Grande Fratello: una moda in declino

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Grande Fratello

In una televisione dove molto spesso il bigottismo la fa da padrone, dove una fiction che vuole raccontare una storia diversa dal solito o comunque fuori dagli schemi classici, difficilmente riesce ad affermarsi e se lo fa, lo fa con fatica, in una televisione come questa, continua a trovare spazio un fenomeno che seppure in via d’estinzione, continua a tenere banco.

Stiamo parlando ovviamente del Grande Fratello.

Sebbene le prime due puntate non abbiano ottenuto i risultati sperati, Alessia Marcuzzi e il suoi team non si arrende. Sí perché il Grande Fratello é un fenomeno quasi paradossale, più se ne parla e aggiungerei, male, e più si fortifica. É come se il Grande Fratello si nutrisse delle critiche, degli insulti che vi ruotano attorno.

Il Grande Fratello é forse l’unico caso al mondo di programma che portando a casa degli ascolti alquanto deludenti, continua a macinare edizioni su edizioni, senza voler dare l’impressione di arrestare la sua corsa folle verso l’oscenità, costringendo persino i meno perbenisti e bigotti a gridare al trash e alla vergogna.

Come non farlo del resto? Il Grande Fratello si vanta spesso, anzi quasi sempre, di essere un programma all’avanguardia, un programma capace di affrontare determinati temi come l’omosessualità, la disabilità e altre cose indubbiamente nobili, prima degli altri e di farlo per un fine altissimo. In realtà l’unico fine che il Grande Fratello ha é quello di fare ascolti, non curanti del fatto che così facendo non si fa altro che rimarcare un’anormalità presunta di determinate persone, utilizzate solo a scopo di lucro, che in questo caso non sono altro che dei numeri percentuali.

Paradossalmente la strumentalizzazione dell’uomo arriva a livelli tali da distruggerlo, annientarlo, farlo diventare un fantoccio nelle mani di altri fantocci sono un po’ più potenti di lui, facendo emergere solo il lato brutto della nostra società. Ebbene se i risultati lasciano così a desiderare, se il pubblico, sebbene in lieve aumento con però comunque alle spalle una sconfitta, continua a non premiare questo modo di fare televisione, la domanda é una sola. Perché? Perché ostinarsi a portare in scena non quello che siamo, ma quello che, secondo una logica malsana, dovremmo essere per piacere?

Il Grande Fratello di quest’anno é impantanato su se stesso, imprigionato nelle sabbie mobili del trash e nemmeno le lacrime, vere o presunte, della conduttrice lo smuovono da questo suo stato di catarsi. La rete le sta provando davvero tutte, personaggi sui generis all’interno della casa, promo a tinte gialle come se il Grande Fratello fosse una fiction dove da un momento all’altro uno dei protagonisti può morire. I risultati ovviamente sono deludenti. Nessuno vuole ammettere che il Grande Fratello era una moda dei primi anni duemila e che come tutte le mode ora sta stancando, sta diventando qualcosa di vecchio seguito solo per inerzia da chi si fa sopraffare dalla curiosità o semplicemente perché vale sempre la regola: per criticare bisogna vedere.

In realtà quello che più spaventa é il messaggio che il Grande Fratello lancia all’esterno. Se questo é il modello che i nostri figli hanno davanti e con il quale crescono, due domande bisognerebbe iniziare a farsele. É vero, non é la televisione a dover educare, ma i genitori, su questo non ci sono dubbi. La televisione però influisce e arriva là dove mamma e papà peccano. Ci si gira intorno e il target medio dei telespettatori del Grande Fratello é quello di 13-20 anni. Una fascia d’eta estremamente vulnerabile, plasmabile e non certo a immagine e somiglianza dei propri genitori, ma dei miti giusti o sbagliati che siano.

E allora l’ultima domanda va a voi giovanissimi che attendete con ansia un programma come questo, che cosa ci trovate?

Tutti ascoltano solo coloro che lo criticano, ma nessuno ha mai chiesto a voi. É difficile credere che possiate dare delle spiegazioni talmente valide da azzerare il pensiero di chi questo programma vorrebbe non esistesse più da tempo, ma almeno diamo a voi il beneficio del dubbio.

C’é solo una cosa importante che tutti, anche chi lo ama, dovrebbe ricordare, il Grande Fratello non é e non deve diventare lo specchio di quel che siamo.

Va ricordato perché a volte sembra che ce lo si dimentichi.

Enrica Leone

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Mi chiamo Enrica Leone, sono nata a Lecco. Diplomata con maturità scientifica, ho intrapreso la carriera universitaria presso la facoltà di Giurisprudenza. Entusiasmo, iniziativa e dinamismo mi hanno da sempre spinto ad andare avanti nel lavoro così come nello studio. Adoro scrivere e questa passione mi ha portata ad intraprendere avventure di ogni genere per poter portare a casa interviste ed acquisire il giusto grado di esperienza, per rendere i miei articoli ancora più miei. Una passione che mi ha portata a pubblicare pochi mesi fa il mio primo romanzo: Basta avere coraggio, presso la casa editrice Arduino Sacco Editore. Non smetto mai di rincorrere i miei sogni ed il più delle volte questi diventano i miei obiettivi che cerco in tutti i modo di raggiungere. Alla scrittura, da poco tempo ho affiancato il lavoro di organizzatrice di eventi di beneficenza ed assistenza alla comunicazione. Mi piace il contatto con il pubblico. A detta di chi collabora con me, sono una persona estremamente precisa, metodica e puntuale. Attenta affinchè il compito affidatomi possa venir portato a termine nel miglior modo possibile e nel tempo necessario. Amo il cinema, la televisione (quella di qualità) e tutto ciò che ha a che fare con lo spettacolo ed è questo ciò di cui mi occupo.

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