“Pompeii commitment”: la modernità che rinnova l’antichità
Fonte: https://www.madeinpompei.it/2019/11/30/riapre-via-del-vesuvio-ecco-le-nuove-meraviglie-da-visitare-a-pompei/

Pompei, uno dei siti archeologici più importanti al mondo, finalmente si rinnova. Attraverso una congiunzione di materia e pensiero interpretativo, il sito aggiunge agli scavi archeologici un supporto che mira a far luce, in contemporanea, sulla produzione di artisti, critici, curatori, scrittori e attivisti contemporanei da tutto il mondo. Il nuovo progetto prende il nome di “Pompeii commitment. Materie archeologiche/Archaeological Matters ” e nasce sotto la direzione scientifica di Massimo Osanna (attuale direttore generale dei musei per il Mibact e in vista dell’interim alla guida del Parco archeologico di Pompei ) e a cura di Andrea Viliani (responsabile e curatore del Crri-Centro di Ricerca del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea e già direttore a Napoli del Museo Madre) con la partecipazione di Stella Bottai e Laura Mariano.

Cosa sarebbe la materia senza un pensiero critico che ne riconosca il valore storico e la traghetti dall’oblio del tempo passato nella luce del tempo presente? Un simile pensiero soggiace all’idea del progetto “Pompeii committment”.  «La materia archeologica è in primo luogo la disciplina stessa dell’archeologia, ovvero lo studio del passato attraverso lo scavo, l’analisi e l’interpretazione dei reperti in relazione al loro contesto di rinvenimento.​ – dichiara Massimo Osanna – Un’indagine che l’archeologo affronta necessariamente agendo nel presente secondo un processo aperto anche all’intuizione, alla formulazione di ipotesi, all’invenzione e avvalendosi di una visione olistica e di un approccio pluridisciplinare per ricomporre dalla frammentarietà un’unità possibile. Ma materia archeologica sono anche gli innumerevoli reperti con cui l’archeologo si confronta, nel loro stato attuale, quali architetture, sculture, mosaici, affreschi, oggetti d’uso comune, o i resti organici e inorganici, tutti loro, e a loro modo, specie viventi che recano innumerevoli tracce di accadimenti e di conoscenze pregresse e che condividono con noi il mondo in cui viviamo. Questo rende non solo la “materia archeologica” una disciplina potenzialmente contemporanea, il cui orizzonte è rivolto al futuro più che al passato, ma anche un insieme di energie che oltrepassa le supposte differenze fra tempo storico e trasformazione ambientale, distruzione e ricostruzione, vita e morte».

“Pompeii committment” traccia, dunque, un nuovo percorso che conduce, infine, ad una mirabile convivenza di antichità e modernità nello storico sito archeologico. Andrea Viliani  sostiene, infatti: «Pompeii Commitment. Materie Archeologiche / Archaeological Matters ricongiunge archeologia e contemporaneità , ovvero i reperti archeologici nel loro stato di conservazione e comprensione sempre mutevole e le manifestazioni culturali contemporanee nella loro molteplice e contraddittoria creazione di conoscenze e immaginari che ancora non esistono. Il progetto connette le testimonianze di catastrofi già avvenute con scenari di rischio e ricreazione contemporanei, producendo un patrimonio esperibile non solo quale “eredità” del passato ma anche come esempio di “rigenerazione” e “potenzialità”».

Il primo passo, “Pompeii commitment” lo compirà nell’autunno del 2020 mediante la creazione di un portale web destinato ad accogliere documenti, progetti di ricerca, saggi testuali e visivi, podcast audio e video che alla fine saranno parte integrante di una pubblicazione scientifica. Il portale sarà manutenuto e aggiornato quindi come un centro di ricerca diffuso, mobile e plurale, in cui attivare un confronto diretto anche con i vari professionisti del Parco Archeologico (archeologi, storici, antropologi, archeozoologi, archeobotanici e agronomi, geologi, chimici, architetti, restauratori, informatici). 

Il secondo passo del progetto “Pompeii commitment”, invece è programmato per il 2021 ed è ispirato agli obiettivi di promozione dell’arte contemporanea italiana da parte del progetto Italian Council promosso dal MiBACT- Ministero per i Beni e le Attività Culturali e il Turismo. L’intento è quello di dar vita ad una collezione di arte contemporanea per il Parco Archeologico di Pompei, che si configurerà come un insieme di manufatti, esperienze, proposte, metodi e riflessioni sui molteplici significati della “materia archeologica” pompeiana. Il tutto accompagnato da un programma di  seminari e conferenze. Opere, documenti e esperienze saranno acquisiti al patrimonio dello Stato italiano, in consegna al Parco Archeologico di Pompei, come collezione in-progress. Esposte e discusse in anteprima a Pompei, le opere prodotte saranno successivamente presentate anche in altre sedi istituzionali (prima fra tutte il Castello di Rivoli nel 2021) e in esposizioni temporanee o periodiche.

Nello stesso arco di tempo del “Pompeii commitment” (autunno 2020-2021) saranno presentati inoltre tre progetti editoriali e di ricerca quali: la pubblicazione web connessa all’opera Indagare il sottosuolo. Atlante delle storie omesse / Digging Up. Atlas of the Blank Histories (2019) di Lara Favaretto; l’opera The School of Pompeii (2019) di Elena Mazzi; l’opera Black Med-POMPEI (2020) di Invernomuto; il volume monografico Gianni Pettena: 1966-2021, co-prodotto dal Parco Archeologico di Pompei.

Insomma, Pompei non è mai morta.

Alessio Arvonio

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