
C’è un guappo anche nel collezionismo. La sceneggiata napoletana lo mette in scena come colui che rompe l’equilibrio, costringe gli altri personaggi a ripensare il proprio ruolo e sposta il baricentro della storia. Il Malamente scelto dal MAC fest come filo conduttore di questa edizione richiama proprio quella presenza capace di disturbare le abitudini e aprire nuove possibilità di lettura. Anche il rapporto tra arte e impresa, oggi, sembra attraversato da questa tensione: non più semplice sostegno economico o conservazione delle opere, ma terreno di collaborazione, progettazione e responsabilità condivisa. In questo orizzonte, il tema arte e impresa collezionare il contemporaneo appare quanto mai centrale. L’appuntamento è martedì 4 agosto, ore 18:30 presso la Sala Conferenze del Complesso Monumentale di San Giovanni, Cava de’ Tirreni.
È questo il tema della tavola rotonda Arte e Impresa: Collezionare il Contemporaneo, in programma martedì 4 agosto alle 18:30 nella Sala Conferenze del Complesso Monumentale di San Giovanni a Cava de’ Tirreni, nell’ambito del MAC fest. L’incontro non mette a confronto posizioni contrapposte, ma due esperienze concrete di collaborazione tra artisti e realtà imprenditoriali: Mario Colonna e Carla Viparelli da un lato, Maria D’Amico e Paolo Bini dall’altro. Due percorsi differenti che mostrano come il collezionismo e il mecenatismo possano trasformarsi in strumenti di produzione culturale e non soltanto di conservazione o sostegno.
A guidare la discussione sarà Marianna Agliottone, studiosa e docente all’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria. Senza dubbio arte e impresa collezionare il contemporaneo rappresenta una delle questioni chiave del panorama artistico attuale.
Prima collaborazione: l’Art Hotel Gran Paradiso, Mario Colonna e Carla Viparelli
Mario Colonna, collezionista d’arte e proprietario dell’Art Hotel Gran Paradiso di Sorrento, ha trasformato la sua struttura ricettiva in una collezione abitabile: ogni ambiente dialoga con un artista diverso, e le opere fanno parte dell’esperienza quotidiana degli ospiti. Non si percorrono sale museali: si vive accanto ai lavori, li si incontra negli spazi comuni e nelle camere, condividendone la presenza nel tempo. Più che custodire l’arte, Colonna costruisce un contesto nel quale l’arte continua a produrre significato – un’idea di collezionismo che rinuncia alla teca per diventare esperienza vissuta.
Non sono quindi due interventi separati, ma le due prospettive di una stessa esperienza: quella di chi crea uno spazio per l’arte e di chi quello spazio lo abita attraverso la propria ricerca.
Carla Viparelli, artista e curatrice, partecipa alla tavola rotonda innanzitutto come artista presente nella collezione permanente dell’Art Hotel Gran Paradiso. La sua esperienza testimonia come la relazione tra artista e impresa possa svilupparsi nel tempo ben oltre la realizzazione di un’opera. È proprio da questa collaborazione che nasce anche l’esperienza dell’Italian Art Tour, progetto di residenze d’artista che amplia quel dialogo coinvolgendo nuovi territori e nuovi artisti.
L’Italian Art Tour, infatti, propone residenze durante le quali gli artisti lavorano a stretto contatto con i luoghi e con le comunità che li ospitano. Il risultato non è un’opera destinata a lasciare il territorio insieme al suo autore, ma un intervento permanente, pensato per quel contesto specifico e destinato a rimanervi. In effetti, arte e impresa collezionare il contemporaneo viene interpretato anche attraverso progetti come questo.
Seconda collaborazione: Maria D’Amico e Paolo Bini
Una prospettiva analoga emerge dall’esperienza di D&D Italia Spa, D’Amico Società, realtà imprenditoriale salernitana che da anni investe nella cultura attraverso iniziative, eventi e collaborazioni con artisti. A raccontarla sarà Maria D’Amico, marketing & sustainability manager dell’azienda: la sua presenza porta la prospettiva di chi, dall’interno, costruisce le condizioni affinché il sostegno economico diventi occasione di progettazione condivisa, e non semplice sponsorizzazione.
È in questo contesto che si colloca la presenza di Paolo Bini. Tra gli artisti italiani più riconosciuti della sua generazione – con partecipazioni alla Biennale di Venezia, alla Quadriennale di Roma e opere presenti in importanti collezioni pubbliche – Bini porta la testimonianza diretta di una collaborazione progettuale sviluppata insieme a D’Amico, dimostrando come il rapporto tra produzione culturale e iniziativa imprenditoriale possa andare oltre la logica della committenza tradizionale. Anche in questo caso non si tratta di due voci autonome, ma del racconto di una collaborazione nella quale impresa e artista partecipano insieme allo sviluppo del progetto culturale. Pertanto, arte e impresa collezionare il contemporaneo assume qui nuovi significati e sfumature.
Due esperienze, una domanda comune
Più che raccontare quattro ritratti autonomi, la tavola rotonda mette così in luce due esperienze di collaborazione tra artisti e imprese che interrogano il presente dell’arte contemporanea. Da una parte, il collezionismo diventa spazio di produzione e di relazione con il pubblico; dall’altra, l’impresa assume un ruolo che supera il semplice sostegno economico per entrare nella costruzione stessa dei processi creativi.
La domanda che rimane aperta, e che Marianna Agliottone accompagnerà nella discussione, riguarda allora il significato stesso del collezionare oggi. Non soltanto accumulare opere, ma creare le condizioni affinché esse possano nascere, dialogare con i territori e costruire nuove forme di relazione tra artisti, imprese e comunità. Forse è proprio qui che il Malamente evocato dal festival trova la sua espressione più interessante: nella capacità di mettere in discussione un’idea tradizionale di collezionismo, sostituendola con una pratica fondata sulla collaborazione, sulla progettazione condivisa e sulla responsabilità culturale. In conclusione, il tema arte e impresa collezionare il contemporaneo rimane centrale e stimolante per le sfide future.
L’incontro è aperto al pubblico. Appuntamento martedì 4 agosto, ore 18:30, Sala Conferenze del Complesso Monumentale di San Giovanni, Cava de’ Tirreni.
Catia Somma















































