Jurelma Graça, quando la musica diventa cura per l'anima
Fonte: EMIC Entertainment

Con un’identità artistica che unisce radici africane, spiritualità e formazione classica, la cantautrice e violoncellista Jurelma Graça si affaccia alla scena musicale con un debutto che colpisce per delicatezza e intensità. Il suo nuovo singolo “It is ok to be not okay”, prodotto da Nicola Bavaro e pubblicato dall’etichetta indipendente bolognese EMIC Entertainment, è molto più di una semplice canzone: è una dichiarazione di intenti, un manifesto emotivo e sonoro.

It is ok to be not okay” si muove tra urban contemporaneo, R&B atmosferico e accenti gospel, intrecciando arrangiamenti minimali ma curati nei dettagli, linee vocali intime e una lirica introspettiva. Dietro ogni suono si cela un processo di scavo personale, in cui la produzione musicale non serve a “mascherare”, ma a mettere a nudo. Le scelte armoniche, l’uso misurato dello spazio e del silenzio, l’imperfezione lasciata volutamente nella voce di Jurelma Graça: tutto contribuisce a creare un brano che parla direttamente all’ascoltatore, anche sul piano tecnico.

In questa intervista ai microfoni di Libero Pensiero, Jurelma Graça ci guida dentro il dietro le quinte del singolo, raccontandoci non solo il suo significato emotivo, ma anche le scelte artistiche, le tecniche di produzione e la visione che guida il suo progetto musicale.

La produzione del brano è ricca ma al tempo stesso essenziale. Jurelma, come hai lavorato con Nicola Bavaro sull’arrangiamento e quali elementi sonori erano per te imprescindibili?

«Ho avuto modo di conoscere Nicola tramite i social; da allora abbiamo mantenuto i contatti e intrapreso una collaborazione lavorativa, comunicando via chat ed e-mail. Devo ammettere che, a causa dei fusi orari differenti e della distanza, abbiamo riscontrato qualche difficoltà per quanto riguarda le tempistiche di lavorazione che, ovviamente, si sono complicate. Proprio per queste motivazioni, sono felice di come siamo riusciti a coordinare il lavoro e a portarlo a termine nel modo migliore possibile. A dire il vero, non avevo un elemento sonoro specifico di riferimento dal quale attingere, un suono “segreto” da raggiungere: volevo semplicemente che il tutto avvenisse in maniera naturale, che risultasse quanto più fedele a ciò che avevamo in mente.»

Jurelma Graça, oltreché cantautrice, è una violoncellista: il tuo background classico si riflette in qualche modo nella struttura o nella composizione del brano?

«Direi di no: per me il songwriting moderno e la musica classica restano due mondi distinti. Ho, quindi, seguito l’approccio e la struttura proposti da Nicola. Ammetto che è stata una sfida ardua trasmettere il messaggio che volevo comunicare, combinare tutti gli elementi a disposizione per creare un qualcosa di fluido e armonioso. Sono questi fattori ad aver reso divertente e stimolante il processo di lavorazione del brano, dalla sua concezione alla versione finale.»

Il titolo “It is ok to be not okay” è quasi terapeutico. Quanto è importante per te che la musica abbia anche una funzione di cura, e come si traduce questo nel lavoro in studio?

«La musica è uno strumento potentissimo per comunicare pensieri, idee ed emozioni. Tramite questa canzone, volevo trasmettere agli ascoltatori un messaggio forte e positivo: far capire loro che, talvolta, è opportuno accettare le nostre emozioni, seppur negative. Il motto di Jurelma Graça è: “è giusto concedersi una pausa prima di giudicarsi!”. Ho dovuto fare in modo che questo concetto che volevo esprimere si integrasse perfettamente con la musica e con la mia voce.»

Il brano presenta un mix di generi: R&B, gospel, urban. Jurelma, come hai gestito questo crossover in fase di produzione e scrittura?

«È stata una sfida, al tempo stesso, avvincente e stimolante. I miei valori personali, le mie convinzioni hanno guidato il mio modo di scrivere: ho scelto con premura le parole del testo, curato l’espressività in ogni minimo dettaglio. Il mio intento è quello di raggiungere un’ampia fetta di pubblico, senza fossilizzarmi su bacino di utenza e/o genere.»

Guardando avanti: stai costruendo una visione musicale coerente? Cosa possiamo aspettarci dai prossimi lavori di Jurelma Graça, anche dal punto di vista della ricerca sonora?

«Sono davvero carica per questo progetto, sviluppato insieme a Nicola ed EMIC Entertainment: sento molte sensazioni positive. Riconosco di aver ancora tanta strada da fare. Mi auguro che il brano raggiunga le persone giuste al momento giusto

Vincenzo Nicoletti



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