Dagli Alpini all’Eurovision Song Contest le molestie non si fermano
Foto di Anete Lusina da Pexels

È arrivato in Italia un evento che non ospitavamo dal 1956: l’Eurovision Song Contest. Al party inaugurale tenutosi la sera di domenica 8 maggio alla Reggia di Venaria, alle porte di Torino, alcune delle volontarie dell’evento sono state vittime di molestie da parte dei ballerini membri delle delegazioni dei diversi Paesi partecipanti alla kermesse

Al termine della presentazione degli artisti in gara e della sfilata sul Turquoise carpet, le celebrazioni si sono spostate all’interno della Reggia di Venaria. Al party erano presenti gli artisti in gara, lo staff e le autorità locali. Il Corriere della Sera di Torino è stato il primo a raccogliere le testimonianze, tra cui quella di una volontaria all’Eurovision Song Contest: la ragazza ha raccontato che alla festa i ballerini di un concorrente hanno iniziato a fissare lei e altre colleghe con insistenza e successivamente a toccarle senza il loro consenso – «Ci hanno fissato con insistenza prima di avvicinarsi al nostro gruppo. Erano fastidiosi. Hanno incominciato a toccarci sempre più giù, ci hanno palpato il sedere. Un’altra host di una delegazione dell’Est ha detto che ha dovuto chiedere al manager di smetterla di toccarla, me lo ha raccontato». Queste molestie sembrerebbero essere arrivate anche da parte di un artista in gara la cui identità non è stata rivelata: «Ho visto, invece, una host allontanare in modo deciso un artista che ha provato a baciarla» – ha dichiarato. Ma le molestie non si sono fermate solo alle volontarie, sembrerebbe che anche la cantante rappresentante di Cipro abbia ricevuto delle attenzioni moleste ma con lei il limite non è stato superato, probabilmente perché si trattava di una cantante in gara, sorte che non è toccata alle altre: «Quando siamo andate via quei ballerini si sono buttati su altre ragazze».

Il Comune di Torino ha negato le molestie accadute: «Eravamo presenti e abbiamo parlato con le ragazze. Non è successo nulla di male», inoltre Alessandra Aires, funzionaria comunale e coordinatrice di Delegation Host (il gruppo di 120 ragazzi che accompagnano le delegazioni) ha puntualizzato: «Se mai mi fossi accorta che c’era qualcosa che non andava, sarei intervenuta io per prima. Ho partecipato a tutto il party e posso assicurare che di molestie non ne ho viste. Forse c’è stato qualche commento sopra le righe, ma tutto riconducibile all’entusiasmo della festa». Ancora una volta l’argomentazione goliardica viene utilizzata per giustificare degli atteggiamenti maschilisti e patriarcali. «Mentre il mondo è in guerra a Torino si sta celebrando una festa di pace» – continua la funzionaria comunale, decantando un evento con la sua dovuta rilevanza ma ponendolo in posizione privilegiata rispetto al diritto delle volontarie di essere al sicuro.

Il collettivo femminista Non Una Di Meno con nodo a Torino non accetta l’ennesimo attacco alle donne e si schiera dalla parte delle volontarie: «Come quasi sempre succede, la voce delle donne che vivono violenza o sopruso viene silenziata, i loro racconti non creduti e le loro esperienze non ascoltate. A fronte delle segnalazioni rese pubbliche da alcune lavoratrici rispetto alle molestie subite sul proprio posto di lavoro durante la kermesse dell’Eurovision, ci chiediamo come rappresentanti del Comune si sentano legittimati a dichiarare che non sia successo niente di male». Sembrerebbe che non siano state sporte denunce alle forze dell’ordine. Il collettivo femminista valuterà nella prossima assemblea se raccogliere le testimonianze delle volontarie e agire di conseguenza.

Gaia Russo

Eterna bambina con la sindrome di Peter Pan. Amante dei viaggi, della natura, della lettura, della musica, dell'arte, delle serie tv e del cinema. Mi piace scoprire cose nuove, mi piace parlare con gli altri per sapere le loro storie ed opinioni, mi piace osservare e pensare. Studio lingue e letterature inglese e cinese all'università di Napoli "L'Orientale".

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