fonte: pixels.com

Si sa, non c’è spiaggia ormai che non abbia lidi e bar pronti ad accogliere ogni tipo di vacanziere e non c’è persona da spiaggia che non prenda almeno un gelato da gustare sotto l’ombrellone. Quanto sarebbe suggestivo, però, se invece del gelato si gustasse un racconto, pronto a insegnare qualcosa, magari scendendo nel mare, piuttosto che risalendo la scottante sabbia alle spalle. L’esperienza si fa possibile per chi tra ciottoli e granelli dorati non disdegna la compagnia di un buon libro da spiaggia, magari nelle ore più calde che costringono all’ombra o per chi ha da digerire un panino di troppo. Si fa spazio, in questa prospettiva, una raccolta di racconti di Stefano Benni dal titolo Il bar sotto il mare (1987).

Stefano Benni, classe 1947, è uno scrittore e giornalista contemporaneo bolognese. Particolarmente attento alla realtà italiana degli ultimi anni, nella sua vasta produzione ha ritratto vizi e virtù di una società in continua evoluzione, pubblicando romanzi, racconti, poesie e collaborando con giornali quali “L’Espresso”, “La Repubblica” e “Il Manifesto”, adoperandosi inoltre nel mondo della televisione e del cinema. Tra le sue opere si ricordano: “Bar sport” (1976), “Il bar sotto il mare” (1987), la raccolta di versi “Prima o poi l’amore arriva” (1981), “Fen il Fenomeno” (graphic novel), il romanzo “Pane e tempesta”, il poema “Dancing Paradiso”, il docufilm autobiografico “Le avventure del lupo. Storia quasi vera di Stefano Benni” (2018), e tante altre. La varietà dei generi riflettere la poliedricità di un autore sempre attento, con un pizzico di satira, umorismo e ironia alla vita politica e sociale della Penisola, mentre spazia tra i linguaggi e la fantasia.

L’antologia dell’autore bolognese Stefano Benni, dal titolo “Il bar sotto il mare”, costituisce un valido alleato per chi preferisce una lettura leggera ma originale, pronta a rispondere ai diversi gusti e ai tempi di lettura disponibili, senza richiedere segnalibri. L’opera, infatti, è costituita da racconti leggibili separatamente, tenuti insieme da una suggestiva cornice che ricorda, nella forma, il “Decameron” di Boccaccio. La parola-chiave è varietà, applicabile tanto alle tematiche e agli stili, quanto ai racconti e ai personaggi che li narrano.  L’autore inventa situazioni comiche, assurde, irriverenti ed esagerate che sanno allo stesso tempo rispondere a un duplice obiettivo: intrattenere e insegnare. Come lo sguardo spazia sull’orizzonte del mare, così gli occhi del lettore possono variare su un panorama di gialli, horror, racconti fantastici e tanto altro.

Tutto inizia da un’insolita spiaggia di un’immaginaria città, presso cui si trova un uomo anonimo, successivamente denominato “l’Ospite”: «Camminavo una notte in riva al mare di Brigantes, dove le case sembravano navi affondate, immerse nella nebbia e nei vapori marini, e il vento dà ai rami degli oleandri lente movenze di alga. Non so dire se cercassi qualcosa, o se fossi inseguito: ricordo che erano tempi difficili ma io ero, per qualche strana ragione, felice.» L’incipit crea da subito sintonia col lettore, libero di identificarsi nel protagonista e posto nella condizione di poter dare il nome del suo mare o del suo bar preferito al luogo presso cui presto sosterà: «Un bar in cui tutti vorremmo capitare, una notte, per ascoltare i racconti del barista, dell’uomo col cappello, dell’uomo con la gardenia, della sirena, del marinaio, dell’uomo invisibile, della vamp e degli altri misteriosi avventori

Il primo protagonista de “Il bar sotto al mare” incontra un uomo che improvvisamente inizia a scendere delle scale che portano in fondo al mare. Decide di seguirlo e improvvisamente è introdotto in un mondo straordinario: un bar che raduna 23 strani personaggi, pronti a raccontare a turno, nell’arco di una notte, una storia, cui si aggiungerà quella dell’ultimo arrivato. Gli avventori sono vari e sorprendenti. I racconti hanno diverse lunghezze, fino ad arrivare ad occupare sole 5 righe, in cui prende forma la storia di un uomo incapace di portare a termine ciò che inizia. Opposto sarà il destino del lettore, che indubbiamente avrà il piacere di terminare la lettura della raccolta. Nei tempi moderni caratterizzati dalla ricerca dei bar più esclusivi e alla moda, quello in fondo al mare li batte sicuramente tutti.

Alessio Arvonio

Classe 1993, laureato in lettere moderne e specializzato in filologia moderna alla Federico II di Napoli. Il mio corpo e la mia anima non vanno spesso d'accordo. A quest'ultima devo la necessità di scrivere, filosofare, guardare il cielo e sognare. In attesa di altre cose, vivo.

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