Gli anni invisibili Rodrigo Hasbún
Fonte: https://marvinrivista.it/index.php/2020/07/27/una-memoria-che-impedisce-il-riposo-gli-anni-invisibili-di-rodrigo-hasbun/

Gli anni invisibili di Rodrigo Hasbún è un romanzo di formazione, pubblicato nel 2020 per la casa editrice SUR. Questo romanzo è il frutto di una serie di storie malinconiche che vedono protagonisti degli adolescenti in balìa del periodo più complesso della loro vita. Si tratta di un connubio di sentimenti irrefrenabili e passioni importanti che rendono l’ adolescenza il periodo apparentemente più luminoso ma, nel profondo, il più buio. Rodrigo Hasbún dà a questa fase della vita un nuovo volto, quello che rende questi anni gli anni invisibili, che li nasconde sotto un turbinio di emozioni contrastanti, sotto la speranza di diventare grandi e la paura di crescere troppo in fretta. In ciò consiste l’impianto malinconico del romanzo, che attraverso la storia di ciascuno dei quattro protagonisti, si evidenzierà in onore del ricordo di un tempo che è stato e delle cose che nel tempo sono cambiate. Le quattro storie vedono, infatti, un’ambientazione in flashback dove due dei quattro protagonisti ricordano il tempo della loro giovinezza e lo guardano con occhi diversi rispetto a quelli con cui lo hanno vissuto. Le amicizie che sfuggono, le feste, la vita sregolata senza proiezione al futuro; ma quando nel futuro ci si ritrova bisogna fare i conti con il passato e il fardello che questo comporta.

In questo alone di rimorso e pentimento ha inizio la storia dei quattro protagonisti de Gli anni invisibili: Ladislao, un diciassettenne che sogna di diventare un regista inclusivo; Julian alle prese con una relazione amorosa con la sua professoressa di inglese appena trasferitasi nella sua scuola, a Cochabamba in Bolivia, negli anni Novanta; Andrea e Humbertito fidanzati da un po’, lei ha scoperto di essere incinta e lui è molto lontano dal poter essere un padre. Le storie dei quattro ragazzi sono incrociate dalla città in cui vivono, dalla scuola, dalle lezioni che frequentano e dalla vita brava che conducono, in attesa di qualche straordinario cambiamento. I sogni e il futuro di Ladislao, Julian, Andrea e Humbertito sono legati ma non troppo, legati dal filo di un’amicizia che è troppo sottile per non spezzarsi d’improvviso. Mentre frequentano queste feste e, soprattutto, l’ultima festa che segnerà per sempre la loro amicizia, si concentrano sui loro anni invisibili, guardando sempre con un occhio a ciò che sarà la loro vita e sperando ma, allo stesso tempo, preoccupandosi che ciò che sarà potrà raggiungere le aspettative di ciò che è e che nessuno rimarrà deluso.

Nello stesso tempo scorre parallela nel romanzo la storia del presente, della vita di questi giovani vent’anni dopo. Quella di Julian che, trasferitosi a Huston in Texas, si ritrova alle prese con il racconto della loro storia, di un passato fatto di ricordi spesso non veritieri, come ci rammenta lo stesso Rodrigo Hasbún. Il ricordo di quegli anni invisibili, che passerà tra le mani di Andrea, recatasi in Texas per incontrare Julian, una donna ancora sincera e tagliente. La stessa Andrea che aveva abortito in adolescenza perché non era tempo di diventare madre e perché Humbertito non era all’altezza di una relazione né della paternità. Colei che affronta Julian e la sua paura di scrivere del passato così come è stato, di raccontare delle sue mancanze e di ciò che lo ha portato ad allontanarsi in tal mondo da loro, riportandolo alla realtà. Su questi due piani: quello della vita vissuta nel passato e quello del presente che travisa il ricordo guardando a ciò che è stato come ad un fardello da eliminare; si struttura la narrazione in un continuo andirivieni tra flashback e finestre sul presente senza lasciare indietro il dolore che contraddistingue entrambe le fasi della vita.

Rodrigo Hasbún con questo libro ha generato un capolavoro letterario mettendo in evidenza, come nella maggior parte dei suoi romanzi, la dimensione malinconica dell’adolescenza che spesso è rappresentata dalla cultura popolare come un insieme di momenti di felicità, di condivisione, di allegria e di spensieratezza; ma che nasconde dietro il sorriso un mondo intero. Un mondo fatto di aspettative deluse sia su se stessi che sugli altri, di anni invisibili in cui ad essere invisibile è il vero sentimento che scorre nelle vene dei giovani. L’inadeguatezza, la ribellione, il desiderio di esagerare per trovare nell’esagerazione un piacere non presente nella vita di tutti i giorni, la scuola, il diventare grandi sono tutte e solo alcune delle situazioni in cui l’adolescente si trova invischiato. Come uscirne? L’autore non ci dà una vera e propria risposta su questo ma si limita a ricordare, attraverso le sue parole, che è “normale” non sentirsi felici o ricordare la propria giovinezza come un periodo buio. Hasbún ci dice che non bisogna mentire a se stessi fingendo che stia andando o sia andato tutto per il verso giusto, che non sarà il futuro a redimerci dalle colpe del passato, ma che bisogna soltanto fare i conti con se stessi.

Gli anni invisibili è una sferzata alla gioia della vita, un tagliente ritratto della società qualsiasi essa sia, un libro che vuole dire ciò che non è mai stato detto. Chi ha affrontato l’adolescenza come i protagonisti si potrà immedesimare nelle loro esperienze comprendendo e comprendendosi. Chi, invece, ha sempre guardato alla propria adolescenza come un periodo felice è fortunato ma, come questo libro ci invita a fare, non bisogna nascondere i propri scheletri nell’armadio perché soltanto tirandoli fuori riacquisteremo consapevolezza di noi stessi e prenderemo in mano le redini di quello che sarà il nostro futuro.

Francesca Scola

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