Aprire la porta del clima
Fonte: luckyline.com

C’è una chiave per ogni porta, si suol dire. In alcuni casi, tuttavia, la porta è già aperta e non attende che di essere varcata. Le grandi battaglie del nostro tempo, ad esempio, riconducono tutte alla stessa soglia inesplorata: quella della lotta per il clima. E l’attesa può diventare snervante; o semplicemente, non permettere più alcuna attesa.

Se volete instaurare il comunismo, smantellare il regime capitalista dell’avidità e del profitto immorale, se volete realizzare la piena uguaglianza fra tutti gli esseri umani vi consiglio di fare presto, perché fra un secolo potrebbe essere in atto un genocidio, una guerra fratricida per l’ultimo tubero da addentare, l’ultima radice da germogliare. E non saranno certo le masse operaie a prevalere, con i loro miseri mezzi di sostentamento. Non ci sarà alcuna dittatura del proletariato a cui aspirare, perché i proletari saranno già tutti morti di fame e sete da un pezzo. Persino i gelidi campi della Siberia diventeranno di un tepore troppo ameno per rieducarvi i padroni ed i borghesi.

Se volete battervi per propugnare il femminismo, per reclamare ad alta voce quei diritti che vi spettano in quanto esseri umani, se volete garantire a ognuno le stesse opportunità a prescindere dal sesso o dall’orientamento sessuale, dalla sua natura biologica o dalla vita che desidera condurre vi consiglio di fare presto, perché fra un secolo potrebbe non esserci più alcun essere umano da difendere. E per quei pochi, fortunati sopravvissuti l’esistenza non sarà più una questione di scelte o possibilità, ma l’arida imposizione della sussistenza avrà la meglio su ogni anelito di libertà.

Se volete una società inclusiva ed accogliente, che tratti migranti e rifugiati allo stesso modo di qualunque altro cittadino e non li respinga brutalmente nello sdegno, se volete che coloro che raggiungono le nostre terre possano trovare quella speranza perduta fra le mura domestiche vi consiglio di fare presto, perché fra un secolo sarete voi quelli costretti a scappare di casa, quelli senza più un tetto sulla testa né una prospettiva. I vostri giardini in fiore saranno cimiteri di sabbia, i mari a cui dedicate ogni poesia inghiottiranno strade e ponti sommergendo voi e i vostri fratelli accorsi in cerca di aiuto.

Se volete tutelare gli animali mettendo fine a ogni crudele sfruttamento e violenza ingiustificata, se volete fermare la caccia, gli allevamenti intensivi, la pesca a strascico, la sperimentazione e ogni altra attività che reca sofferenza ai vostri amici a due, quattro o sei zampe vi consiglio di fare presto, perché fra un secolo la biodiversità sarà irrimediabilmente compromessa dalla sesta estinzione di massa, considerando che le specie viventi stanno scomparendo dalla faccia del pianeta a un ritmo mille volte più veloce del normale.

Se volete realizzare ogni utopia e continuare a credere nel futuro che oggi non riuscite neppure a immaginare vi consiglio invece di lottare per l’ambiente, perché fra un secolo, quando le temperature medie globali saranno di 4°C superiori a quelle attuali, nessuna delle nobili battaglie che adesso combattete potrà essere portata avanti. Il movimento per il clima possiede già al suo interno la chiave che apre ogni altra porta. Lottare per il clima significa lottare per un’equa distribuzione della ricchezza, l’abolizione di ogni forma di discriminazione, l’abbattimento delle frontiere, la salvaguardia di ogni essere vivente. Ignorarlo o fingere di non comprenderlo non farà di voi degli eroi che non scendono a compromessi, ma degli stolti incapaci di vedere al di là del proprio ego. E senza un pianeta abitabile diventerà del tutto inutile parlare di comunismo, femminismo, accoglienza per i rifugiati, animalismo. La scelta è vostra: volete entrare o volete solo continuare a bussare?

Emanuele Tanzilli

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