La ballata di Sant'Ilario
fonte immagine: ufficio stampa Homo Scrivens

Il ritorno in libreria di Giancarlo Vitagliano: La ballata di Sant’Ilario è un noir che intreccia passato e presente, memoria attiva, amore, gossip e tante verità.

La ballata di Sant’Ilario – recensione

Il criminologo Emilio Severi, detto Milo, sta tornando a Napoli da una vacanza, quando la sua auto subisce un danno ed è costretto a fermarsi in un piccolo paese della riviera adriatica, Porto Sant’Ilario. La riparazione si prolunga per un’alluvione che colpisce la zona e Milo trova ospitalità presso l’anziano Casimiro, che conoscendolo di fama, gli racconta la storia di un ragazzo sparito nel nulla venti anni prima e gli chiede se può interessarsene. Spostandosi con delicatezza fra le strade e i segreti di una piccola comunità, ancora una volta il suo cuore lo porterà dove non avrebbe mai voluto spingersi, tra le pieghe più oscure dell’animo umano.

La ballata di Sant'Ilario (Homo Scrivens, 2026) è l'ultimo romanzo di Giancarlo Vitagliano, ed è il ritorno di Milo su una scena del crimine.
Un incidente costringe Emilio Severi - Milo - a fermarsi qualche giorno in questo paesino della riviera adriatica; qui conosce Casimiro, un anziano che vive solo e che affitta una stanza della sua villetta. Casimiro è alla ricerca della verità su un ragazzo sparito nel nulla 20 anni prima. Riconosce Milo, sa qual è il suo lavoro, gli chiede perciò aiuto, e da qui partirà la ricerca del ragazzo scomparso.

Sono passati 20 anni da quando Renzo è sparito, e nessuno ha mai saputo che fine avesse fatto. Il paese è piccolo, le voci corrono: Renzo era un gigolò di mestiere, probabilmente sarà scappato con una delle sue facoltose clienti. Ma Casimiro non crede a questa versione, sa che è successo qualcosa al suo amico, che viveva con lui nella sua casa come inquilino della stanza che adesso ospita Milo.

Milo indaga, perché non sa dire di no a un uomo anziano e solo. I giorni da trascorrere a Porto Sant'Ilario aumentano: c'è stata un'alluvione, le strade sono bloccate, i pezzi di ricambio per l'auto non riescono ad arrivare.
Milo gira per il paese, fa amicizia, chiacchiera, incontra Sofia - l'esatto opposto della donna del mistero, una donna allegra, con un segreto - non segreto.

Iniziano le domande su Renzo: chi era, cosa faceva, aveva litigato con qualcuno? In paese tutte e tutti sapevano cosa facesse per mantenersi, e non c'era giudizio. Renzo era simpatico, educato, gentile, di compagnia, un galantuomo. Ed era bello. Bellissimo.
Renzo è fuggito? Ha lasciato troppi effetti personali, troppi soldi, nella camera in casa di Casimiro. Milo sente che c'è qualcosa che non va. Il suo sesto senso da criminologo gli dice che a Renzo è successo qualcosa. O forse si è solo immedesimato troppo nell'ansia di Casimiro.
Intanto indaga, chiede, osserva, analizza, mette insieme i punti. Trova un braccialetto blu con sopra incisa una iniziale - di un nome?! Capisce a chi appartiene quell'iniziale: a Sofia. Sofia, la figlia del meccanico, con cui Milo intanto ha iniziato una storia.

Scopre la verità di Sofia, viene a conoscere una parte di vita di Renzo.

Milo continua a fare domande in giro, si fa raccontare la loro versione dei fatti dagli abitanti del paese.
Arriva finalmente all'epifania che gli farà risolvere il mistero; ed è in questo momento che Milo capisce che non tutto ha bisogno di una pena, spesso è la vita stessa a essere "fine pena mai".

Giancarlo Vitagliano ci accompagna in un viaggio che attraversa la memoria collettiva di una intera comunità, dove i segreti sono stati svelati prima che potessero diventare pesanti, in un intreccio di storie, di verità taciute per vergogna, di consapevolezze spaventose, un percorso umano pieno di dubbi. Il passato non ci lascia mai in pace, bisogna farne i conti prima o poi.
Milo lo sa. Lo sa il paese di Sant'Ilario. Lo sanno gli amici e le amiche di Napoli, che hanno aiutato il criminologo Emilio Severi a svelare la verità. Una verità difficile per chi non ha fatto pace con sé stesso.

La ballata di Sant'Ilario è un romanzo che svela a poco a poco un rebus: ci sono tutti gli indizi per arrivare al finale, basta solo metterli in fila.


Valentina Cimino







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