Fiore Manni https://www.tropismi.it/2021/06/04/come-le-cicale/
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“Come le cicale” è il romanzo di formazione scritto dall’eclettica Fiore Manni. L’autrice, che inizia i suoi primi passi nel mondo della scrittura con la saga fantasy di Jack Bennet, decide ora di raccontarci una storia realistica, in cui è semplicissimo immedesimarsi.

Siamo nell’estate del ’94, per Teresa è terminato il primo anno delle medie e stanno finalmente iniziando le vacanze, ma la solita spensieratezza sta lasciando il posto a nuove preoccupazioni. L’anno scolastico appena concluso non è stato per nulla semplice: mentre tutti i suoi compagni sembravano cambiati e con interessi del tutto nuovi, lei si sentiva quella di sempre, la solita ragazzina mai in ordine e con le ginocchia sbucciate.
Andare al solito villaggio estivo e rincontrare i suoi vecchi amici sarebbe stata una ventata di aria fresca se non che, purtroppo, anche loro inaspettatamente si sono trasformati in persone nuove.
Tommaso ha un’altra voce, molto più roca e profonda ed è sorprendentemente alto, mentre Sara e Giulia non vogliono giocare a calcio per non sudare e preferiscono sedersi sugli spalti per confrontarsi su smalti, reggiseni e ragazzi carini. Teresa è stranita e profondamente confusa davanti a questa metamorfosi che sembra non averla ancora toccata, escludendola con violenza dal gruppo di quelli che un tempo erano suoi pari.
Fiore Manni in Come le cicale racconta quindi la fase di crescita più complessa e forse traumatica: quella della preadolescenza. È il momento in cui le emozioni non sono più semplici come lo erano durante l’infanzia ed elaborarle è d’un tratto una gran fatica e in cui il corpo cambia nostro malgrado e non lo fa quasi mai rispettando il nostro volere e il nostro gusto. Durante questa fase qualcosa di urgente inizia a crescerci dentro e ci indispettiamo nell’essere trattati come dei bambini, perché non ci sentiamo più tali. L’autrice ricorda i timidi e i goffi tentativi che facevamo per dimostrarlo: l’indossare lo zaino pesante su una spalla sola, iniziare a truccarsi anche se non si aveva alcuna imperfezione da coprire, fare i buchi sulla sabbia (più grandi di quanto servissero) per sdraiarsi a pancia sotto sul telo da mare.

Teresa durante questa estate scoprirà cosa vuol dire provare amore verso qualcuno di estraneo dalla propria famiglia e quanto sia diverso questo sentimento rispetto a una comune amicizia. Fiore Manni con estrema delicatezza dipinge quindi un primo amore estivo su uno sfondo di tramonti sulla spiaggia, giornate in bici e in canoa, serate consumate in interminabili chiacchierate, interrotte dai genitori sempre troppo presenti. Ma Teresa non si è infatuata di Tommaso, come invece crede sua madre, ma di Agata.
«E allora perché ci sono [i sentimenti]? Per farci soffrire e basta? [..] vorrei proprio strapparmi via Agata dalla testa. Vorrei non essere innamorata di lei. Vorrei esserle amica e basta. Così.. così fa troppo male.»
«I sentimenti servono a farci sentire vivi, Terry. I sentimenti definiscono chi siamo.»
«Be’, allora vorrei sbarazzarmene. Non mi servono, non li voglio.»
[..] «Vuoi fare come le cicale? Ci sono cicale che vivono diciassette anni sotto terra. Lì passano tutto quel tempo nella loro forma giovanile ed escono soltanto quando sono diventate adulte, per vivere alla luce del sole un unico mese. Vuoi davvero vivere la tua vita come loro, soffocando i tuoi sentimenti?»

Teresa affronta questa conversazione con Leo, il ragazzo più grande che sembra avere sempre le risposte giuste. Con la sua prosa gentile e diretta Fiore Manni lancia un messaggio a tutti i suoi giovani lettori: non c’è nulla di sbagliato in ciò che si prova e l’amore può far soffrire, far sentire le farfalle nello stomaco, potrebbe spingerci a isolarci o a cacciare tutto il nostro coraggio, potrebbe guidarci verso le esperienze più belle e coinvolgenti mai vissute. L’importante è solo una cosa: l’amore non è uno, ma si districa e si frantuma in molteplici forme.

Come le cicale è un romanzo con target 11-13 anni, ma è una lettura godibile da chiunque perché tutti hanno vissuto la confusione, la rabbia, la dolcezza, la frustrazione, l’irrequietudine e l’apprensione di un primo sfumato e impalpabile amore.
Fiore Manni dona al primo incontro tra Teresa e Agata un sapore quasi soprannaturale: Teresa si offre come volontaria per recuperare la palla presso una villa abbandonata e, forte di suggestioni stregonesche, confonde la ragazzina per un fantasma poiché le appare con i suoi capelli biondi e il vestito ampio e bianco. Agata è invece una nuova villeggiante, ma non smetterà mai di essere, agli occhi di Teresa, un essere non terreno, elevato, un sogno ad occhi aperti.

Fiore Manni districherà man mano le complesse emozioni della protagonista, ponendo in rilievo non la storia d’amore (che potrebbe coronarsi o meno) quanto l’arrivo della consapevolezza in Teresa dell’essere quello che è, dell’abbracciare questo sentimento nato per caso, di non razionalizzare queste nuove sfumature che coloreranno man mano la sua identità. Il messaggio è che non è importante che Teresa si sia innamorata di Agata, ma che stia crescendo e che stia esplorando sé stessa e il mondo: magari la prossima volta nutrirà dei sentimenti verso un ragazzo, o forse di nuovo verso una ragazza.

Il lavoro portato avanti da Fiore Manni è fondamentale poiché Come le cicale copre un urgente e terribile vuoto nella letteratura per ragazzi. Tendenzialmente infatti le storie lgbtq+ hanno toni tragici e le poche accessibili ai più giovani escludono quasi del tutto le ragazzine lesbiche che, di conseguenza, non possono mai realmente immedesimarsi o trovare conforto in un prodotto di intrattenimento.

Alessia Sicuro

5 x mille Survival
Laureata in lettere moderne, ha in seguito ha conseguito una laurea magistrale alla facoltà di filologia moderna dell'università Federico II. Ha sempre voluto avere una visione a 360 gradi di tutte le cose: accortasi che la gente preferisce bendarsi invece di scoprire e affrontare questa società, brama ancora di tappezzare il mondo coi propri sogni nel cassetto. Vorrebbe indossare scarpe di cemento per non volar sempre con la fantasia, rintagliarsi le sue ali di carta per dimostrare, un giorno, che questa gioventù vale!

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