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Sembra così vicino quel 15 ottobre 2017, quando l’Inter di Luciano Spalletti, trascinata da una indimenticabile tripletta di un fenomenale Icardi, batteva i cugini rossoneri e si aggiudicava il 167esimo derby di Milano. Era quella una vittoria che rendeva sempre più seria e credibile la candidatura dei nerazzurri alla lotta per il titolo finale e che, dall’atro lato, relegava il Milan in una posizione di classifica sempre più preoccupante, con i sogni di qualificazione Champions che man mano andavano spegnendosi, insieme alle altissime aspettative di inizio campionato giustificate dal movimentatissimo mercato estivo in entrata.

Domenica prossima, 4 marzo 2018, saranno trascorsi nemmeno 5 mesi da quella gara che, da un lato, rafforzava delle inaspettate consapevolezze e, dall’altro, affievoliva le speranze di un ritorno ai vertici del calcio italiano ed europeo. Eppure, a 5 mesi di distanza, la situazione sembra cambiata radicalmente.

L’Inter è clamorosamente crollata, passando dalla testa della classifica all’attuale quarto posto, condiviso a giornate alterne con Roma e Lazio. Le ultime due vittorie casalinghe non hanno convinto, in quanto intervallate dall’ennesima caduta sul campo di un avversario alla portata, e cioè un Genoa in piena corsa salvezza. I ripetuti inciampi dei Nerazzurri hanno ridimensionato le speranze dei tifosi, che dopo l’iniziale sogno scudetto, giustificato dalla marcia inarrestabile delle prime 16 partite, si trovano a dover fare i conti con il rischio concreto della mancata qualificazione alla prossima edizione della Champions League. Un tale scenario, detto senza mezzi termini, sarebbe un completo fallimento del progetto Suning.

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Dall’altro lato il Milan è un treno in corsa: 12 risultati utili consecutivi tra campionato e coppe, con in mezzo la qualificazione agli ottavi di Europa League, e 6 vittorie nelle ultime 8 giornate in campionato. La serie positiva di risultati ha proiettato pian piano i rossoneri nella parte alta della classifica, permettendogli di agganciare al 6° posto la Sampdoria di Giampaolo. Adesso i diavoli minacciano di rientrare clamorosamente nella corsa Champions, non più così distante (6 punti dalla Roma quinta in classifica). Insomma, il gruppo guidato dal condottiero Gennaro Gattuso sembra aver trovato una propria quadratura, ma soprattutto una forza e una caparbietà sconosciute nella prima parte della stagione.

Per l’effetto, le prospettive dei due club sono completamente capovolte rispetto a quelle dell’andata: l’Inter ha assistito inerme al ridimensionamento di molti dei suoi giocatori chiave, da Candreva a Perisic, oltre al calo fisico impressionante subìto da giocatori come Borja Valero e Vecino, nell’attesa dell’impatto del nuovo acquisto Rafinha; il Milan, al contrario, può contare sullo straordinario momento di forma di alcuni dei suoi giocatori, primi tra tutti Suso e Bonaventura, ma anche su alcuni giocatori ritrovati e rigenerati dalla cura Gattuso, quali Kessié e Çalhanoğlu, sempre più al centro del gioco e del progetto.

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Non vi è dubbio che tra gli obiettivi del Milan rientri senz’altro il sorpasso ai danni dei cugini, ormai lontani solo sette punti. Un tale evento verrebbe addirittura interpretato da taluno come una compensazione per l’eventuale mancato ritorno in Champions.

Ma quali le possibilità che un tale scenario si concretizzi? E quanto potrà dirci questo derby sulle reali potenzialità di entrambi i club?

È chiaro che la condizione psicologica delle due squadre inciderà molto sulla prestazione di domenica, così come è altrettanto chiaro che una vittoria o una sconfitta del derby incideranno molto sull’approccio nelle restanti gare di campionato. Ancora una volta, come spesso è accaduto negli ultimi anni, una eventuale sconfitta per una delle due compagini potrebbe compromettere il raggiungimento dei prefissati obiettivi stagionali. Peraltro, entrambi i club hanno sostenuto degli sforzi economici nel mercato estivo che dovranno necessariamente essere ammortizzati con il raggiungimento di una posizione di classifica che permetta di godere di entrate monetarie. In mancanza, la situazione finanziaria di entrambe le società potrebbe crollare e gli investitori potrebbero decidere di ridimensionare il progetto iniziale.

Tuttavia, mentre il Milan sembra essere nel pieno controllo della propria situazione, per quanto riguarda l’Inter, una sconfitta potrebbe ulteriormente peggiorare il clima che si respira ad Appiano Gentile: Spalletti sembra non essere più in grado di trasmettere le proprie idee di gioco ai giocatori, i quali, privi di grinta e di voglia di lottare, si abbattono alla prima difficoltà e si affidano a soluzioni di gioco tanto improvvisate quanto insensate. Ecco perché la vittoria del derby potrebbe dare la vera sterzata al momento negativo dei nerazzurri, proiettandoli nuovamente verso un terzo posto che restituirebbe le consapevolezze perdute.

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Infine, Milan-Inter sarà anche la sfida tra due giovani bomber, uno ormai affermato, l’altro in via di sviluppo. Icardi, al ritorno da titolare dopo qualche partita ai box causa infortunio, avrà l’occasione di dimostrare le sue vere capacità da leader e condottiero di un gruppo che, senza il suo punto di riferimento in attacco, è apparso smarrito ed in balia dell’avversario di turno. Cutrone, dopo aver già rifilato ai cugini il gol costato la eliminazione dalla Coppa Italia a dicembre, cercherà di assumere le vesti di bestia nera e di guadagnarsi la definitiva consacrazione di vero degno erede di Pippo Inzaghi.

Insomma, sarà il derby delle risposte a tante domande e dal quale potremmo capire le reali potenzialità di entrambe le squadre ai fini dello speratissimo piazzamento Champions. Nel frattempo, noi spettatori speriamo di assistere ad uno spettacolo come quello regalatoci dalla gara d’andata e, in generale, dagli ultimi tre confronti, tutti caratterizzati da gol e colpi di scena.

 

Amedeo Polichetti

 

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