
Quando ci si trova ad affrontare le conseguenze di un rapporto non protetto o un problema come un preservativo rotto o la copertura della pillola saltata l’ansia e l’angoscia possono prendere il sopravvento, soprattutto se non si sa come muoversi.
Gli imprevisti capitano a tutti ma è bene tutelarsi, affidandosi a medici specializzati e a un consultorio per trovare un metodo contraccettivo efficace nel tempo; in caso di emergenza, però, ci sono soluzioni come la pillola dei 5 giorni dopo che possono aiutare bloccando l’ovulazione o ritardandola così da proteggere da gravidanze indesiderate. Chiaramente non è in grado di schermare infezioni e malattie, ma può abbassare le probabilità di rimanere incinta…soprattutto se si è tempestivi nell’assunzione.
Come funziona la pillola dei 5 giorni dopo e quando assumerla
A differenza della pillola del giorno dopo, quella dei 5 giorni dopo ha una finestra di tempo più lunga per essere acquistata: si può utilizzare fino a 120 ore dopo il rapporto a rischio. Il meccanismo è simile, agisce sui recettori del progesterone ritardando o bloccando l’ovulazione.
Ma cosa accade quando l’ovulazione è già avvenuta? In quel caso l’efficacia si abbassa. Indipendentemente dalla situazione, bisognerebbe fare un test di gravidanza nel periodo in cui si attendono le regolari mestruazioni per capire se il farmaco ha funzionato o se bisogna intervenire con altre forme di tutela.
In Italia il farmaco è disponibile in farmacia senza ricetta, anche per le minorenni e costa attorno ai 30 euro con qualche oscillazione a seconda del punto vendita.
Dubbi frequenti da non trascurare
Ci sono domande che vengono ricercate online dai ragazzi. Una delle più comuni è se si può assumere più volte nello stesso ciclo. Nonostante non venga esplicitamente detto di non farlo, bisogna sottolineare che il farmaco altera il ciclo provocando spotting e altri effetti indesiderati. Dopotutto non è pensata come metodo contraccettivo regolare ma solo per l’emergenza; esistono prodotti più efficaci per la vita quotidiana e vale la pena parlarne con un ginecologo. Per minorenni o chi ha difficoltà economiche esistono sportelli di consultorio dove rivolgersi.
Attenzione anche alla questione malattie sessualmente trasmissibili e infezioni: il farmaco non protegge da queste situazioni e in caso di rapporto non protetto con partner occasionale è bene programmare anche una serie di esami da vagliare con un ginecologo.
Gli effetti collaterali più comuni? Non sono pesanti e possono passare da nausea e mal di testa a dolore addominale e irregolarità del ciclo. Non causano motivo d’allarme ma in caso fossero troppo intensi o persistenti è consigliabile contattare un medico.
Se si vomita entro 3 ore dall’assunzione l’efficacia del farmaco potrebbe essere compromessa e servirà assumere una nuova compressa; in quel caso meglio specificarlo al farmacista.
Chi vuole approfondire il tema può farlo su portali specializzati come Mettiche, oppure rivolgersi a un professionista che sarà pronto a rispondere a ogni domanda. Dopotutto ogni situazione è diversa e avere un consulto diretto con un medico può aiutarci a ritrovare serenità e tranquillità, pur avendo già tutte le informazioni utili del caso su questo tipo di farmaco.















































