La scuola di Atene-Raffaello Sanzio Foto: Artribune

Dopo le commemorazioni, nel 2019, per il cinquecentenario della morte di Leonardo Da Vinci, nel 2020 è tempo di commemorare Raffaello Sanzio, pittore e architetto di Urbino.

Con il nuovo decennio che ha appena fatto capolino nelle nostre vite, arrivano anche nuove commemorazioni di artisti immortali che hanno reso l’Italia uno stivale stracolmo di cultura, arte e bellezza. Se il 2019 è stato l’anno del genio indiscusso di Leonardo Da Vinci, scienziato, matematico, inventore e scrittore vissuto nel periodo del rinascimento italiano, quest’anno le commemorazioni sono rivolte a un’altra geniale personalità che ha consegnato, all’Italia e alla storia, opere di inestimabile valore e incanto. La personalità in questione è quella di Raffaello Sanzio, pittore urbinate che, cinquecento anni fa, nel 1520 si spegneva a soli 37 anni lasciando, però, accesa la luce della sua arte. Oggi quella luce, dopo cinquecento anni, contribuisce ancora a far brillare l’Italia nel mondo.

La vita e le opere di Raffaello

Raffaello nasce a Urbino nel 1483 e, grazie al padre Giovanni de’ Santi, ha subito la possibilità di sperimentare nel campo della pittura, frequentando il Palazzo Ducale di Urbino. Qui ha modo di entrare in contatto con la pittura di Piero Della Francesca, che lo influenzerà profondamente. Dopo un periodo di apprendistato nella bottega del padre, Raffaello entra nella bottega del Perugino, insieme al quale porta a termine alcuni lavori su commissione. Raffaello apprende subito la tecnica dell’affresco, che consiste nel dipingere “a fresco”, ovvero su uno strato di intonaco non ancora completamente asciutto, di modo che, quest’ultimo lasci assorbire meglio il colore. È una tecnica che richiede velocità, poiché l’intonaco si asciuga in tempi relativamente brevi, ma richiede anche precisione, poiché il colore è assorbito immediatamente dall’affresco senza possibilità di rimediare a eventuali errori commessi. Raffaello si reca anche a Città di Castello (PG), dove realizza una delle sue opere più famose, lo “Sposalizio della Vergine”.

Dopo un periodo di residenza a Firenze, a 25 anni Raffaello va a Roma. È qui che riceve la commissione che più lo renderà famoso: affrescare le stanze dell’abitazione del papa Giulio II. È un’impresa colossale. Raffaello, con l’aiuto di alcuni suoi apprendisti, affresca quattro stanze riservate al papa, all’interno dei Musei Vaticani, rispettivamente la Stanza dell’Incendio, la Stanza di Eliodoro, la Stanza di Costantino e, forse la più conosciuta, la Stanza della Segnatura. Oltre a essere stato un impareggiabile pittore, è stato anche un abile architetto, progettando la pianta a cinque navate della basilica di San Pietro, in Vaticano. Il 6 aprile 1520, malato, Raffaello muore. Su sua espressa richiesta, il suo corpo viene sepolto nel Pantheon, a Roma, dove risiede tutt’ora.

Una rosa sulla sua tomba per tutto il 2020

Su iniziativa del MiBACT, sulla tomba di Raffaello, al Pantheon, è stata posta una rosa in ricordo del cinquecentenario della sua morte. Un gesto di riconoscenza verso un grande artista che ha regalato alla penisola italiana gioielli di singolare bellezza. Così come è piena di riconoscenza l’iscrizione posta sopra la sua lapide, che reca le parole latine del poeta Pietro Bembo, così tradotte in italiano: “Qui giace Raffaello dal quale, mentre era in vita, la Natura temette di essere vinta e, quando morì, temette di morire anch’essa.”

Una mostra nella sua città natale: Urbino

A Urbino, città natale del pittore, è in corso fino al 19 gennaio 2020 la mostra intitolata “Raffaello e gli amici di Urbino”. La mostra, ideata dal Polo museale delle Marche, è volta a mostrare la rete di amicizie e collaborazioni che Raffaello ebbe in vita e che furono decisive per la sua arte. Un Raffaello intimo, che si fonde al Raffaello delle grandi opere, in una commistione tra pubblico e privato che fa emergere la figura di Raffaello in tutta la sua poliedricità.

A Milano un Raffaello interattivo

Fino al 2 febbraio 2020 al Museo della Permanente di Milano è allestita una mostra interattiva intitolata “Raffaello 2020”. È un’esperienza in cui si tocca con mano la vita e l’arte di Raffaello e si respira l’aria rinascimentale dei luoghi in cui si è formato e ha operato fino alla sua morte prematura.

Raffaello alle Scuderie del Quirinale

La mostra, probabilmente la più attesa di tutte quelle in calendario per quest’anno di commemorazioni, avrà luogo dal 5 marzo al 2 giugno 2020 a Roma, presso le Scuderie del Quirinale. È una mostra che conterrà più di 100 opere del pittore di Urbino ed è intitolata “Raffaello 1520-2020”. La mostra, nel periodo di prevendita, ha registrato in sole 48 ore un boom di 10.000 prenotazioni, lasciando ben sperare per la sua ottima riuscita.

Sono quindi diverse le iniziative di commemorazione del poeta urbinate in programma per il 2020. Non resta soltanto che godercele per far rivivere l’operato di una grande personalità come quella di Raffaello Sanzio che, nonostante l’impetuoso galoppare del tempo, il quale pone fine a ogni cosa umana, ha saputo creare qualcosa che resistesse al tempo stesso. Anche a distanza di cinquecento anni.

Anna Rita Orlando

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