“Alleria vegan fest” ha avviato il dialogo dentro l’animalismo partenopeo
Foto di Ella Olsson: https://www.pexels.com

Il 5 giugno è stata organizzata la prima edizione di “Alleria vegan fest” da Piperita a Casalnuovo, ristorante vegetariano e vegano di proprietà delle sorelle Delle Cave. Diventato oramai famoso per il suo gustoso cibo, questo locale si contraddistingue anche per avere uno spazioso e areato giardino interno, una sala con giochi per i più piccoli con una vetrata attraverso la quale i genitori possono tenerli d’occhio mentre si divertono, ed infine una stanza per spettacoli di vario tipo. L’evento è stato organizzato da Claudia Squillante di Anonymous for the Voiceless Napoli in collaborazione con Napoli Animal Save.

Da parte loro, le associazioni e gli attivisti animalisti campani hanno risposto molto volentieri all’invito. In questo modo si sono creati i presupposti per un’allegra e spensierata serata, animata dalla musica e caratterizzata dal consumo di cibo rigorosamente vegano. Un’alimentazione quella vegana che desta ancora molte perplessità, se non addirittura avversione, all’interno di gran parte dell’opinione pubblica. La maggior parte delle persone infatti pensa che la normalità risieda nel mangiare carne e prodotti derivanti dagli animali, finendo così per individuare esclusivamente il proprio stile di vita alimentare come corretto.

Questa percezione genera spesso un esplicito attrito tra il veganismo e la cultura alimentare dominante. Sulla base della presunta superiorità cognitiva dell’essere umano vengano messi in pratica veri e propri attacchi finalizzati a screditare ed a stigmatizzare lo stile di vita vegano. Questo permette di produrre una distanza incolmabile tra chi è vegano ed il resto della società, attraverso la creazione di una barriera protettiva a difesa degli assunti ideologici e più in generale delle tradizioni culturali, propense a concepire gli animali come esseri inferiori.

Chi pratica uno stile di vita vegano viene così messo ai margini della società. Ne consegue che queste persone per continuare ad avere una vita sociale, tendono a chiudersi in cerchie di amicizie che si distinguono per avere uno specifico sistema concettuale e interpretativo della realtà e un’alta coesione al proprio interno. Tuttavia, impedito nella piena comprensione del fenomeno a causa del proprio pregiudizio, un gran numero di persone finisce per giudicare questi gruppi come delle sette e come dei fanatici coloro che si professano vegani.

Ma tutt’altro che esaltate, queste persone accomunate da una medesima condizione si uniscono tra loro affinché vengano raggiunti determinati interessi collettivi, ovvero la tutela ed il benessere degli animali. Iniziano così ad essere realizzate una serie di azioni, che consentono la formazione di un’identità politica condivisa tra tutti i membri del gruppo. Dunque, si parla tanto e male del veganismo per il semplice motivo che questa scelta non solo mette in discussione la società antropocentrica in cui viviamo, ma finisce spesso per incoraggiare successivamente l’agire politico contro la cultura alimentare dominante.

Possiamo quindi sostenere che essere vegani vuole dire a tutti gli effetti fare politica. E proprio di politica si è parlato durante “Alleria vegan fest”. Il festival è stato di fatto un’occasione per consentire alle nuove generazioni di attivisti vegani di confrontarsi con quelle di vecchia data, ma ha permesso anche un sincero dialogo tra varie associazioni che per il momento rimangono comunque ideologicamente distanti tra loro e molto differenti per gli interessi che portano avanti.

E’ ancora troppo presto per sapere cosa preserverà il futuro all’animalismo partenopeo. In ogni caso, il ristorante di Piperita a Casalnuovo si è presentato come vero e proprio “hub” in grado di raccogliere e collegare le svariate istanze e le diverse rivendicazioni della comunità animalista sul territorio. All’evenienza, si è candidato come luogo ideale per ospitare le numerose idee e iniziative animaliste per l’avvenire. Per questo motivo, è possibile sostenere che l’ “Alleria vegan fest” potrebbe essere stata la scintilla che condurrà alla creazione di un promettente movimento animalista in Campania.

Gabriele Caruso

Gabriele Caruso
Laureato in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali, mi occupo soprattutto di indagare la politica italiana e di far conoscere le rivendicazioni dei diversi movimenti sociali. Per quanto riguarda la politica estera, affronto prevalentemente le questioni inerenti al Regno Unito.

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