Cinque libri consigliati per il Natale!
Fonte: www.pixnio.com

Le vacanze di Natale sono in arrivo. Si respira un’atmosfera di sfrigolante eccitazione: saranno le strade illuminate di lucine, i bimbi che aspettano Babbo Natale e la Befana, i dolci, il capitone o forse il presepe ma fatto sta che le feste natalizie sono quelle più attese e amate. Durante questo periodo dell’anno, i più fortunati possono staccare la spina per un paio di settimane e ritagliarsi del tempo da dedicare a sé stessi: per coloro i quali volessero spendere il proprio tempo libero di fronte a un buon libro, ecco cinque proposte (più una) di letture natalizie più o meno tradizionali da sfogliare durante le feste!

1- Grand Hotel di Serena Venditto

Uscito di recente per Mondadori, quello di Serena Venditto è il libro perfetto per distogliere la mente dalle preoccupazioni quotidiane e perdersi tra le avventure dei quattro coinquilini detective protagonisti della serie di romanzi gialli dell’autrice, guidati dal gatto Mycroft, Milù e i suoi compagni sono impegnati in un’altra avvincente indagine ambientata a Napoli proprio durante le feste di Natale. Al lussuoso hotel Vomero Hill, infatti, si tiene un corso di cake design al quale la curiosa Milù non può far altro che partecipare; qui conosce Emiliano, compagno di corso che le chiede aiuto per risolvere un enigma legato alla morte della madre. Nel giorno fissato dai due per vedersi, Emiliano viene trovato morto a casa sua dalla detective dilettante, la quale non ha altra scelta se non quella di indagare su un rompicapo che affonda le proprie radici nel passato e nelle passioni che muovono l’essere umano in ogni tempo. 

2- La mammana di Antonella Ossorio

Natale è sinonimo di nascita, messa al mondo. E la storia che Antonella Ossorio ci racconta nel suo libro è il racconto di una nascita doppia, di un percorso di crescita e di transizione che coinvolge le due protagoniste della storia: Stella e Lucina. La prima è una capa janca, una bambina “dal viso di alabastro” nata la prima notte di marzo, durante il passaggio – chiaro segno di cattiva sorte – di una cometa. Condannata dall’albinismo, viene relegata ai margini della società ottocentesca dalla superstizione e dall’ignoranza; la sua mammana, Lucina, sarà l’unica ad accoglierla e a crescerla come una figlia, condividendo con lei il destino di emarginazione dovuto ad un segreto che porta con sé da tempo.

Nella Napoli ottocentesca vengono messi in scena traumi e ferite sociali ancora tremendamente attuali, dando così al romanzo una carica vitale fortissima. Consigliato a chi senta il bisogno di immergersi in una lettura empatica e coinvolgente, ricca di pathos e colpi di scena.  

3- Il Natale di Poirot di Agatha Christie

È un classico da leggere e rileggere quello di Agatha Christie, specialmente durante le feste, quando durante le riunioni familiari si prova a mettere da parte rancori pregressi per lasciar spazio all’amore e alla condivisione. È quello che provano a realizzare gli ospiti di Simeon Lee, padrone di casa dispotico e ormai anziano che prova a raccogliere a sé la sua famiglia per il Natale, finendo così col trovare la morte per mano di uno degli ospiti. Ognuno di questi ha infatti un motivo valido per volere la morte di Lee, e, dal momento che l’enigma diventa sempre più complesso, viene chiamato alla ricerca del colpevole Hercule Poirot, il detective dalla materia grigia sempre attiva, profondo conoscitore della natura umana. Tra ipocrisie e colpi di scena, il lettore verrà a capo del mistero reso ancora più intrigante dallo stile ricco di suspense a cui Agatha Christie ha abituato gli appassionati del giallo classico.

4- La trilogia di Valis di Philip K. Dick

A chi durante le vacanze volesse riflettere, ispirato dalla festa cristiana, su temi di metafisica senza però abbandonarsi alla difficoltà delle letture filosofiche tradizionali, è consigliata la Trilogia di Valis, dello scrittore fantascientifico Philip K. Dick. Che cos’è Valis? È una forma di intelligenza superiore che viene dallo spazio? O forse è un insieme di informazioni sull’universo possedute da un essere vivente vero e proprio? Sarà una formula matematica, un algoritmo? E se così fosse quale sarebbe il suo rapporto con la realtà? Questi sono solo alcuni degli interrogativi scaturiti dalla mente dello scrittore, che nel libro mette in scena le domande esistenziali che ogni essere umano, in ogni tempo, si pone, lasciando al lettore quel dubbio, quel vuoto interiore che è forse l’unico motore dell’agire umano.

5- Gente di Dublino di James Joyce

La protagonista indiscussa dell’ultimo dei racconti che James Joyce raccoglie nel libro Gente di Dublino è la neve. Una coltre bianca ricopre Dublino nella notte del ballo di Natale; Gabriel Conroy e sua moglie Gretta partecipano all’evento organizzato dalle signorine Morkan: nonostante l’atmosfera di eccitazione e frivolezza borghese che si respira, Gretta confessa al marito di essere divorata da una profonda tristezza. Al ritorno in albergo, i due coniugi vivono un momento di profonda intimità quando Gretta svela al marito il motivo della sua angoscia: un brano suonato alla festa le ha ricordato un ragazzo conosciuto molti anni prima a Galway, malato terminale e innamorato di Gretta al punto da sfidare la morte aspettando, invano, il suo arrivo sotto la pioggia. La rivelazione segna un momento di epifania per Gabriel, che vede nella pacatezza della neve che scende su Dublino un segno dell’immobilità e dell’inadeguatezza esistenziale che caratterizza lui e gli altri protagonisti di Dubliners, schiacciati dalla propria vita poco appagante e timorosi di modificare la propria condizione in meglio.   

6- L’Allegria di Giuseppe Ungaretti

A rappresentare la controparte poetica della nostra lista è la sezione Naufragi della raccolta poetica L’Allegria, di Giuseppe Ungaretti. Al suo interno è infatti contenuto uno struggente componimento poetico sul Natale, nel quale il poeta, recentemente tornato dalla guerra e sconvolto dalle sue tragedie, si scopre inadeguato ad affrontare la realtà quotidiana, fatta di gomitoli di strade affollate e di gente che non comprende il suo dolore. Preferisce così rimanere da solo, davanti al focolare, a raccattare i cocci della sua anima distrutta dall’orrore della morte e del sangue. Natale di Ungaretti può essere dunque un’occasione per rispolverare l’intera raccolta, che costituisce una pietra miliare della letteratura italiana.

Giulia Imbimbo

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