Andrea Camilleri
Fonte immagine: SoloLibri.net

“Esercizi di Memoria” non è solo uno degli ultimi libri del maestro Camilleri, ma si tratta di uno squarcio sulla sua vita e, al contempo, di una finestra sull’Italia del secolo scorso.

Si leggono i racconti e, pian piano, si ci immerge nell’incredibile cultura e formazione umana dell’autore siciliano, scoprendone ogni anfratto.

Ventitré storie, ventitré momenti differenti, dettati da Camilleri ad Isabella Dessalvi. Ventitré racconti essenziali attraverso cui ripercorrere la storia di uno degli autori più importanti della nostra contemporaneità e, insieme ad essa, la storia del nostro Paese, attraverso cartoline nostalgiche di un’Italia che è stata e non sarà più, illustrate da alcuni dei più talentuosi artisti italiani.

Ma perché un cieco dovrebbe avere volere nel suo libro delle illustrazioni?

Perché, e lo dice lo stesso Camilleri, la memoria è il più potente antidoto ai sensi depotenziati. Ricostruire, pennellata dopo pennellata, i colori e le forme con le sole parole ha permesso all’autore di vedere le immagini disegnate per lui Gipi, Alessandro Gottardo, Lorenzo Mattotti, Guido Scarabottolo, Olimpia Zagnoli e Tullio Pericoli. Così come il ricordo di forme e colori permette all’autore di vedere le illustrazioni, i ventitré episodi raccontati dalle parole di Camilleri sollecitano la potenza immaginifica della mente e ci riportano a vivere quelle atmosfere rarefatte di decenni fa, pur non potendole rivivere.

Edoardo, Luciano Liggio e il gatto milionario

La suggestione comune è che i mostri sacri della letteratura, del teatro o del cinema non esistano al di fuori delle loro opere, che trovino senso e significato solo all’interno delle storie che raccontano e che abbiano vissuto e vivano le vite dei loro personaggi.  Al contrario, sapere di frequentazioni, di lavori fatti insieme, di luoghi vissuti allora e oggi accessibili da tutti lascia sempre un piacevole senso di malinconia.   

Camilleri ha fatto parte di quella generazione di artisti e intellettuali che ha lasciato un segno indelebile nella storia della cultura italiana. Il tempo in questione era un tempo di contaminazioni e condivisione, reale, di fatti, sensazioni e conoscenza. Con la libertà che è concessa solo ai grandi, e con una scrittura brillante e leggera, Edoardo de Filippo si mischia con Luciano Liggio ed uno dei più efferati killer della mafia siciliana appare, nel libro, al fianco di Antonioni e Monica Vitti.  

Stranisce ancor di più, anche se immotivatamente, sapere quanta dinamicità e quante vite abbia vissuto Camilleri. A riprova che difficilmente esiste un intellettuale che non si sia fatto permeare dai fatti della vita, che non se ne sia lasciato conquistare, sedurre e non si sia perso in essi. Esercizi di Memoria restituisce la giovinezza a quell’Andrea. Quell’Andrea di Tiresia, quell’Andrea di Montalbano. Quell’Andrea che, a fatica, si alza durante la trasmissione Che Tempo Che Fa per abbracciare i genitori di un altro giovane, Giulio Regeni, anche lui pieno di vita e curiosità.

Le vite di Andrea

Dopotutto, la percezione che si ha di Camilleri, soprattutto per quel che riguarda le generazioni più giovani, è quella di un vecchio saggio della mitologia greca, con la barba lunga, pronto a far suonare la propria voce con racconti del passato e moniti per il futuro. Fermo, scultoreo nella sua Sicilia, depositario di una conoscenza ormai decaduta. Con Esercizi di Memoria, invece, si scopre che Camilleri è stato anche solo Andrea: un ragazzo vivace, coraggioso, generoso, i cui racconti e i cui libri sono la somma esatta di una vita trascorsa in giro per l’Italia.   

Nella raccolta del 2017, si alternano ricordi legati alla sua vita professionale a ricordi ben più personali di una Sicilia che non esiste più.

La Storia – quella con la S maiuscola – si somma ai tanti piccoli episodi della vita quotidiana e professionale di Andrea prima che diventasse Camilleri.    

Edda Guerra

Edda Guerra
Classe 1993, sinestetica alla continua ricerca di Bellezza. Determinata e curiosa femminista, con una perversa adorazione per Oriana Fallaci e Ivan Zaytsev, credo fermamente negli esseri umani. Solitamente sono felice quando sono vicino al mare, quando ho ragione o quando mi parlano di politica, teatro e cinema.

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