
Il primo giorno del nuovo anno New York City ha assistito al giuramento di Zohran Mamdani come sindaco della città. Il 112esimo sindaco di NYC ha giurato fedeltà alla Costituzione americana e a quella della città di New York prima con sua moglie Rama Duwaji e la procuratrice dello Stato di New York Letitia James, poi con il Senatore democratico Bernie Sanders.
Un inizio d’anno sicuramente diverso dagli altri per Mamdani, seguito subito dopo dal primo giorno di mandato in cui, senza nessun tipo di indugio, si è messo all’opera prendendo alcune decisioni che hanno fatto decisamente parlare di lui.
Un giuramento determinato: “da oggi governeremo in modo ampio e audace”
Già nei primi minuti dopo la mezzanotte, il neo sindaco Mamdani ha prestato un giuramento molto simbolico: dentro la stazione dismessa della metropolitana di City Hall, con la procuratrice generale di New York e sua grande sostenitrice Letitia James da un lato e sua moglie – l’artista internazionale Rama Duwaji dall’altro, Mamdani ha prestato giuramento posando la mano su due Corani, uno del nonno e l’altro dello scrittore e storico afroamericano Arturo Schomburg.
La scelta della stazione dismessa di City Hall non è stata casuale: ha scelto questo luogo per ricordare ai suoi elettori la promessa fatta durante la campagna elettorale, cioè di rilevare i mezzi pubblici della città e renderli più accessibili ed efficaci.
Sempre durante il primo giorno del 2026 un secondo giuramento più solenne si è svolto davanti al palazzo del Municipio della città. Centinaia di persone si sono presentate già dalle prime ore del mattino per assistere alla cerimonia del giuramento che Mamdani ha prestato questa volta davanti a Bernie Sanders, senatore ed esponente dei democratici. Alla cerimonia erano presenti anche la deputata Alexandra Ocasio Cortes e gli ex sindaci della città Eric Adams e Bill De Blasio.
Dopo il giuramento Mamdani ha tenuto un discorso ai cittadini che ha mostrato tutta la determinazione e l’entusiasmo di una figura politica nuova come la sua.
Ha parlato del suo programma politico, ribadendo i punti principali: mezzi di trasporto più efficienti e accessibili, bloccare i prezzi degli affitti, arrivati ormai a cifre esorbitanti, che obbligano moltissime persone a vivere in appartamenti fatiscenti a prezzi altissimi, asili nido gratuiti per permettere a circa 14mila donne di rientrare nel mercato del lavoro e, infine, tassare i ricchi. Per portare avanti queste misure sarà necessario aumentare la tassazione alle grandi società e alle persone ricche della città.
Nel suo intervento ha detto «da oggi governeremo in modo ampio e audace. Potremmo non riuscire sempre, ma non saremo mai accusati di mancare del coraggio di provarci» e ha poi continuato «a chi sostiene che l’epoca del grande governo sia finita, dico questo: City Hall non esiterà più a usare il proprio potere per migliorare la vita dei newyorkesi» ribadendo il concetto fondamentale per Mamdani che New York non è formata solo da una piccola élite, ma da 8 milioni di persone culturalmente, socialmente e anche politicamente diverse tra loro.
La strategia vincente: comunicazione ed età
Nato nel 1991 in Uganda da madre indiana e padre ugandese, si è trasferito nella grande mela all’età di sette anni. Una città che, dopo l’11 settembre, non ha lasciato vita facile ai cittadini musulmani come lui. Diventato cittadino statunitense nel 2018 ed entrato in politica nel 2020, lo scorso novembre ha vinto le elezioni diventando di fatto il primo sindaco musulmano di New York. L’elezione di Mamdani come sindaco di New York City è conseguenza diretta di una campagna elettorale che ha puntato su due elementi precisi: in primo luogo, la vittoria di Mamdani è dovuta alla sua comunicazione precisa e diretta con cui ha messo in chiaro sin da subito chi lui fosse e cosa avrebbe fatto se fosse diventato sindaco. Un ragazzo giovane, un “newyorkese medio” con delle idee democratiche definite e concretizzabili, che ha scelto di comunicare nei modi e luoghi dei suoi coetanei concittadini. Durante la campagna elettorale i suoi canali social sono cresciuti notevolmente grazie a contenuti originali caratterizzati da colori vivaci e grafiche accattivanti che, con il linguaggio tipico della GenZ, hanno spiegato in maniera puntuale e precisa i punti principali del suo programma elettorale. Un altro elemento fondamentale che ha portato Mamdani a capo di City Hall è sicuramente la sua giovane età. In una città come New York, in cui l’età media si aggira intorno ai 35 anni, Zohran Mamdani si presta perfettamente ad essere il primo cittadino di questa città in quanto è espressione demografica diretta della maggioranza della cittadinanza.
Primo giorno da Sindaco: la cancellazione delle precedenti misure e le task force
Nel suo primo giorno da sindaco, Zohran Mamdani si è messo subito a lavoro cercando in primis di porre un distacco tra la sua amministrazione e quella del suo predecessore Eric Adams.
Appena entrato nell’ufficio del NYC Mayor il neo sindaco ha cancellato tutte le misure intraprese da Adams dopo il 26 settembre 2024, il giorno in cui è stato accusato di corruzione (accusa archiviata poi lo scorso aprile). Tra queste è stata eliminata l’adozione della definizione di antisemitismo dell’International Holocaust Remembrance Alliance (IHRA), e sono state eliminate anche le restrizioni su Bds (Boicottaggio, disinvestimento e sanzioni), il movimento di boicottaggio civile che mira a porre pressioni sullo stato di Israele.
Questa è una prima mossa che ha attirato le critiche del ministero per gli affari esteri israeliano, che ha definito la appena avviata leadership di Mamdani benzina antisemita su un fuoco già acceso. Resterà attivo e operativo l’ufficio comunale per il contrasto all’antisemitismo. Inoltre, nel suo primo giorno, Mamdani ha istituito due task force: la prima, la task force LIFT, si occuperà di inventariare i terreni di proprietà del comune per accelerare lo sviluppo edilizio; la seconda, la SPEED (Streamlining Procedures to Expedite Equitable Development), si occuperà di rimuovere gli ostacoli burocratici che rallentano la costruzione di alloggi. Due organi necessari che saranno supervisionati dal vice sindaco per l’edilizia abitativa e la pianificazione Lila Joseph.
Un cambio divisivo ma necessario
L’elezione a sindaco di New York City di una figura come quella di Zohran Mamdani vuole mandare un messaggio preciso: quello di un necessario cambio generazionale nella politica cittadina. La scelta di un cittadino trentaquattrenne naturalizzato risponde all’ esigenza della popolazione di sentirsi rappresentata da una persona che ha vissuto personalmente i disagi di una città come New York.
Ovviamente è una figura che risulta divisiva, sia per la sua inesperienza in politica sia per essersi definito sin da subito socialista in un paese avverso ai socialisti, ma è una figura necessaria affinché la maggioranza dei newyorkesi si senta rappresentata.
Se ci riuscirà? Questo è tutto da vedere.
Benedetta Gravina
















































