Da un lato, un ente pubblico che agisce sotto la vigilanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI), addetto alla gestione e regolazione delle attività sportive sul territorio nazionale, dall’altro, un provvedimento legislativo in via di approvazione che ne prevede una radicale riforma. Nel mezzo, la figura di Giovanni Malagò, Presidente in carica del CONI da quasi 6 anni a questa parte e che, a ragione, non si trattiene dall’esprimere tutta la sua preoccupazione per il progetto di legge inserito nella corrente Legge di Bilancio. Il motivo dei dolori del (non più) giovane Malagò sono facilmente individuabili nel contenuto della annunciata e, a dirla tutta, improcrastinabile, riforma di una tanto importante quanto – almeno attualmente – inefficiente autorità da cui dipendono lo sviluppo, il potenziamento e, soprattutto, i successi dell’intero sport italiano. Peccato, però, che negli ultimi anni di successi se ne siano visti pochi, così come di esempi di buona gestione, specie nel principale settore sportivo, quello calcistico: dalla vergognosa e ridicola lotta (di poltrone) interna alla maggiore federazione sportiva nazionale affiliata al CONI, la FIGC, passata anche attraverso un farlocco commissariamento, alla tuttora dolorosa mancata qualificazione ai Mondiali in Russia, fino ad arrivare alla crisi di gran parte delle strutture sportive locali e territoriali (specie quelle del Sud Italia), la cui fatiscenza non consente quello sviluppo e quel potenziamento che il Comitato dovrebbe garantire. Ed anche se, ad onor del vero, l’inefficienza calcistica è stata compensata da qualche, pur sporadico, successo olimpico ottenuto in altre discipline, i numeri restano preoccupanti. Specie se si pensa che quello calcistico costituisce il settore che riceve il più alto numero di fondi annuali da parte del CONI e che, per tale motivo, dovrebbe rappresentare l’eccellenza dello sport italiano.

Malagò

La riforma prevede un forte ridimensionamento del CONI, insieme ad una riorganizzazione del personale e della distirbuzione di fondi tra le varie federazioni sportive nazionali. La società Coni Servizi S.p.a., che attraverso un contratto di servizio cura, quale braccio operativo, tutte le attività del CONI, dovrebbe essere rimpiazzata da una nuova società denominata “Sport e Salute S.p.a.”, i cui vertici non saranno designati dallo stesso Comitato, come oggi accade per quelli della Coni Servizi, ma saranno di nomina governativa. In particolare, alla nuova società saranno destinati gran parte dei fondi statali fino a questo momento riservati esclusivamente al CONI, che quindi finirà per perdere la sua centralità in materia di gestione ed organizzazione di tutte le attività sportive nazionali: dei 410 milioni che lo Stato corrisponderà al settore sportivo, legati alle entrate derivanti dalle imposte pagate nel settore, 375 spetteranno alla società di nuova costituzione, mentre i restanti 40 saranno gestiti dal CONI, che li utilizzerà esclusivamente per la preparazione olimpica e di alto livello. Sport e Salute, per contro, si occuperà della gestione dei dipendenti del Comitato (675 persone), così come degli impianti sportivi nazionali con la relativa organizzazione di eventi al loro interno (Stadio Olimpico, Foro Italico ecc.). Ma quella che può essere definita una vera e propria rivoluzione è che le Federazioni Sportive Nazionali (quali, ad esempio, la FIGC per il calcio, la FIN per il nuoto, la FIDAL per l’atletica leggera ecc.), tutte riunite sotto il CONI che rappresenta la loro Confederazione, non saranno più finanziate direttamente dal Comitato, quanto dalla Sport e Salute S.p.a. Ciò significa che non sarà più il CONI, dunque Malagò, a decidere la ripartizione dei fondi tra le varie Federazioni, che, guarda caso, sono le stesse che eleggono il Presidente del CONI e che per due mandati consecutivi hanno confermato lo stesso Malagò alla guida della massima autorità sportiva nazionale.

Malagò
Giovanni Malagò a colloquio con l’attuale Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti

In altre parole, il CONI verrebbe privato di quella centralità che da sempre lo contraddistingue, ma che non ha evitato la scarsa efficienza nella gestione dei fondi pubblici a cui si è assistito negli ultimi anni. A detta del Presidente, che non ha perso occasione per paragonare l’intervento a gamba tesa del Governo alle politiche fasciste, oltre alla centralità nella gestione dello Sport nazionale, il CONI verrebbe privato anche della sua indipendenza. Eppure, l’impressione è che di indipendenza il CONI ne avesse fin troppa. Ecco perché sembra che l’indignazione del giovane Giovanni sia, più che altro, legata al fatto che l’intervento governativo prospettato possa mettere fine all’epoca dell’uomo solo al comando, che per anni ha contraddistinto la struttura interna del comitato. Esempio lampante di tale struttura è la discrezionalità conferita al Presidente nella gestione del finanziamento delle varie Federazioni (si ricorda, le stesse che poi eleggono il Presidente del CONI). Tale discutibile criterio, seppur fondato su una discrezionalità solo parziale (20%), permette al Presidente di destinare a una Federazione piuttosto che ad un’altra, parte dei fondi gestiti dal Comitato: insomma, quello che salta all’occhio non è un sistema di finanziamento delle Federazioni basato interamente sul merito e sui risultati ottenuti, ma su quello che sembra essere a tutti gli effetti una sorta di scambio di favori. Appare chiaro che con la fine di tale sistema conflittuale, il Presidente non sarebbe più in grado di contare sul sostegno incondizionato delle Federazioni (alle quali devolve fondi) ai fini della sua elezione al vertice del CONI.

Ed allora, ben venga un nuovo sistema di ripartizione dei fondi gestito, finalmente, da figure diverse e con criteri oggettivi che premino gli investimenti nei settori giovanili, negli impianti sportivi, nella promozione delle attività sportive locali. La speranza è che il novello meccanismo di nomine politiche non si trasformi nell’ennesimo scambio di poltrone e che il nuovo sistema possa convertirsi in risultati positivi in termini di efficienza, per il bene del nostro sport. Il tutto, con buona pace di Malagò, il quale, peraltro, appare piuttosto solo nel sostenere la sua “battaglia” contro una riforma che lo spodesterebbe da quel trono al quale tanto si era abituato. Del resto, non desta sorpresa il fatto che tra i suoi sostenitori contro la riforma dello sport ci sia un personaggio che della dottrina dell’uomo solo al comando ne ha fatto il suo cavallo di battaglia, un certo Matteo Renzi. Ecco un motivo ulteriore per il quale il giovane Giovanni farebbe meglio a convivere con i suoi dolori.

 

Amedeo Polichetti

 

Fonte immagine in evidenza: Roberto Monaldo / LaPresse, 29-09-2017 Roma.

 

CONDIVIDI
Amedeo Polichetti
Laureato in Giurisprudenza. Master's Student in Diritto UE e Collaboratore presso uno Studio Legale. Scrivere è un modo per conoscere meglio se stessi.

2 COMMENTI

  1. Salve ho letto con interesse il suo articolo e senza dubbio è molto convincente
    …ma chi conosce veramente la materia “sport” nel suo insieme , nei contenuti dell’articolo vede soltanto una serie di motivazioni per potersi dare ragione..fermo il rispetto per punti di vista diversi dal proprio..resta il fatto che se si tratta di illustrare una situazione bisogna essere oggettivi al 100% e ,mi perdoni, Lei non lo è stato.

  2. Salve Giuseppe.
    L’articolo è, a tutti gli effetti, una critica alla attuale gestione e alla struttura interna del CONI, motivo per il quale si accoglie con piacere la notizia di una riforma, che si spera possa rappresentare una svolta. Si fa davvero fatica a individuare degli elementi positivi legati alla gestione Malagò. Tuttavia, non si è mancato di mettere in luce come alcuni, ma non abbastanza, successi sportivi siano stati raggiunti (Olimpiadi) e come la nuova riforma possa avere conseguenze negative, legate al meccanismo di nomine prettamente politiche della nuova società. In quale parte l’articolo pecca di poca oggettività?

    Grazie del suo commento.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.