter, etichettato come probabile Timed, forse, a detta dei suoi compagni, avrebbe meritato la morte.
Questo forte clima di ostilità porta all’inevitabile isolamento del diverso e al bullismo scolastico, in un mondo in cui i ragazzi non sanno esprimersi se non con la violenza e l’aggressività (sia fisica che verbale).

Dieter è morto porta con sé una serie di spunti che fanno riflettere sulla comunicazione, l’empatia, la dolcezza e la gentilezza ormai perdute in una società che corre troppo in fretta, che agisce senza mai guardarsi indietro. I Timed sono i nuovi emarginati, simbolo di quelle minoranze che – sotto un punto di vista storico – ciclicamente sono state perseguitate e – da un punto di vista sociale – ogni giorno sono soggette ad atti di bullismo e di violenza perché, per fattori fisici o ideologici, non risultano essere omologati alla massa.

Agnese Innocente ha creato per tale narrazione una serie di tavole dai colori tenui e dolci, sfumature quasi raffinate e disegni dal tratto morbido e sottile. In questo modo, ad ogni pagina, si esibisce quel forte contrasto che esiste tra il disegno e la tematica, contrasto che si affievolisce e si incarna nelle figure dei due protagonisti.

Alessia Sicuro

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Laureata in lettere moderne, ha in seguito ha conseguito una laurea magistrale alla facoltà di filologia moderna dell'università Federico II. Ha sempre voluto avere una visione a 360 gradi di tutte le cose: accortasi che la gente preferisce bendarsi invece di scoprire e affrontare questa società, brama ancora di tappezzare il mondo coi propri sogni nel cassetto. Vorrebbe indossare scarpe di cemento per non volar sempre con la fantasia, rintagliarsi le sue ali di carta per dimostrare, un giorno, che questa gioventù vale!

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