2017

Il 2017, calcisticamente parlando, è stato un anno del tutto particolare. Un anno di sorprese, di addii, di eventi storici, di record e di innovazioni. Adesso che stiamo per lasciarcelo alle spalle è giunto il momento di ripercorrere tutti i momenti più significativi che hanno caratterizzato l’intero anno solare calcistico. Con l’augurio che il 2018 sia ancora migliore.

  • L’abdicazione di Berlusca

L’anno che ci apprestiamo a salutare verrà innanzitutto ricordato per lo storico addio di Berlusconi al Milan. Il 13 aprile 2017 Silvio Berlusconi, con una lettera diretta ai tifosi, lascia la carica di presidente del Milan che aveva rivestito per trent’anni. Il Milan è stato venduto: beneficiario è il gruppo Rossoneri Sport Investment Lux guidato dal cinese Liu Yonghong, a cui Fininvest cede il 99,9 % della società, nell’ambito di un’operazione dal costo complessivo di circa 740 milioni di euro. Un evento storico che, sebbene accolto con qualche perplessità legata alla sua effettiva messa in atto, giunge dopo anni di vittorie, di record e di traguardi raggiunti dal club rossonero, che lo hanno reso una delle squadre più titolate in Italia e in Europa. Adesso spetta ai “nuovi proprietari” l’arduo compito di riportare il Milan in alto. Ma i risultati, sinora, sembrano abbastanza deludenti.

2017

  • L’impresa del Crotone

Se c’è un evento al quale può essere attribuito l’aggettivo “epico” questo è da individuarsi nella straordinaria salvezza raggiunta dal Crotone al termine della stagione 2016/2017. Un vero e proprio miracolo sportivo quello compiuto dalla squadra allenata da Davide Nicola, riuscita nell’impresa di recuperare 8 punti nel corso di nove giornate alla quartultima in classifica, l’Empoli di Martusciello, inguaiato all’ultima giornata dalla sconfitta sul campo del già retrocesso Palermo per 2-1 e dalla contemporanea vittoria interna dei calabresi per 3-1 sulla Lazio. Il successo sui biancocelesti del 28 maggio 2017 arriva al culmine di una cavalcata pazzesca che ha consentito agli uomini di Nicola di ottenere ben 20 punti nelle ultime 9 partite di campionato, più della metà di quanto accumulato fino a quel momento. Una storia bellissima, di un allenatore umile alla guida di un gruppo di giovani, che tra mille difficoltà è riuscito a centrare l’insperato traguardo della permanenza nella massima serie e che, per celebrare il risultato, ha pensato bene di recarsi, come promesso, da Crotone a Torino (sua città natale) in bicicletta.

2017

  • L’Atalanta in formato europeo

Tra i migliori ricordi del 2017 va annoverato sicuramente lo straordinario quarto posto dell’Atalanta di Gasperini nella serie A 2016/2017, valso la qualificazione ai gironi di Europa League. La DEA, oltre ad essere stata capace di lasciarsi dietro squadre del calibro di Inter, Milan e Lazio, dotate sicuramente di maggiore esperienza in campo internazionale, si è dimostrata un grande vivaio di giovani talenti, da Gagliardini a Conti, da Kessié a Caldara, allenati alla perfezione da un tecnico altrettanto sorprendente che con i suoi meccanismi di gioco è riuscito ad esaltare i suoi uomini nel migliore dei modi. La storia dell’Atalanta 2016/2017 è stata la dimostrazione che anche con investimenti a basso costo e coltivando i talenti dei propri vivai si può arrivare lontano. Un esempio che molti altri club dovrebbero seguire, piuttosto che affidarsi alla proprietà cinese di turno.

2017

  • Juventus forza 6

Il 21 maggio 2017 la Juventus conquista il suo sesto scudetto consecutivo, un’impresa mai riuscita a nessuno in Italia. Il nuovo record bianconero è un merito che va diviso a metà tra i due tecnici che si sono succeduti nel corso dei magici sei anni, Antonio Conte e Massimiliano Allegri. Il primo ha posto le basi, ha rigenerato una squadra dal nulla, trasformandola in un’armata senza rivali in Italia. Il secondo ha continuato il lavoro iniziato dal suo predecessore, ma migliorandolo ulteriormente, in particolare riuscendo a conferire alla nuova Juventus quella caratura internazionale che non aveva ancora (ri)acquisito durante gli anni del risorgimento. Sono stati anni difficili, culminati con la sanzione della “retrocessione” in Serie B. Oggi, quasi sette anni dopo, la Juventus è tornata più forte di prima. E togliergli questo record sarà più difficile che mai.

2017

  • Il ritiro dell’ultimo 10

Con l’addio di colleghi come Baggio, Del Piero e Signori era rimasto l’ultimo numero 10 per antonomasia nel nostro campionato. Quel fantasista goleador, leader, dotato di una immensa classe, capace di muoversi alla perfezione tra le linee e di mettere i compagni in condizioni di far gol. Francesco Totti ha lasciato il calcio il 28 maggio 2017, al termine dell’ultima partita interna contro il Genoa, conclusasi con un 3-2 che ha permesso alla Roma la conquista del secondo posto in classifica e la qualificazione diretta all’attuale edizione della Champions League. Nonostante la vittoria finale, lo stadio è un covo di lacrime e di facce tristi, tra queste c’è anche quella del Capitano. Una vita legata ad una maglia, ad una città, a persone che hanno fatto della sua figura una leggenda, qualcosa da raccontare ai propri figli e da tramandare alle generazioni. Sarebbe inutile stare qui ad esaltare le magnifiche doti calcistiche del Pupone. Possiamo solo dire che il 2017 è stato l’anno del suo ritiro, e noi siamo felici di averlo visto giocare. Un po’ meno di aver assistito al suo addio al calcio.

2017

  • Il debutto del VAR

Sarà il tempo a dirci se sarà stato un bene o un male per il calcio italiano, ma quello che è sicuro è che l’anno 2017 sarà ricordato per il debutto del Video Assistant Referee (VAR), il meccanismo tecnologico di supporto alle decisioni arbitrali. Inaugurata in occasione di Juventus-Cagliari del 19 agosto 2017, primo match della Serie A 2017/2018, la nuova forma di tecnologia in campo è tuttora motivo di contrasti e di divisioni tra suoi strenui sostenitori e suoi fermi oppositori. Nonostante i meccanismi da limare siano ancora molti, pare che anche le altre federazioni calcistiche europee sembrino intenzionate ad introdurla nei rispettivi campionati. E non è da escludere un suo impiego ai Mondiali 2018 in Russia. Nel frattempo, tra gol annullati, esultanze stroncate, partite interrotte e decisioni riviste, il VAR sta rivoluzionando il normale flusso del nostro calcio.

2017

  • La storica promozione del Benevento e il gol di Brignoli

Nonostante la terribile situazione in classifica, il 2017 può comunque considerarsi un anno positivo per i tifosi del modestissimo Benevento, giunto in serie A senza particolari pretese. Due sono le date da ricordare: 7 giugno e 3 dicembre 2017.

La prima coincide con la storica promozione in Serie A, arrivata all’esito della vittoria interna per 1-0 sul Carpi nella finale play-off Serie B. La promozione nella massima serie è stato un traguardo inaspettato che ha risvegliato l’entusiasmo e la gioia di un’intera popolazione.

2017

La seconda data è da ricordare per un altro motivo. È il giorno in cui il Benevento conquista il primo punto in serie A, ma lo fa in maniera del tutto particolare: con un gol del suo portiere all’ultimo minuto. La partita tra Benevento e Milan si avvia verso la conclusione, con i rossoneri in vantaggio per 2-1 e che devono fare nient’altro che respingere un ultimo calcio di punizione concesso ai campani. Alberto Brignoli, classe 1991, secondo portiere dei sanniti, stacca di testa su tutti i difensori avversari e sigla il gol del definitivo 2-2 al minuto ’95. Un episodio di una bellezza indescrivibile, che casualmente ha coinciso con il primo (e finora unico) punto conquistato dal Benevento in campionato dopo 14 sconfitte consecutive.

Una rete segnata da un estremo difensore è un evento più unico che raro, qualcosa che si ripete con una periodicità di 15-20 anni e che quando succede genera entusiasmo e sorpresa. Questo il motivo per cui a ricordare quest’episodio saremo tutti noi amanti del calcio, compresi i tifosi del Milan, beffati all’ultimo secondo da un gol del portiere della squadra avversaria, ultima in classifica con 0 punti dopo 14 giornate.

2017

  • Hamsik nella storia

Il 23 dicembre 2017, nel corso della gara interna contro la Sampdoria conclusasi 3-2, Marek Hamsik ha messo a segno la sua 116esima rete con la maglia del Napoli diventando il miglior marcatore nella storia del club partenopeo, superando il record detenuto dal mitico Diego Armando Maradona. 116 gol (divenuti 117 dopo la rete contro il Crotone del 29 dicembre) messi a segno in 10 anni di Napoli, nel corso dei quali è arrivato a conquistarsi la fascia di capitano e l’affetto di un’intera città. I suoi ritmi attuali potrebbero non essere più quelli di qualche stagione fa, ma lui continua ad essere una pedina insostituibile nell’11 di Sarri, che non ha la minima intenzione di rinunciare alle fiammate improvvise del suo capitano che, a questo punto, spera di poter coronare il raggiungimento di questo importante traguardo con la vittoria del tanto desiderato scudetto a fine stagione.

2017

 

Amedeo Polichetti

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