Ecosystem Restoration PlayBook: la guida dell'UNEP per il ripristino degli ecosistemi
https://www.unep.org/news-and-stories/story/looking-help-restore-natural-world-heres-your-guide

L’UNEP (Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente), insieme ad altri partner, sta lanciando l’Ecosystem Restoration PlayBook, “una guida pratica per guarire il Pianeta”, con l’obiettivo di ripristinare gli ecosistemi.

È importante che il dibattito sull’emergenza climatica assuma un’importanza sempre maggiore, in quanto si tratta di una crisi grave che ha bisogno di un’attenzione collettiva, senza negazionismi, e di politiche ambientali adeguate da parte degli Stati. Si è già parlato dell’UNEP e dei suoi sforzi per una sensibilizzazione sull’importanza della tutela dell’ambiente, in riferimento alla prevenzione di future pandemie. La nostra salute è strettamente legata alla salute del nostro Pianeta.

La guida pratica dell’UNEP per il ripristino degli ecosistemi è indirizzata ad individui, comunità, aziende, organizzazioni e governi – chiunque voglia intervenire e contribuire ad invertire la degradazione degli ecosistemi e la perdita di biodiversità – ed è reperibile online.

L’importanza degli ecosistemi

L’introduzione dell’Ecosystem Restoration PlayBook ci mette fin da subito in guardia riguardo la situazione in cui ci troviamo:

«La Terra ha bisogno di aiuto. L’emergenza climatica, la perdita di natura e l’inquinamento mortale minacciano di distruggere la nostra casa ed eliminare molte delle milioni di specie che condividono con noi questo bellissimo pianeta. Ma questa degradazione non è inevitabile. Noi abbiamo il potere e la conoscenza per invertire il danno e restaurare la Terra – se agiamo ora».

(Ecosystem Restoration Playbook, pag. 3)

L’UNEP vuole spingere gli individui, le organizzazioni ed i governi verso una presa di coscienza della crisi ambientale che stiamo vivendo, sottolineando l’importanza fondamentale degli ecosistemi per la nostra vita e quella delle altre specie. La guida dell’UNEP fornisce anche informazioni utili sugli ecosistemi: dalla definizione comune ai loro benefici. Come viene spiegato, ogni ecosistema comprende gli organismi viventi che ne fanno parte, le interazioni che avvengono tra essi e le interazioni con ciò che li circonda in un determinato spazio. Gli ecosistemi possono includere foreste, fiumi, laghi, zone umide (per esempio paludi o acquitrini), oceani e barriere coralline, montagne e aree urbane. Tali sistemi naturali sono necessari in quanto ci permettono di avere un clima stabile, aria respirabile, acqua, risorse alimentari e diverse materie. Costituiscono un habitat per molte specie animali e sono essenziali per la nostra salute mentale e fisica.

Il primo passo importante per il ripristino degli ecosistemi è il riconoscimento collettivo del valore dell’ambiente ed i benefici legati agli ecosistemi e, con questa consapevolezza, il passo successivo dovrebbe portare ad un cambiamento del modello di sviluppo delle nostre società. Se non verranno prese subito delle misure, il rischio è quello di causare il collasso di diversi ecosistemi. Secondo numerosi studi, tra i quali è possibile citare quelli guidati dal ricercatore Alex Pigot, tutto ciò potrebbe avvenire entro il 2030.

Ecosystem Restoration PlayBook: la guida dell'UNEP per il ripristino degli ecosistemi
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Fonte: CEEweb for Biodiversity. Ripristino delle zone umide lungo il fiume Târnava Mică in Romania.

Ecosystem Restoration PlayBook: la guida

Per evitare il collasso degli ecosistemi, le Nazioni Unite hanno lanciato – a partire da quest’anno e fino al 2030 – il Decennio per il Ripristino dell’Ecosistema. L’iniziativa partirà durante la Giornata Mondiale dell’Ambiente, la quale si tiene il 5 di giugno di ogni anno. L’edizione del 2021 sarà dedicata proprio alla protezione e al rilancio degli ecosistemi in tutto il mondo.

L’Ecosystem Restoration PlayBook dell’UNEP fornisce una serie di consigli interessanti che ognuno di noi può intraprendere. Vengono elencate tre vie per poter contribuire alla causa. La prima strada è quella dell’azione: agire tramite iniziative quali il volontariato. Pulire le sponde di un lago, una spiaggia, un parco o una qualsiasi area naturale; rendere più verdi le proprie case e gli spazi pubblici con alberi autoctoni.
La seconda via consiste nel prendere decisioni intelligenti: impegnarsi a donare o supportare in altri modi iniziative per il ripristino o la conservazione ecologici; smettere di comprare prodotti o servizi che non sono certificati come sostenibili; iniziare a seguire una nuova dieta puntando su prodotti di stagione e sostenibili.
L’ultima opzione è alzare la propria voce: dare il via ad una campagna che punti l’attenzione sul cambiamento climatico e sulla perdita di spazi naturali e per parlare di ciò che si può fare per invertire questi trend; scrivere una lettera al proprio giornale locale.

Prima di iniziare a seguire le tre vie consigliate, ci sono delle raccomandazioni da tenere in considerazione. Per sostenere la causa è necessario informarsi, impegnandosi a capire quali sono gli ecosistemi che ci circondano e che potrebbero interessarci, quali sono le cause del loro declino e in che modo possiamo essere d’aiuto. Vengono anche consigliati gli Ecosystem Restoration Camp, che offrono l’opportunità per le persone interessate a riunirsi in campi dedicati al ripristino di un ecosistema.

Ecosystem Restoration PlayBook: la guida dell'UNEP per il ripristino degli ecosistemi
Fonte: https://theecologist.org/2020/aug/21/climate-change-and-global-hunger. Un esempio di campo per il ripristino di un ecosistema.

La guida dell’UNEP offre consigli ad individui, leader di organizzazioni religiose, attività commerciali, sindacati ed unioni di lavoratori, insegnanti, scienziati, governi, donne, città. Ognuno di noi è chiamato in causa.
Inoltre, è possibile trovare un elenco dei diversi ecosistemi esistenti e di ciò che può essere fatto in riferimento ad ognuno di essi. Ci sono, per esempio, indicazioni anche per chi vive in città: le aree urbane rappresentano un ecosistema le cui condizioni influenzano la qualità della nostra vita. Impegnarsi per migliorare la situazione in queste aree può portare ad una serie di benefici: rendere l’aria e l’acqua più pulite, creare opportunità nuove per il tempo libero, tutelare la biodiversità per godere dei benefici da essa fornitici. Gli approcci consigliati sono: supportare le iniziative che mirano a creare spazi verdi e pubblici, organizzare delle campagne per una pianificazione urbana che rispetti la sostenibilità (tra cui: restaurare siti in disuso o contaminati o includere spazi verdi nei nuovi sviluppi abitativi).

Oltre a ripristinare gli ecosistemi è necessario dare loro una pausa: l’impatto ambientale collettivo è la causa della loro degradazione. Per fare ciò, ognuno di noi potrebbe impegnarsi personalmente a cambiare certe azioni, ciò che consumiamo e che sprechiamo attraverso gesti quali: scegliere compagnie che riciclano i prodotti, riducono il packaging, e seguono determinati standard ambientali e sociali; comprare da fornitori locali; comprare beni usati, cercare di riparare, condividere e prestare di più ciò che possediamo; mangiare meno carne e ridurre lo spreco di cibo, mangiare cibo stagionale e regionale; donare alle organizzazioni impegnate nel restauro ecologico.

Trovare delle misure adatte e, soprattutto, applicarle per poter diminuire l’impatto che abbiamo sulla Terra non sarà semplice visto il modello capitalista e consumista delle società contemporanee, ma ciò che ognuno di noi deve tenere in mente è che la salute fisica e mentale collettiva è strettamente legata all’ambiente e impedire la distruzione degli ecosistemi e della biodiversità vuol dire impegnarsi per rendere la nostra esistenza migliore, andando oltre ad una crescita basata sullo sfruttamento sconsiderato delle risorse naturali.

Cindy Delfini

Greenpeace

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