La Scelta

Il viaggio de La Scelta è iniziato molto tempo fa. Arrivati secondi nella sezione giovani del Festival di Sanremo del 2008, le esperienze degli ultimi anni e la collaborazione sia artistica che umana con Ron hanno permesso al gruppo di produrre un nuovo album innovativo. Ne parliamo con Mattia Del Forno, cantante della band.La Scelta

Il 10 novembre è uscito il vostro nuovo album “Colore Alieno”, che descrive una nuova fase del percorso artistico intrapreso. Alla luce di tutti gli avvenimenti degli ultimi anni, cosa è cambiato?
Mattia: «Questo è un album che abbiamo registrato a metà tra il Texas e l’Italia: abbiamo fatto un viaggio, siamo andati in America a El Paso (Texas) e siamo stati anche influenzati da questa esperienza, sono uscite delle canzoni con una sonorità un pochino più terrena, rock ‘n roll in alcune sfaccettature. Successivamente abbiamo completato l’album in Italia. Un lavoro che è stato abbastanza lungo, dopo l’uscita del primo disco del 2008. I pezzi sono cresciuti insieme a noi, più maturi nei testi e negli arrangiamenti. Per certi versi è anche un po’ concettuale: racconta di un viaggio musicale che possiamo fare raccogliendo il significato più profondo delle emozioni. “Colore Alieno” perché noi ci sentiamo un po’ alieni, ma inteso come alla ricerca di qualcosa di più profondo nella vita di tutti i giorni. Cerchiamo di colorare la nostra realtà e di trovare delle sfumature, nonostante il periodo storico sia così piatto. Attraverso la nostra curiosità proviamo a vedere le cose in maniera meno superficiale.»

Anche il titolo dell’album riprende due dei brani contenuti al suo interno, “Alieno” e “Colori”. Una correlazione tra due brani diversi che vi ha portati a fonderli nel titolo dell’album.
Mattia: «“Colori” è una traccia che scrivemmo un po’ di tempo fa, mentre “Alieno” è una delle ultime arrivate. La prima è una canzone che ci siamo autodedicati perché parla dell’importanza di ritrovare la spinta in un momento grigio e ricolorare la nostra realtà. La seconda spiega come, alzando la testa e guardandosi intorno, ad un certo punto ti senti spaesato da quello che vedi. Dentro di senti ancora un romantico, uno che crede nell’amore e lo considera un sentimento fondamentale per poter vivere, ma molte volte il significato di queste parole si perdono nella nostra società. Ci sembrava un modo per poter descrivere questo percorso, questo viaggio musicale.» 

La SceltaIl primo videoclip è di “Transoceanica” ed ha avuto molto successo soprattutto per aver vinto il Roma Videoclip Festival nel 2017. Successivamente è stato esportato anche in Russia, in occasione di un festival analogo. 
Mattia: «La canzone è stata una delle prime in assoluto. Poi abbiamo avuto altre stesure prima di arrivare a questa definitiva. Un brano del 2006 che non avevamo mai pubblicato. Su internet ho trovato una persona, Marco Montanari, che è un programmatore 3D e ha partorito l’idea di fare un videoclip in animazione. Ci ha lavorato su quattro mesi, ogni tanto mi mandava le sue bozze. Il prodotto era molto in linea con quello che volevamo dire. Questo alieno è protagonista del video e rimane un’icona della canzone e dell’album. Per caso nascono belle sinergie.»

Circa 10 anni fa avete partecipato al Festival di Sanremo con il brano “Il nostro tempo”, poi vi siete occupati di un lavoro dietro le quinte con Ron. Come giudicate quell’esperienza?
Mattia: «L’esperienza è stata bellissima. Pippo Baudo ci selezionò, non avevamo neanche una casa discografica. Mi piacerebbe tanto ritornarci. Un consiglio che posso dare ai ragazzi che si presentano è di cercare di trovare anche un’identità live. Ho ascoltato alcuni brani e ritengo che il livello sia molto alto.»

Mattia racconta del sodalizio con Ron, della grande amicizia che li lega e del fatto che lo stesso Ron si ritenga il quinto membro della band. Il suo contributo ha permesso a La Scelta di riscoprire l’importanza della canzone in quanto nucleo e testo.

Il tour inizierà il 16 marzo a Roma, per poi proseguire l’8 aprile a Bitonto. Tutti gli aggiornamenti qui.

Sara C. Santoriello

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