Premio Campiello 2021 (fonte immagine: giuntialpunto.it)

Sono stati da poco annunciati i cinque finalisti del Premio Campiello 2021, presieduto da Walter Veltroni: il vincitore verrà annunciato a settembre, ma intanto scopriamo chi sono gli autori e le autrici giunti in finale.

La cinquina finalista

Il 28 maggio è stata selezionata la cinquina finalista della 59^ edizione del Premio Campiello,  concorso di letteratura italiana contemporanea promosso dalla Fondazione Il Campiello ‐ Confindustria Veneto. La cerimonia di comunicazione dei finalisti si è tenuta nella splendida cornice dell’Aula Magna di Palazzo Bo a Padova; e a fare gli onori di casa è stato Walter Veltroni, presidente di giuria, aiutato dalla Giuria dei letterati: Federico Bertoni, Daniela Brogi, Silvia Calandrelli, Chiara Fenoglio, Daria Galateria, Luigi Matt, Ermanno Paccagnini, Lorenzo Tomasin, Roberto Vecchioni, Emanuele Zinato.

Ecco i nomi delle opere, degli autori e delle autrici in finale (ancora una volta, al Campiello non mancano le sorprese): Andrea Bajani con Il libro delle case (Feltrinelli); l’autore e traduttore Paolo Nori con Sanguina ancora (Mondadori); Paolo Malaguti con Se l’acqua ride (Einaudi); Giulia Caminito con L’acqua del lago non è mai dolce (Bompiani) e Carmen Pellegrino con La felicità degli altri (La Nave di Teseo).

Il libro delle case di Andrea Bajani 

fonte immagine: ibs.it

Raccontare l’esistenza di una persona attraverso la sua casa. Un Io indefinito che narra la sua vita attraverso i luoghi in cui ha abitato e così facendo racconta un po’ di esse, della sua crescita e delle scelte che lo hanno portato a essere ciò che è. Io è infante che gioca gattonando sul pavimento, poi si tramuta in un amante di una donna sposata nella camera da letto, marito premuroso in cucina, giovane preso a pugni dal padre nella casa delle vacanze. Un libro forte e molto apprezzato dalla Giuria del Premio Campiello, Vecchioni addirittura si sbottona dichiarandolo già il libro vincitore. Il libro delle case è uno dei 12 candidati al Premio Strega.

Sanguina ancora. L’incredibile vita di Fedor M. Dostojevskij di Paolo Nori  

fonte immagine: librimondadori.it

Se da una parte Nori ricostruisce gli eventi capitali della vita di Fëdor M. Dostoevskij, dall’altra lascia emergere ciò che di sé, quasi fraternamente, Dostoevskij gli lascia raccontare. Perché di questa prossimità è fatta la convivenza con lo scrittore che più di ogni altro ci chiede di bruciare la distanza fra la nostra e la sua esperienza di esistere. Ingegnere senza vocazione, genio precoce della letteratura, nuovo Gogol’, aspirante rivoluzionario, condannato a morte, confinato in Siberia, giocatore incapace e disperato, marito innamorato, padre incredulo, goffo, calvo, un po’ gobbo, vecchio fin da quando è giovane, uomo malato, confuso, contraddittorio, disperato, ridicolo, così simile a noi.

Se l’acqua ride di Paolo Malaguti 

fonte immagine: ibs.it

Sulla corrente dei fiumi nulla cambia mai davvero. Al timone degli affusolati burchi dal fondo piatto, da sempre i barcari trasportano merci lungo la rete di acque che si snoda da Cremona a Trieste, da Ferrara a Treviso. Quando Ganbeto sale come mozzo sulla Teresina del nonno Caronte, l’estate si fa epica e avventurosa. Sono i ruggenti anni ’60, nelle case entrano il bagno e la televisione in bianco e nero, Carosello e il maestro Manzi. I trasporti viaggiano sempre piú via terra, e i pochi burchi che ancora resistono, per ostinazione oltre che per profitto, preferiscono la sicurezza del motore ai ritmi lenti delle correnti e delle maree.

L’acqua del lago non è mai dolce di Giulia Caminito 

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Finalista del Premio Campiello e anche del Premio Strega, con questo romanzo Giulia Caminito dà voce a una profonda inquietudine esistenziale: Antonia è una madre forte, che nella vita ha saputo affidarsi solo sulla propria ostinazione e questi valori vuole trasmetterli alla figlia Gaia. Gaia vive negli anni 2000, un’epoca molto diversa da quella in cui ha vissuto la madre, dove davvero i ragazzi avevano altri valori e in cui si aveva la necessità di farsi sentire, di dare e dire la propria opinione. A far da sfondo a queste due donne vi è l’acqua del lago, il bellissimo lago di Bracciano che nasconde in sé misteri, leggende e incredibili narrazioni.

La felicità degli altri di Carmen Pellegrino  

fonte immagine: ibs.it

Cloe è una donna che ha imparato a parlare con le ombre. Un’anima in ascolto, alla ricerca di una voce che la riporti al luogo accidentato della sua origine, al trauma antico di quando, bambina, cercava di farsi amare da chi l’aveva messa al mondo. Nel suo cammino costellato di fragorosi insuccessi e improvvisi passi avanti, Cloe attraversa città, cambia case, assume nuove identità, accompagnata da voci, ricordi, personaggi sfuggenti: Emanuel, il fratello amatissimo; il professor T., docente di Estetica dell’ombra; Madame e il Generale, guardiani della Casa dei timidi, dove la donna era stata accolta a dieci anni.

Il Premio Campiello Opera Prima è stato assegnato alla raccolta di racconti Dieci storie quasi vere di Daniela Gambaro (Nutrimenti): “Una scrittura che si fa partecipe, senza mai abdicare al rigore nel modulare gli accenti di commozione, malinconia e ironia propri di ciascuna storia”. Dieci racconti scritti con una penna leggera e precisa, capace di narrare anche le cose più difficili. Un posto fresco e nascosto, dove vanno a finire tutti i palloni e i segreti d’infanzia. La ricerca di una tartaruga nel giardino di una famiglia pronta al trasloco. Un bambino che col primo sorriso sceglie a chi assomiglierà da grande. Un altro bambino nato così piccolo che sua mamma sogna le verrà ricucito nella pancia, fino a diventare maturo. Una donna che dimentica la figlia in automobile e va al lavoro, e non sa che le tartarughe piangono. Una babysitter che mangia solo pollo fritto, vuole diventare suora e dimentica il gas acceso, così disastrosa da essere tenera.

fonte immagine: ibs.it

La programmazione del Premio Campiello procederà a giugno e luglio con il tradizionale tour letterario con gli autori finalisti e le autrici finaliste, che farà tappa in diverse località italiane: un’iniziativa nata nel 2006, con la quale la Fondazione Il Campiello promuove la cinquina e diffonde la lettura in tutta Italia. Tra le città finora confermate: Venezia, Cortina, Bolzano e altre in corso di definizione. Gli eventi conclusivi della 59^ edizione si svolgeranno a Venezia e prevedono: venerdì 3 settembre l’evento dedicato ai giovani; la mattina di sabato 4 settembre la conferenza stampa conclusiva del Premio Campiello, infine la sera di sabato 4 settembre la finale del Premio Campiello 2021 all’Arsenale di Venezia con l’annuncio del vincitore scelto dalla Giuria dei Trecento Lettori anonimi. La finale sarà presentata da Andrea Delogu: la premiazione del vincitore sarà trasmessa in diretta televisiva su Rai 5 sabato 4 settembre dalle ore 21:15. La finale sarà inoltre visibile in mondovisione attraverso Rai Italia.

Valentina Cimino

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