Sextortion, l'estorsione ai danni degli adolescenti
Fonte immagine: www.flickr.com

La sextortion è uno dei metodi più diffusi e utilizzati per adescare e ricattare adolescenti online. Il termine è composto dalle parole inglesi sex ed extortion e si riferisce alla pratica di estorcere denaro tramite ricatti a sfondo sessuale. A esserne vittima sono specialmente gli adolescenti, che spinti dalla curiosità e dall’insicurezza cedono alle richieste esplicite degli estorsori.

È una dinamica piuttosto comune: i criminali iniziano a instaurare con le vittime un rapporto di fiducia interagendo con loro sui canali social, ad esempio con like o commenti, per poi trasferire la conversazione nella chat privata, dove inizia la spirale di richieste sempre più spinte. Viene chiesto di spogliarsi, danzare o compiere atti sessuali davanti alla webcam, in modo da poter scattare foto e avere materiale video a disposizione per il ricatto. Gli adolescenti, per la vergogna e il timore della diffusione del materiale pornografico, accettano di pagare gli estorsori dando così adito alla richiesta di ulteriori somme, dal valore sempre più alto. Le vittime di estorsione potrebbero essere esposte anche al rischio di atti di bullismo, conseguenti all’eventuale pubblicazione del materiale raccolto.

Cosa fare in caso di sextortion

Innanzitutto, è opportuno non cedere al ricatto e parlare con una persona di fiducia, preferibilmente adulta, che possa aiutare a gestire la situazione. Per quanto possa sembrare difficile raccontare a qualcuno un’esperienza come questa, bisogna ricordare che non c’è da avere vergogna: è normale essere curiosi e sentire l’esigenza di esplorare la propria sessualità, specialmente da adolescenti.

È importante anche sporgere denuncia alla polizia postale: quello di sextortion è un reato ed è possibile denunciarlo già a partire dai quattordici anni, senza la presenza di un adulto. Per questo, è fondamentale conservare ogni prova: messaggi, foto, video e audio possono essere usati contro l’estorsore, anche se non gli è stato ancora dato del denaro, poiché anche la sola detenzione di materiale pedopornografico è considerata un reato. I genitori, d’altro canto, dovrebbero avere un atteggiamento comprensivo nei confronti dei figli vittime di sextortion, di modo da dargli il sostegno psicologico necessario per affrontare una situazione così complessa.

Sextortion: cause e prevenzione

Un maggiore controllo della vita online dei figli da parte dei genitori può essere sicuramente un modo per prevenire le estorsioni. Sono infatti numerose le organizzazioni criminali che operano dietro la webcam, e sicuramente è difficile per un adolescente intuire quali siano le reali intenzioni delle persone che incontrano tramite i siti web.

D’altra parte, una buona educazione sessuale e affettiva sarebbe un ottimo deterrente, per evitare che la curiosità dei giovani possa essere soddisfatta in luoghi poco sicuri come la rete. In questo senso, l’Italia è un passo indietro rispetto alla media dei diversi paesi dell’Unione Europea: nel nostro paese l’educazione sessuoaffettiva non è obbligatoria nelle scuole e può essere introdotta in classe a discrezione della dirigenza dei singoli istituti. Quella che viene poi effettivamente praticata si rivela spesso insufficiente, perché si concentra prevalentemente sugli aspetti biologici della sfera sessuale tralasciando l’area dell’affettività e delle relazioni, la cui scoperta avviene proprio nella complessa età della pubertà.

Giulia Imbimbo

Nata a Napoli a ridosso del nuovo millennio, sono una studentessa di Lettere Moderne, divoratrice di album e libri. Credo nella capacità della cultura umanistica e dell'espressione artistica di rifondare i valori della società contemporanea.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui