Una vita dedita al cantautorato italiano. La poesia di Germano Bonaveri corre sotto i portici bolognesi e spalanca le porte alla dolcezza. Un canto tormentato dalla sofferenza altrui. Il suo nuovo album “Reloaded” contiene pezzi editi ed inediti, per raccontare quel percorso artistico fatto fino ad ora.

Germano Bonaveri, classe 1968, è un cantautore italiano di origini bolognesi. Il suo sesto album “Reloaded” ripercorre i tratti salienti, tra brani classici ed inediti. Fu il produttore Biancani a spingere Bonaveri ad iniziare questo nuovo lavoro: per raccontare “lo stato dell’arte delle cose dette” negli ultimi 14 anni di musica, ci ha detto.

Le Piccole Vite“, il cui video è stato pubblicato il 24 novembre, è l’unico brano realmente inedito. Bonaveri ci ha raccontato che il brano è stato scritto 5 anni fa, in occasione della morte del suo gatto. Un periodo di sofferenza lo aveva spinto a realizzare, di getto, questo brano che racconta il dolore della scomparsa e la necessità di condividerlo, con scopi terapeutici.

«…E tu non togliere alla vita
Temendo di soffrire
Lascia che sia bellissimo fermarti a ricordare
Quello che ci separa è solo l’apparenza
Quella che avrai accanto sarà la mia presenza».

 

Reloaded contiene i suoi lavori storici: Delle Diversità, La Justice, Scivola Via, Lettera al Figlio, ecc.. Non manca “Clandestino“. Il mondo è quello di chi “non sa reagire alla deriva intellettuale della mancanza di una morale“. Bonaveri dice: «Le cose cose che accadono oggi le ho cantate tanto tempo fa. Nella società moderna i giovani sono tutti clandestini a causa della gerontocrazia». A sentirla oggi, si direbbe che Bonaveri abbia ragione. Sopratutto ora che non pochi artisti hanno rotto il muro del silenzio, come abbiamo visto anche in occasione dell’ultimo Festival di Sanremo, dove Mirkoeilcane ha raccontato l’amaro viaggio tra la vita e la morte e Pierfrancesco Favino ha interpretato il ruolo del soggetto ai margini della società.

Bonaveri ha imparato a cantare e celebrare le vite. Il suo studio parte da lontano: «Ho sempre sofferto, ero infastidito dal dolore degli altri. Specialmente gli animali e gli inermi, gli ultimi, gli indifesi». L’autore si sofferma ad osservare al di fuori del vetro. La società in cui siamo immersi, fatta di “mediocrazia”, priva gli esseri umani della speranza.

Roberto Caselli scrive di lui su Jam Online: “Bonaveri è una delle poche belle realtà attuali che sanno ancora scrivere una canzone con una scelta linguistica colta, un senso della rima non banale e un approccio originale. Per questo ogni brano ha in sé qualcosa di speciale, di personale che diventa universale“.

Il 25 gennaio Germano Bonaveri è stato ospite dell’Istituto Italiano di Cultura di Monaco di Baviera per presentare Euterpe, interpretando poesie immortali e cantando le canzoni storiche dell’immaginario della tradizione italiana. Qui un video. Il 15 febbraio presenterà l’album al Teatro Fanin di San Giovanni in Persiceto ed il 21 febbraio sarà a Milano.

Sara C. Santoriello