Roberto De Simone NCCP
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Roberto De Simone e la Nuova Compagnia di Canto Popolare sono stati una pietra miliare della musica napoletana e dell’Italia Meridionale: grazie a loro, negli anni ‘70  si è aperta una nuova pagina della storia della musica del Sud Italia, il cui repertorio antico e popolare ha conosciuto nuova vita proprio in ragione del lavoro storico, filologico ed etnomusicologico svolto dai protagonisti del noto gruppo musicale partenopeo.

I lavori di Roberto De Simone e della Nuova Compagnia di Canto Popolare nascono in un periodo particolarmente florido sul piano degli studi antropologici e culturali. Già dalla fine degli anni ‘60, infatti, le ricerche di noti antropologi avevano consentito una rinascita culturale del Sud Italia, massacrato fino a quel momento dalle disparità economiche e dalla miseria, che costituì per l’Italia rimasta ancorata alla ruralità il drammatico contraltare del boom economico della metà del Novecento. Ed è proprio in questo contesto che alcuni antropologi come Ernesto De Martino e Diego Carpitella – quest’ultimo fu anche e soprattutto un fine musicologo – diedero vita a un filone di studi dedicato proprio alla valorizzazione e all’osservazione non giudicante delle tradizioni popolari del Meridione. Ne nacquero, naturalmente, dei lavori di ricerca che tuttora si studiano nei corsi universitari di antropologia ed etnomusicologia. Tra questi, ad esempio, La terra del rimorso di Ernesto De Martino, un libro dedicato allo studio dei riti di possessione delle tarantolate del Salento. 

A Diego Carpitella, Ernesto De Martino e Alan Lomax è da attribuire dunque la nascita dell’etnomusicologia, una disciplina che intende studiare la musica di tradizione orale, strutturalmente diversa da quella colta e di tradizione scritta di matrice europea che fino a quel momento aveva dominato la scena accademica italiana. Ne deriva così un rinnovato interesse generale per la musica popolare, che negli anni ‘70 si trasformerà in un vero e proprio processo di spettacolarizzazione di un tipo di musica che fino a quel momento non era mai stata suonata su un palcoscenico; infatti, tarantelle, tammurriate e saltarelli erano rimasti fino ad allora appannaggio dei cantori popolari e avevano accompagnato i vari riti liturgici e profani che scandivano i ritmi della vita sociale del Sud Italia. 

Roberto De Simone e la NCCP sono i protagonisti dunque del cosiddetto folk revival. La grandezza del loro lavoro artistico risiede nell’ accuratezza scientifica con cui si sono avvicinati alla musica: tra le loro più importanti ricerche ci sono sicuramente quella dedicata alle villanelle napoletane del Cinquecento, recuperate grazie allo studio delle fonti scritte e d’archivio, e il lavoro sulla musica d’autore napoletana, riarrangiata secondo la grammatica della musica popolare, con la quale vennero in contatto grazie ad un attento lavoro di ricerca sul campo. Armati di registratore, Roberto De Simone, Diego Carpitella e Annabella Rossi perlustrarono l’entroterra campano alla ricerca di canti e sonorità appartenenti al mondo popolare. Da questo tipo di lavoro nacque ad esempio la versione di Tamurriata Nera, il famoso brano di Eduardo Nicolardi e E.A. Mario composto trent’anni prima, al quale De Simone aggiunse varie strofe il cui testo fu tratto dai brani di un cantastorie giuglianese, tale  Eugenio Pragliola, che nel Secondo Dopoguerra cantava sugli autobus delle Tranvie Provinciali. 

Oltre alla pubblicazione dei primi due album, NCCP e Li sarracini adorano lu sole, la consacrazione del gruppo partenopeo avverrà grazie a un altro grande nome della cultura napoletana, Eduardo De Filippo. L’incontro tra i due mondi è fruttuoso, i musicisti vengono invitati da De Filippo a esibirsi al San Ferdinando durante gli intervalli dei suoi spettacoli, perché, con le sue parole, “Quanno ce sta ‘o popolo ‘areto, nun se po’ sbaglià”. 

A dichiarare conclusa, ma solo ufficialmente, l’avventura popolare di Roberto De Simone con la NCCP è la elaborazione dello spettacolo La Gatta Cenerentola, il melodramma a furor di popolo che sancirà l’allontanamento dal gruppo di Eugenio Bennato e Carlo D’Angiò e la fondazione dei Musicanova, con cui debuttò una giovanissima Teresa De Sio. 

Giulia Imbimbo

Giulia Imbimbo
Nata a Napoli a ridosso del nuovo millennio, sono una studentessa di Lettere Moderne, divoratrice di album e libri. Credo nella capacità della cultura umanistica e dell'espressione artistica di rifondare i valori della società contemporanea.

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