Quando in una piacevole serata di maggio il Presidente del Genoa, Enrico Preziosi, direttamente dalla sua residenza ad Ibiza, decideva di portare a termine a tempo record l’affare legato a Krzysztof Piatek, su suggerimento del procuratore Gabriele Giuffrida, nessuno –  probabilmente nemmeno i diretti interessati – si aspettava che l’impatto del giovane polacco sul campionato italiano potesse essere così devastante. Né la storia dei calciatori polacchi in Italia dava ragione al Patron Rossoblù, noto per le sue abilità di talent scout: in effetti, tralasciando l’indimenticabile Boniek, di calciatori provenienti dalla Polonia che abbiano lasciato il segno nella nostra Serie A se ne ricordano ben pochi. Eppure, a distanza di soli quattro mesi da quella calda serata spagnola e sette giornate dopo l’inizio del corrente torneo, possiamo già dire con certezza che, tra tutti i giocatori polacchi che attualmente popolano il nostro campionato (ben 8), Piatek possiede tutte le carte in regola per poter ripercorrere le orme di Zibì: certo, non è da tutti riuscire a portare una squadra sul tetto d’Europa, così come fece Boniek con la Juventus, ma lo scoppiettante inizio di campionato del bomber genoano la dice lunga sulle potenzialità di quella che potrebbe essere, a tutti gli effetti, una nuova stella.

Lui, Krzysztof, il feeling con il gol ce lo ha sempre avuto e lo dimostrano i numeri raggiunti durante le scorse stagioni nella Serie A polacca, specie con la maglia del KS Cracovia, compagine con la quale ha collezionato 32 reti in 65 presenze spalmate su due anni, pressoché una rete ogni due gare. Proprio quel feeling con il gol gli è valso in patria l’appellativo del “nuovo Lewandowski”, oltre all’amore incondizionato di Preziosi, che s’invaghì del suo numero 9 dopo aver soltanto ammirato un video delle sue performance e che adesso lo coccola come fosse la scoperta dell’anno, facendo capire a tutti il motivo che lo spinse a concludere l’acquisto nel giro di una settimana versando appena 4,5 milioni di euro in favore del Cracovia. E pensare che il centravanti polacco era stato portato a Genova con il fine di interpretare lo scomodo ruolo di riserva di Gianluca Lapadula; ed invece, al di là di ogni aspettativa, le prime uscite stagionali di Piatek hanno fatto conoscere al Calcio italiano qualcosa di più di una semplice riserva, rendendo una plausibile spiegazione della ragione legata al suo appellativo.

Piatek

Certo, siamo ancora in attesa di una sua definitiva esplosione, ma per il momento se c’è una cosa che riesce benissimo a Krzysztof è esplodere colpi di pistola in seguito alle sue, ormai costanti, marcature: già 8 nelle prime 6 partite, considerando che il Genoa ha una partita in meno, alle quali vanno aggiunte le 4 rifilate al Lecce in Coppa Italia, a margine delle quali tutti parlavano del solito “calcio d’agosto” dal quale non bisogna farsi trarre in inganno. Numeri che gli hanno permesso di collezionare il più alto numero di record mai registrato nella storia della Serie A: primo calciatore del Genoa a mettere a segno un poker in una gara di Coppa Italia; primo esordiente a segnare 8 reti nelle prime sei partite di Serie A (eguagliando il primato di Karl Aage Hansen nella stagione 1949/50 con la maglia dell’Atalanta e battendo quello di Andrij Shevchenko); primo giocatore nella storia del Genoa capace di andare a segno in ciascuna delle prime 6 partite; primo calciatore nella corrente stagione a raggiungere la doppia cifra nei top 5 campionati europei. Pare che il prossimo obiettivo sia eguagliare il record di un altro attaccante che nella nostra Serie A ha lasciato il segno, un tale Gabriel Omar Batistuta, che nel corso della Serie A 1994/1995 riuscì nell’impresa di segnare per 11 volte di fila nelle prime 11 giornate.

Ebbene, se la nuova promessa dovesse raggiungere quest’ulteriore record, di certo non ci stupiremmo. Invero, “il pistolero” (così ribattezzato a causa della sua celebre, ed ormai virale, esultanza) ha sinora impressionato non solo per il numero di marcature, ma anche per le caratteristiche tecniche. La sua buona fisicità gli consente, da un lato, di farsi spazio e di andare facilmente al tiro, dall’altro, di aiutare la squadra ad avanzare in fase offensiva, grazie alla sua abilità nel mantenere la palla. Inoltre, anche se nessuno dei correnti 8 gol in campionato è arrivato grazie ad un colpo di testa, Piatek ha mostrato una certa abilità nel gioco aereo, apprezzabile specialmente nel corso della gara di fine agosto contro il Lecce, una qualità che gli consente di sovrastare i difensori avversari dando nel contempo forza e direzione al pallone. Infine, il polacco si distingue per essere dotato di una buona tecnica, dando prova di ciò in occasione delle reti messe a segno contro Bologna e Chievo, quando ha dimostrato di essere in grado di indirizzare i propri tiri all’angolo della porta con una certa precisione.

Piatek

Insomma, Piatek racchiude delle qualità importanti, non esattamente proprie del solito “fuoco di paglia” di inizio campionato. Ecco perché si vocifera che le big d’Europa, tra le quali la stessa Juventus, siano già alla finestra e abbiano già chiesto informazioni sul nuovo talento dell’Est Europa. In un campionato nel quale gli attesi bomber quali CR7, Icardi o Higuain stanno spesso sparando a salve, il pistolero Piatek sta dimostrando di essere un implacabile e spietato cecchino. E qualcosa ci suggerisce che Krzysztof abbia voglia di continuare a sparare.

 

fonte immagine in evidenza: GenovaToday

Amedeo Polichetti

 

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