2021, cosa accadrà
Fonte: ABC7 News

L’anno ormai alle spalle è stato segnato da un avvenimento tragico, una pandemia che ha piegato economie e società di tutto il mondo. Alla crisi ecologica e all’aumento delle diseguaglianze già in corso si sono aggiunti gli effetti della COVID-19. Il 2021 rappresenta dunque l’anno della speranza e del cambiamento (forse): cosa accadrà? Dall’insediamento di Biden, ancora osteggiato dallo sconfitto Trump, alla distribuzione del tanto atteso vaccino fino ad arrivare alla COP26 di Glasgow sul clima, saranno tanti gli eventi geopolitici che caratterizzeranno il nuovo anno in un mondo per certi versi profondamente cambiato, ma allo stesso tempo vittima degli stessi vizi del passato a cui inevitabilmente si dovrà trovare soluzione.

Verso l’immunità di gregge

Mentre la COVID-19 si spandeva velocemente nel continente europeo, mietendo vittime e costringendo i governi a imporre lockdown su interi territori nazionali, il primo ministro britannico, Boris Johnson, annunciava di non voler adottare alcuna misura di contrasto al virus. L’obiettivo era quello di raggiungere spontaneamente l’immunità di gregge, facendo ammalare il 60% della popolazione del Regno Unito. Il costo in termini di vite umane sarebbe stato altissimo e Johnson in una dichiarazione shock lo ammise candidamente: “Moriranno molti nostri cari”. Il direttore dell’organizzazione mondiale della sanità Ghebreyesus definì questa decisione una scelta immorale e mai usata nella storia della salute pubblica come strategia per rispondere a una pandemia. Di fatti, solo il superamento di una certa soglia di vaccinazione consentirebbe di raggiungere una vera immunità di gregge, come accadrà nella migliore delle ipotesi entro la prima metà del 2021 con l’inizio della campagna di distribuzione dei vaccini e la velocizzazione della scienza in questo ultimo anno. Probabilmente ci vorrà tempo, ma saranno i primi passi verso un ritorno alla normalità.

Eppure, la vaccinazione non funzionerà in tutto il mondo allo stesso modo. I problemi maggiori di accesso ai vaccini si verificheranno in Africa, a causa dei sistemi sanitari deboli, la mancanza di finanziamenti e di una infrastruttura capace di sostenere la catena di approvvigionamento. Cosa accadrà nel continente africano dipenderà dall’impegno della leadership mondiale, già riunita nell’“acceleratore di accesso agli strumenti anti-COVID-19” dell’OMS, che comprende il COVAX, “COVID-19 Global Vaccine Access Facility”, una collaborazione globale per favorire lo sviluppo rapido del vaccino e una sua equa distribuzione in tutti i Paesi del mondo. Vaccinare almeno il 60% della popolazione africana significa avere a disposizione 1,5 miliardi di dosi con un costo stimato fra gli 8 e i 16 miliardi, a cui vanno aggiunti i costi di distribuzione. 

2021, cosa accadrà
Fonte: un.org

La crisi ecologica e sociale: sarà il 2021 l’anno decisivo?

Il degrado ambientale e l’aumento delle diseguaglianze preoccupavano il mondo ben prima del 2020. Fato ha voluto che la pandemia esacerbasse in maniera decisiva le disparità già presenti, come ha dimostrato la ricchezza accumulata da Jeff Bezos durante la quarantena. Pochi sempre più ricchi e tanti sempre più poveri. Questo lo scenario impetuoso della pandemia: secondo la Caritas, in Italia fra maggio e settembre di quest’anno l’incidenza dei nuovi poveri è passata dal 31% al 45% rispetto allo stesso periodo nel 2019 con circa 450 mila persone assistite, soprattutto fra le categorie più svantaggiate come le famiglie con minori, giovani e donne. Forse allo scoccare del 2021 non basteranno le lenticchie a portare prosperità, ma ci sarà bisogno di incidere sulle cause strutturali della povertà e delle diseguaglianze con misure capaci di affrontare questa nuova fase. L’emergenza sanitaria ha costretto a rivalutare l’intervento pubblico sull’economia, in contrasto con la norma neoliberale, rimettendo al centro valori fondamentali come la solidarietà e la giustizia economica, come afferma il Collettivo per l’Economia Fondamentale. Rimane tuttavia il rischio che la crisi economica e la disoccupazione possano condurre a nuova era conservatrice, chiudendo la possibilità di nuovi spazi politico-economici, com’era avvenuto nel 2008. 

A causa del distanziamento sociale, lo svolgimento delle attività scolastiche e lavorative si è trasferito sulle piattaforme digitali. Le relazioni sociali sempre più virtuali hanno subito mutamenti di cui non possono essere misurati gli effetti nell’immediato. Come ne usciremo? Potrebbe il periodo d’uscita dalla pandemia segnare un momento di cambiamento? Cosa accadrà sul fronte sociale e ambientale?

L’apparizione di un nuovo virus ha reso ancor più evidente la fragilità degli ecosistemi terrestri, dimostrando come la quasi cessazione delle attività industriali nei mesi di lockdown abbia immediatamente influito su un miglioramento della qualità dell’aria. Cosa accadrà nel 2021 in materia di ambiente sarà deciso dalla COP26, la Conferenza sul Cambiamento Climatico dell’ONU, che si terrà a Glasgow a novembre con la partnership italiana. Questo vertice era previsto per quest’anno e rinviato a causa della COVID-19, ma non si può più aspettare: le emissioni di gas a effetto serra devono ridursi fino ad azzerarsi per mantenere la temperatura media globale al di sotto dei 2°C rispetto ai livelli preindustriali.

2021, cosa accadrà
Fonte: Ecowatch

L’insediamento di Biden alla Casa Bianca 

Il 20 gennaio 2021 Joe Biden, nuovo presidente eletto degli Stati Uniti, si insedierà alla Casa Bianca con una cerimonia a cui dovrebbe partecipare anche il presidente uscente Donald Trump, che ha annunciato un comizio nello stesso giorno in Florida per aprire la corsa presidenziale del 2024. Intenzionato a oscurare l’evento ufficiale rispettoso delle norme anti-COVID e a marcare la differenza con il rivale democratico, Trump si presenterà in pubblico, dopo giorni di urla ai brogli e tweet infervorati. 

Gli USA escono da un anno intenso, segnato drammaticamente dai 330.000 morti di COVID-19 e in generale da un’emergenza sanitaria di fatto negata dal tycoon e dai suoi, ma anche da scontri razziali, culturali e sociali violenti. All’interno del Paese, la vittoria di Biden ha risposto all’esigenza degli americani di tornare a una parvenza di normalità con la più ampia partecipazione della storia, nonostante i movimenti pro-Trump e la grande fascia di repubblicani per nulla stufi del suo estremismo. Fuori dai confini nazionali, la disfatta di Trump potrebbe avere dei risvolti simbolici, sgonfiando parzialmente la destra reazionaria mondiale, tronfia dei successi dell’ex presidente americano e contornata da strani movimenti complottisti. Inoltre, come riporta Jacobin, la presidenza Trump è stata contraddistinta in politica estera da tristi avvenimenti, non meno pesanti dei precedenti interventi voluti dai democratici. Con un numero di bombardamenti da record in Afganistan, l’uscita dall’OMS e dall’UNESCO, il ritiro degli accordi con l’Iran, il riconoscimento di Gerusalemme come capitale d’Israele, il sostegno ai golpe venezuelani e boliviani, la guerra commerciale con la Cina e l’uscita dall’Accordo di Parigi, Trump ha di certo indebolito le alleanze internazionali. Proprio per questo la Cina, che è riuscita in questo contesto a rinforzare la propria posizione nel mondo, guarda alla vittoria di Biden con un certa cautela. Perlomeno, la decisione del presidente entrante di ritornare nell’Accordo di Parigi sul clima aprirà nuove scenari di cooperazione, non solo fra i due giganti. 

Neanche Paolo Fox riuscirà a dirci cosa accadrà con precisione nel 2021, ma a grandi linee si prospetta un anno estremamente intenso, in cui ci sarà da fare i conti con gli effetti di una pandemia, del cambiamento climatico e di una crisi economica globale. Non ci resta davvero che brindare a un nuovo anno e salutare per sempre un 2020 da dimenticare. 

Rebecca Graziosi

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui