Il simulacro del faraone Ramses II è stato ritrovato in Egitto da un équipe di archeologici egiziani e tedeschi, a el-Matariya, tra le rovine di Eliopoli.

L’al Ahram, uno dei più diffusi quotidiani d’Egitto, riferisce la notizia  svelandone i dettagli e i particolari. Si apprende infatti che nei sobborghi del Cairo è distesa una statua di circa 8 metri che raffigura il faraone Ramses II, ma le parti rinvenute sono ancora incomplete:  sono venute alla luce per ora parte della testa, la corona e un frammento dell’orecchio e dell’occhio destro. Accanto all’imponente colosso, è stato inoltre scoperta un’altra statua, decisamente più piccola – circa un metro – ritraente il faraone Seti II.

Entrambi i resti sono quindi di faraoni appartenenti alla dinastia XIX° e la scoperta è una delle più importanti d’Egitto.  L’eccezionale ritrovamento sta nell’imponenza delle dimensioni della statua di Ramses II, il più famoso tra i faraoni d’Egitto e anche il più conosciuto grazie alle storie e leggende circolanti su di lui (si ricordi Il grande romanzo di Ramses di Christian Jacq). Terzo della sua dinastia Ramses II (chiamato anche Ramesse II, Ramsete II o Ramesse il Grande) dominò in Egitto per 66 anni dal 1279 al 1213 a.C. Il suo regno fu prospero e duraturo. Ramses II fece costruire monumenti in tutto il regno, fece incidere il suo nome su opere da lui commissionate e su quelle antiche dei suoi predecessori. Il suo regno visse un periodo di grande ricchezza artistica ed economica tanto che gli egittologi usano denominare l’intero periodo della sua dinastia Epoca Ramesside.

Il materiale di cui è composta la statua è “quarzite” – un tipo di roccia costituita quasi esclusivamente da quarzo granulare –  ed entrambi i simulacri andranno ad arricchire il già famoso tempio di Ramses, il più grande e conosciuto dell’antico Egitto, richiamando turisti e studiosi da ogni parte del mondo.

Agnese Cavallo

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