dolce amaro Daniel Kraus
Fonte immagine di copertina: Bompiani

Zucchero amaro” di Daniel Kraus è un libro che “ha la ferocia di un horror, il ritmo incalzante di un thriller e l’intensità di un romanzo di formazione struggente”. È il racconto agghiacciante di una notte di Halloween in cui “trick or treat” (dolcetto o scherzetto) diventa “vivi o muori”. È l’urlo disperato di quattro ragazzi Jody, Robbie, Dag e Midge che di fronte a un mondo ingiusto cercano di soddisfare la loro sete di vendetta. È la fotografia di piccoli spaccati di vita diversi che tentano di unirsi in un’unica trama, che ha lo scopo di far ridere, emozionare e riflettere. Zucchero amaro” di Daniel Kraus è una miscela di fragilità, crudeltà, ma anche bellezza e senso di unione. La prova concreta che diventare adulti non è un atto così banale. Mettere in cantina i mostri del passato comporta fatica e coraggio. E (da soli) non sempre lo si trova.

Zucchero amaro, la trama

Zucchero amaro è la storia di quattro ragazzini, Jody, Robbie, Dag e Midge, che infelici del mondo che li circonda e assetati di “vendetta”, architettano un piano un vendicarsi dei torti subìti nella vita. La notte di Halloween si trasforma così nel set di un film dell’horror al limite tra l’ironia e il più concreto senso del terrore. La voce narrante è Jody, un ragazzino dal passato difficile alle prese con un’adolescenza altrettanto complicata. Nonostante la giovane età deve infatti fare i conti con un padre totalmente assente una madre inferma, incapace di compiere i più piccoli e banali gesti di vita quotidiana, come alzarsi dal letto, lavarsi da sola e cucinare. Jody si sente sulle spalle il peso di una famiglia che non si è scelto, coltivando dentro di sé un senso atroce d’ingiustizia.

Poi c’è Robbie, un uomo quasi trent’enne, amico stretto di Jody, che dopo aver speso gran parte della sua vita a rincorrere il sogno del football, resta col cerino in mano. Ex stella del calcio americano, promessa dei “Knights” (la squadra del suo vecchio liceo), viene ben presto abbandonato dai genitori, costretto a vivere in una “casa-catapecchia”. Per restare a galla vive di espedienti: piccoli lavoretti e attività di spaccio.

Nel gruppo c’è anche Mag, la sorellina acquisita di Jody: con i soldi dell’affido infatti la madre del ragazzino riesce a tirare avanti l’intera brigata. Spicca poi, un po’ come ”outsider del quartetto”, la figura di Dag: ragazzina della stessa età di Jody che, nonostante le condizioni economiche migliori nelle quali si trova, non si sente pienamente compresa dalla famiglia e dalla realtà che la circonda. Cerca così in Robbie, Jody e Mag una casa nuova e un porto sicuro in cui restare. Sullo sfondo infine c’è Yellow Street, la via nella quale si trova la casa “fatiscente” di Robbie.

Qui, il ragazzo esordisce ai tre amici il piano malefico che ha in mente per “liberare” cuore e mente dal male subìto in passato: nascondere lamette, veleni e vetri sbriciolati nelle caramelle che quella sera, per Halloween, verranno distribuite ai bambini che busseranno alla sua porta. Nel quartiere che è stato “divorato vivo dai bulldozer e dove nessuno si è mai fidato di nessuno”, si consuma così una notte mostruosa, dove quattro ragazzi tentano di vendicarsi della cittadina e della società che fisicamente e moralmente li ha risucchiati e presi “a testate”. Ma, c’è sempre un ma, che spariglierà le carte sul tavolo. Raccontato da voci indimenticabili, così schiette e concrete, il romanzo di Daniel Kraus è una sintesi perfetta di ferocia (e) ironia: fa ridere, fa riflettere e fa emozionare, lasciandoti sul finale un retrogusto “Zucchero amaro”.

Chi è lo scrittore statunitense Daniel Kraus

Nato a Midland (in Texas), ma cresciuto a Fairfield nello Stato dell’Iowa, Daniel Kraus è uno scrittore statunitense e regista di fama internazionale, vincitore di due Odyssey Awards, il prestigioso premio conferito dall’American Library Association all’editore del “miglior audiolibro prodotto per bambini e giovani adulti”, con “Rotters” eScowler“, apparso- fra gli altri successi- nella selezione dei Libri dell’anno di Entertainment Weekly con “The Death and Life of Zebulon Finch“.

La carriera dell’autore di “Zucchero amaro” prende piede nel 2009 con il romanzo “The Monster Variation“, un successo editoriale (oltreoceano e non solo) che lo traghetta direttamente nell’elenco delle “100 migliori cose per adolescenti” della New York Public Library. Due anni dopo, nel 2011, è la volta di “Rotters“, definito dalla critico “un’epopea commovente, terrificante e non convenzionale su padri e figli, legami familiari complessi, tabù e l’onnipresente spettro della mortalità”. Oltre che vincere l‘Odyssey Awards 2012 Klasu si aggiudica il Parents’ Choice Award Gold Award, arrivando in finale anche per il Bram Stoker Award. L’anno seguente, nel 2013, Kraus pubblica il romanzo “Scowler” attraverso Delacorte Books.

Con Guillermo del Toro scrive poi la saga Trollhunters e il romanzo “La forma dell’acqua“, versione romanzata dell’omonimo film diretto da Del Toro e vincitore del Leone d’Oro a Venezia e di quattro premi Oscar. Del 2020 è “I morti viventi“, che Kraus ha concluso per volere degli eredi di George A. Romero dopo la scomparsa del regista. Mentre “Zucchero Amaro” esce prima oltreoceano nel 2019 sotto il titolo di “Blood sugar”, per poi passare in casa Bompiani nel 2020, che affida la traduzione a Maurizio Bartocci.

Su quest’ultimo, Magan Abbot, autrice statunitense, nota al pubblico per “Dammi la mano“, scrive: “Non mi perdo mai un libro dello straordinario Daniel Kraus, e Zucchero amaro ha superato tutte le mie aspettative”. Sulla stessa scia anche la rivista statunitense Mystery Science, specializzata nella stesura di racconti thriller e del mistero: “Nell’evocare sia I diari del basket di Jim Carroll che L’urlo e il furore di Faulkner, Zucchero amaro è molto intimo e coinvolgente, uno sguardo intenso sulle vite dolenti dei suoi protagonisti”.

Marta Barbera

Classe 1997, nata e cresciuta a Monza, ma milanese per necessità. Laureata in Scienze Umanistiche per la Comunicazione, attualmente studentessa del corso magistrale in Editoria, Culture della Comunicazione e della Moda presso l'Università degli Studi di Milano. Amante delle lingue, dell'arte e della letteratura. Correre è la mia valvola di sfogo, scrivere il luogo dove trovo pace.

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