Piccola farmacia letteraria Elena Molini Firenze

Essere librai al giorno d’oggi è una vera sfida. Viviamo in un mondo sempre più smart dove ogni cosa è alla nostra portata. Se leggiamo su Facebook o Instagram di un nuovo best seller ci basta aprire la nostra app Amazon e con un click, entro pochi giorni, riceviamo comodamente a casa il nostro nuovo libro. O meglio, se possediamo un ebook ci bastano pochi istanti e il nostro libro è scaricato e pronto per essere letto. Facile veloce e efficiente. Fantastico, se non fosse che tutto questo penalizza e quasi uccide le piccole librerie.
Essere librai al giorno d’oggi è difficile.
Si parla ultimamente di una crisi del libro e dell’editoria e per riuscire a competere con tutta questa tecnologia che ci circonda c’è bisogno di idee innovative, che offrano ai lettori l’umanità che il web non può darci. A questo proposito ne sa qualcosa Elena Molini, una libraia con un’idea geniale di cui ultimamente si parla molto. Grazie a lei a Firenze, in via Ripoli n°7, è nata una “piccola farmacia letteraria”, una libreria molto particolare e innovativa.
In questa libreria ogni libro è concepito come un medicinale adatto a curare un preciso malessere. La sua fama è spopolata sui social e non solo, così abbiamo deciso di intervistarla per farci raccontare la sua idea di libreria.

Come è nata la tua idea di creare una farmacia letteraria a Firenze?

«L’idea è nata dalla mia precedente esperienza di libraia in una libreria di catena: la gente mi chiedeva consiglio sulla base del proprio stato emotivo, magari era una donna che stava uscendo da un rapporto difficile, oppure un uomo molto stressato sul lavoro, o ancora una ragazza giovane che aveva bisogno di trovare fiducia in se stessa. Così ho pensato che ci fosse un libro adatto ad ogni tipo di problema, così che i libri potessero essere solo una compagnia, o in alcuni casi un supporto vero e proprio.»

Ovviamente è impensabile trovare questo servizio in grandi catene, ragione per cui è importante non sottovalutare le piccole librerie di quartiere, in cui molto spesso si può usufruire di un trattamento particolare. Elena ci ha raccontato come è fatta la sua farmacia letteraria e come si può accedere al proprio libro-medicinale.

Come funziona questa particolare farmacia?

«Entrando in farmacia c’è una legenda con elencati circa una sessantina di categorie di ‘malesseri’ dell’anima associati a dei colori che sono gli stessi dei bugiardini applicati su ogni libro. Ogni bugiardino contiene, come se fosse un foglietto illustrativo di un vero medicinale, le indicazioni terapeutiche, gli effetti collaterali e la posologia. In questo modo ci si può orientare molto più facilmente tra tutti i testi.»

Questo progetto è nato dalla sua esperienza tra i libri. In una città, Firenze, che viaggia in parallelo con la storica fama e il grande fascino dell’arte. Elena ci ha raccontato il principio della sua idea, scaturita da una passione che si porta dentro da anni.

Come hai capito che la letteratura può essere una cura per l’umore?

«Sono una lettrice fin da piccolissima e ho sempre creduto che i libri possano rappresentare una risorsa per ciascuno di noi. Possono farci fare una risata, oppure aprirci gli occhi su una situazione particolare, farci sentire meno soli. Abbiamo tutti bisogno di identificarci in storie simili alle nostre.»

La nostra curiosità ci ha spinto a chiederle allora quali sono i malesseri più comuni e quali le cure che prescrive più spesso.

Quali sono i farmaci più richiesti?

«Beh sicuramente le pene d’amore sono le più gettonate, ma anche il troppo stress da lavoro e la scarsa autostima, al momento questo è il podio!»

L’idea di Elea ha coinvolto persone di ogni età, infatti alla nostra domanda:

Quali persone bussano alla porta della tua farmacia? Sono ragazzi o anche adulti?

Ci ha risposto entusiasta:

«Devo dire che finora i miei clienti hanno davvero tutte le età e questo è un aspetto bellissimo di questo progetto, riuscire ad arrivare trasversalmente a tutti con i libri e la lettura. Speriamo di continuare così!»

Le abbiamo chiesto di raccontarci la storia di una cura da lei prescritta e ci ha raccontato di una terapia che speriamo sia andata a buon fine. Ci racconta:

«Una ragazza giovane che si era lasciata da poco, era ancora nella fase dell’abbandono e non riusciva a leggere tanto per scarsa ‘concentrazione’. Così le ho consigliato ‘Milkand Honey’ di Rupi Kaur, una raccolta di poesie brevi che raccontano lo strazio dell’abbandono ma che aiutano anche a riconcentrarsi su se stesse, amandosi e accettandosi per quelle che si è.»

Un angolo per la cura dell’animo a Firenze, in via Ripoli n°7.

Piccola-farmacia-letteraria-Firenze
Dalla sezione Viaggi de La Stampa, è possibile leggere l’articolo qui.

La piccola farmacia letteraria di Firenze sta riscuotendo un grande successo e sta aiutando molte persone a sentirsi più comprese e meno sole. In un mondo sempre più smart dobbiamo ricordarci che la sensibilità umana deve sostituire la freddezza e il distacco della tecnologia. Perciò è indispensabile non accontentarsi sempre della soluzione che reputiamo più facile e veloce. L’era contemporanea, che inesorabilmente ci porta ad essere sempre di fretta, ci fa perdere spesso la bellezza del contatto umano. È necessario, oggi più che mai, soffermarsi e rallentare i nostri ritmi per godere ancora di quell’umanità che va via via sgretolandosi e di cui abbiamo innegabilmente bisogno.

Federica Colaruotolo

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