Memorie di pietra, mostra fotografica al Mann per valorizzare il territorio

Memorie di Pietra al Museo Archeologico Nazionale di Napoli

Memorie di pietra, mostra fotografica al Mann per valorizzare il territorio

Memorie di Pietra è il titolo della mostra fotografica a cura dell’associazione culturale Animum debes mutare, ospitata dal Museo Archeologico di Napoli sino al 9 febbraio 2018.

Si tratta di un viaggio alla riscoperta delle antiche testimonianze di epoca romana nelle città di Teano, Avella e Castelvenere. Il progetto realizzato dall’associazione, mira a riesumare la memoria degli antichi e misconosciuti luoghi d’arte mediante la partecipazione attiva dei discenti degli istituti scolastici del territorio.

Nella sala del Doriforo è possibile visionare testimonianze fotografiche dei tre antichi comuni che nel passato sono stati un crocevia culturale.

La nascita del comune di Avella, in provincia di Avellino, risale all’VIII-VII sec. a.C.  L’origine etimologica del nome Avella è ancora incerta: secondo gli storici antichi il è legato alla qualità delle nocciole del territorio, altri lo riconducono alla forza dei venti della città tali da “scoprire edifici” (dal verbo latino “avello” , “estirpare con forza”).
Alcuni studiosi suppongono che la nascita della città sia anteriore alla fondazione di Roma e che già precedentemente si connotasse per il suo carattere belligerante e la sua popolosità. Era abitata dagli Osci, un popolo che aveva elementi affini nella lingua agli etruschi. Parlavano, difatti, un dialetto non ben identificato, che rappresentava una mescolanza di greco ed etrusco trascritto, da destra verso sinistra.

Avella, anch’essa federata romana, conserva ancora oggi un anfiteatro edificato nel I sec. a.C. sui resti di un complesso abitativo di età sannitica, e una necropoli monumentale risalente al I-II secolo d.C.

Il comune di  Castelvenere, le cui origini risalgono al paleolitico, si caratterizza per l’economia a carattere agricolo e vanta tale vocazione sin dai tempi dei romani, che pure hanno lasciato la loro impronta nella pietre della città. In particolare, conserva i resti di una villa romana risalente al II-I sec a.C in principio destinata all’abitazione, per poi essere inglobata nell’Ottocento in una masseria.

Anche la città di Teano, in provincia di Caserta, mostra di avere un’interessante caratterizzazione storica. Ospitò la comunità dei Sidicini nel IV sec. a.C., il popolo che viene annoverato secondo la tradizione di Livio come la causa della guerra sannitica (343-341).  Il confine della loro città si trovava presumibilmente fra Teano e le odierne Calvi Risorta e Sessa Aurunca. A Teano, dove i Sidicini furono fedeli federati di Roma, sorse nel II secolo a. C. un teatro romano, considerato tra i più antichi esempi di teatro piano, completato per volontà dell’imperatore Settimio Severo. Nella seconda metà dell’Ottocento fu sede dell’incontro tra la figura di Garibaldi e il sovrano Vittorio Emanuele I.

Dalla pietra alla memoria

Per restituire l’identità storica a questi antichi luoghi, è nata il 9 settembre 2017 l’associazione culturale “Animum debes mutare”. Tutto comincia con il progetto di Alessandro Mazzarelli e un tim di professionisti e ricercatori che mirano a coinvolgere attivamente le istituzioni scolastiche, luogo d’eccellenza della trasmissione del sapere.

Il progetto per la rivalutazione del patrimonio artistico-culturale del territorio, dal quale prende vita la mostra Memorie di pietra, è stato presentato nell’ambito della conferenza, moderata dalla storica dell’arte Alessandra Paudice, svoltasi nel Salone della Meridiana sabato 8 dicembre in presenza di Paolo Giulierini, Direttore del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, del presidente dell’associazione “Animum debes mutare”, Alessandro Mazzarelli, e delle istituzioni, con la partecipazione dell’ ITES Galiani di Napoli.

«Una mattinata bellissima per il MANN – ha affermato il Direttore del Museo Archeologico Nazionale durante la conferenzasiamo felici di aver accolto centinaia di studenti in una sala della Meridiana gremita per l’evento inaugurale della mostra Memoria di Pietra. I tesori di Avella, Castelvenere e Teano entrano nel nostro circuito Extramann, facente parte del progetto Obvia: questa iniziativa, che sarà seguita da molte altre, sarà soltanto il primo passo verso la valorizzazione dello splendido territorio che ci circonda».

Lo scopo di Memorie di Pietra è quello di preservare il patrimonio identitario dei comuni di Avella, Casteltevere e Teano mediante il collante tra istituzioni pubbliche e scolastiche, forti dell’idea, come si evince dalle parole del direttore del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, che tali attività non debbano restare prerogativa dei pochi addetti ma debbano mirare a una partecipazione collettiva, in particolare mediante la trasmissione intergenerazionale.

Proprio i giovani devono essere il volano della conservazione delle radici storiche del nostro territorio per promuoverne, mediante il dialogo e l’ascolto reciproco, lo sviluppo culturale e sociale.

Nella società liquida 2.0 dove la velocità porta gli individui all’estraniazione e all’alienazione, la conservazione dei beni culturali materiali del territorio rappresenta la sola opportunità per evitare che le radici identitarie, gli ideali e tutto ciò che è intangibile e immateriale, ma che rappresenta il patrimonio fondamentale della civiltà, cadano nel dimenticatoio. L’impronta umana, impressa nella pietra, deve e può resistere – con il nostro contributo – all’usura del tempo e alla morte.

Rosa Auriemma

 

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