Pandemia, variante omicron, Governo dei Migliori

E non era facile. Ma intanto facciamo ancora i conti con una sanità disastrata; non è stato avviato alcun rafforzamento delle strutture ospedaliere, non è stato aggiunto un solo posto letto, con i dovuti ringraziamenti dei privati che continuano a lucrare sull’emergenza. Gli operatori e le operatrici del settore, anziché ricevere elogi sperticati, sono stati lasciati a spasso come un fastidio non più sostenibile. Nulla è stato fatto per regolarizzare, sistematizzare e ricompensare medici, assistenti, infermieri e infermiere, che non a caso scappano da un ruolo ingrato aggravando la carenza di personale; e adesso che la variante omicron pone di nuovo il sistema sotto stress sembra di ritrovarsi a inizio pandemia: medicinali introvabili, tracciamento in tilt, code chilometriche alle farmacie, presidi di base assaltati, attese estenuanti per i tamponi. E il Governo dei Migliori?

La politica s’ingegna per tirar fuori dal cilindro i provvedimenti più assurdi e insensati. Le scuole riaprono, anzi no, forse sì ma solo con percentuali oscillanti, e la DAD resta lì dietro la lavagna, alla prima comparsa di nuovi casi. Considerando che un italiano su 40 è attualmente positivo, che in molti non lo sanno neppure e che il picco di questa fase della pandemia è previsto verso la fine del mese, è statisticamente certo che studenti e studentesse dovranno rinunciare a un altro semestre di normalità, e che docenti e personale scolatico saranno ancora vittime di un caos normativo fuori da ogni analisi logica.

Ma per fortuna c’è il Green Pass, anzi il Super Green Pass. Restiamo in attesa della sua forma finale, come in una puntata di Dragon Ball. Uno strumento forse utile, ma così contorto e arzigogolato da sembrare per davvero frutto di un disegnatore giapponese: per andare al lavoro o mangiare al ristorante ne occorre una versione, per entrare in banca o in ufficio postale un’altra ancora, per assembrarsi in chiesa basta la protezione divina. Chissà se nell’alto dei cieli basterà un’Ave Maria o chiederanno un Super Ave Maria. E i No God, naturalmente, tutti esclusi.

Di obbligo vaccinale si discute da mesi, come qualcosa per cui si finge interesse ma che nessuno ha realmente intenzione di fare. Solo da poche ore è ufficiale l’obbligo per gli over 50, ma riesce difficile immaginare che chi ha rifiutato il vaccino finora corra a “inocularsi il siero” solo perché glielo ha imposto il faccione sardonico di Mario Draghi. Mentre in Europa c’è chi parla di “rompere le palle” ai non vaccinati, come fossero zanzare da scacciare e non cittadini e cittadine da educare, da rassicurare. Una strategia che non pagherà, mentre la variante omicron infuria e imperversa ovunque, come se due anni di pandemia non fossero trascorsi affatto, tranne che nelle nostre menti logore e devastate. Chissà se è allo studio almeno un Bonus Psicologo… ah, già.

E per concludere: non oso pensare a cosa sarebbe accaduto se una variante così contagiosa fosse arrivata quando buona parte della popolazione non era ancora protetta dalla copertura vaccinale. Per fortuna ci sono i vaccini, sì. Ma quelli non li ha di certo sviluppati il Governo dei Migliori.

Emanuele Tanzilli

5 x mille Survival
Scrivo per dimenticare.

1 commento

  1. Nel frattempo il presidente del consiglio, banchiere al servizio dell’alta finanza dell’Europa imperialista, forte di un governo di ‘servi sciocchi’ ha spianato la strada solo in favore delle multinazionali e dell’alta borghesia industriale. Del resto tutti sanno che il capitalismo senza gli aiuti dello stato non potrebbe sopravvivere. Stanno manovrando per imbandirsi la tavola per i prossimi anni. Nessuno disturba il capotavola, anzi lo riveriscono e tutti stanno comodi ai loro posti. Il futuro è tutto scritto, e chiunque altro dovrebbe solo eseguire. Zero progetti per la protezione dell’ambiente, a questo governo interessa il nucleare. Per i pensionamenti ci si affiderà di nuovo alla scellerata legge Fornero, nessuna considerazione per la tematica dell’acqua pubblica, che disattendendo la volontà popolare scaturita dal referendum la si lascia nelle mani delle grandi società private pronte a favorire sempre più calamità ambientali per il profitto. Di sanità pubblica rimangono solo chiacchiere e distintivi, in realtà si pensa ad un rilancio della sanità privata. Su scuola e trasporti niente che li riguardi e silenzio assoluto su lavoro precario e salario dei lavoratori. In cambio, si riaffaccia fra le righe lo spettro dell’autonomia regionale che se disgraziatamente si realizzasse amplificherebbe a dismisura le differenze tra i territori. Si conferma, insomma, una linea politica neoliberista che accrescerà le già precarie condizioni delle fasce più deboli, e le diseguaglianze sociali. Rimane, infine, l’invenzione ricattatoria della famigerata ‘certificazione verde’ dettata dai padroni che si è rivelata unicamente uno stratagemma per discriminare, in particolare i lavoratori sul posto di lavoro, e mandare in giro milioni di vaccinati potenzialmente infettivi, convinti di non esserlo, ma spesso più insidiosi dei non vaccinati con tampone ogni 48 ore. Hanno terrorizzato e disgregato strategicamente la gente, hanno diviso intere famiglie, è la tattica del potere per dominare e reprimere il dissenso. La pandemia finirà, ‘mistercorona’ dopo aver fatto le sue scorribande si accomoderà tra noi come tutti gli altri virus, ma nella società rimarranno solo detriti e macerie.

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